Palazzo Uffici Olivetti, Ivrea
Il Ministero della Cultura lancia il Premio Olivetti per l’accessibilità culturale. Presentata oggi dal ministro Alessandro Giuli, l’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare progetti che favoriscono l’accesso alla cultura, la partecipazione delle comunità e l’inclusione sociale, ispirandosi alla figura di Adriano Olivetti e ai principi della Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa.
Il nuovo riconoscimento si inserisce nell’ambito del Piano Olivetti per la Cultura, il programma promosso dal MiC che pone al centro il ruolo sociale della cultura come strumento di coesione, benessere e sviluppo umano. Il premio intende infatti individuare e sostenere esperienze capaci di rafforzare il rapporto tra patrimonio culturale, creatività e territori, favorendo modelli replicabili di partecipazione e cittadinanza culturale.
«Il Piano Olivetti interpreta la cultura nella sua vocazione sociale», ha dichiarato il ministro Alessandro Giuli. «Per questo motivo il Premio intende valorizzare le esperienze che fanno del patrimonio e della creatività strumenti di partecipazione, inclusione e crescita condivisa. Un riconoscimento rivolto alle realtà che rafforzano il legame tra la cultura e le comunità, nel solco della visione di Adriano Olivetti».
L’iniziativa si rivolge a una platea ampia che comprende imprese pubbliche e private, istituzioni culturali, enti del Terzo Settore, organizzazioni della società civile, comunità locali e istituti del Ministero della Cultura. L’obiettivo è intercettare pratiche già attive sul territorio che abbiano saputo generare impatti concreti in termini di accessibilità, partecipazione e inclusione. La dotazione finanziaria totale del Premio è pari a 1 milione di euro per l’anno 2026, di cui 100mila euro sono assegnati alla copertura dei costi amministrativi, tecnici e logistici legati all’organizzazione.
Quattro le sezioni previste. La prima è dedicata ai musei; la seconda riguarda il patrimonio culturale e il territorio e comprende archivi, biblioteche, parchi archeologici, soprintendenze e altri istituti culturali. Una terza categoria è riservata alle attività culturali, includendo festival, rassegne, compagnie teatrali e di danza, istituzioni musicali, editori, librerie, associazioni culturali ed enti del Terzo Settore. La quarta sezione, dedicata al welfare aziendale e alla rigenerazione culturale, è rivolta invece ai progetti sviluppati da imprese pubbliche e private per promuovere il benessere culturale dei lavoratori e rafforzare il rapporto tra impresa e comunità locali.
Accanto a queste categorie, il Ministero ha previsto una sezione speciale destinata agli istituti del MiC che abbiano sviluppato progetti sperimentali e modelli innovativi replicabili all’interno del sistema culturale nazionale.
«In Italia esistono molte realtà che hanno saputo costruire relazioni, generare opportunità e rafforzare il senso di appartenenza ai territori», ha sottolineato Stefano Lanna, direttore generale del Piano Olivetti per la Cultura. «Il premio intende riconoscerne il valore e promuoverne la diffusione come modelli virtuosi per il sistema culturale nazionale».
Le candidature vanno inviate attraverso il portale dedicato e saranno valutate da una commissione nominata dal Ministero della Cultura. Le domande potranno essere presentate attraverso il portale dedicato del MiC disponibile a questo link entro il 15 settembre 2026. I risultati della selezione saranno resi noti entro novembre.
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