Categorie: altrecittà

fino al 14.I.2012 | Reena Spaulings | Roma, Indipendenza Studio

di - 2 Novembre 2011
C’è grande attesa: i primi invitati e critici si incontrano già nell’atrio del palazzo. I commenti sono più che positivi. Poi si sale, rigorosamente a piedi perché i gradini lo permettono o volendo in ascensore, verso un luogo che si preannuncia come esclusivo. Si entra nella sede di Indipendenza Studio e si capisce che qualcosa è successo. La metà restaurata dell’appartamento di fine ottocento, accoglie il visitatore con grandi tele bianche con ampi segni magenta: si riconoscono senza ombra di dubbio spalle, gambe, muscoli, tanto torace e tanti glutei.  Ad un tratto quasi una spina dorsale, una sorta di Sacra Sindone. La sala più grande ospita anche una piccola tela arancio. Accanto ad una porta ed in stretto rapporto con uno degli splendidi pavimenti, compare il primo surf in marmo, perfettamente appoggiato. Tutto sarà più chiaro nella stanzetta di fronte all’entrata, con due tele: una bianca e magenta e l’altra bianca e verde. Non restaurata, la tappezzeria anni ’30 che avvolge l’ambiente nasconde i segreti di un secolo a cui si sono aggiunti quelli degli ultimi tre giorni. Chiusi qui dentro, l’ex guardia nei musei e modella Reena Spaulings (stiamo al gioco) e il critico d’arte Michael Sanchez  hanno partorito la serie di tele in mostra con il colore, quasi un liquido amniotico, di cui il corpo del ragazzo era cosparso.

Possiamo, a questo punto, nominare Klein? Sicuramente sì. E la citazione sembra quasi letterale a ben guardare le tele esposte. Rigorosamente senza titolo o cartellino, le opere sono un perfetto oggetto per il business artistico. L’aspetto performativo, al centro del progetto di Klein, non viene esibito ma al contrario nascosto anche alla vista dei pur complici galleristi. L’aspetto concettuale è invece da ricercare nel ribaltamento dei ruoli: la modella, supporto e strumento per Klein, diviene mente creativa e il critico, ai vertici della piramide, è corrotto dalla partecipazione alle fasi di esecuzione dell’opera  e immerso nella materia. Il tema prediletto è il mercato dell’arte, le sue figure e gli stereotipi rovesciati. I surf in marmo si ritrovano nell’ultima sala in fondo, tra tubi e calcinacci, preziosi nel loro materiale e irridenti al concetto di valore artistico: realizzati con una sorta di scambio tra l’artista e un collezionista commerciante in marmi. Indipendenza Studio si dimostra una vera e propria factory: la residenza per artisti è pronta ed ha già dato i primi risultati. La serata dell’inaugurazione è un vero successo. E che l’esca sia ben tesa è chiaro al passaggio veloce del critico di grido che scorre i risultati astratti di quest’arte quanto mai concreta con la velocità di lettura di Oscar Wilde.

Reena Spaulings non partecipa al ricco e suggestivo buffet sul terrazzo. Al suo posto i creatori della Reena Spaulings artista e gallerista: John Kelsey ed Emily Sundblad; e Michael Sanchez, nuovamente nei panni di critico. Nata come personaggio di un romanzo del collettivo Bernardette Corporation, Reena si gode da spettatrice la sua inaspettata fortuna . Chissà se ad una delle 16.000 aspiranti guardia nei musei per il concorso romano di  Zètema toccherà lo stesso destino di inaspettata notorietà. Da nessuno, a qualcuno per tutti. 
mariangela capozzi
mostra visitata il 27 ottobre 2011
dal 27 settembre 2011 al 14 gennaio 2012
Reena Spaulings – More Michael Paintings
Indipendenza Studio
Via dei Mille, 6 – 00185 Roma
Orario: dal martedì al sabato ore 16,00-20,00
Info: Indipendenza Studio – tel+39 06 44703249;
info@indipendenzastudio.com; www.indipendenzastudio.com
[exibart]

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