Antonino Paraggi non lo conoscerete mai. Forse vi sembrerà di averlo sentito nominare. Antonino infatti non esiste, se non nella fervida fantasia di Calvino: è uno dei protagonisti de Gli amori difficili. E da lui prende il nome l’associazione che organizza, ormai dal 2001, mirate e rigorose esposizioni fotografiche –come quella in corso- annoverando autori come Gabriele Basilico, Federico Patellani, Mario Giacomelli.
Paolo Monti (1908-1982) s’innamora della fotografia sul finire degli anni ’40, quando inizia a vivere a Venezia e, grazie agli stimoli culturali ed artistici della città, decide di abbandonare il proprio lavoro di dirigente per dedicarsi esclusivamente a quello che fino al momento era stato solo un hobby. È in questi anni che fonda il Circolo La Gondola, fucina di talenti come Fulvio Roiter, Gianni Berengo Gardin ed Elio Ciol.
Nell’Italia che deve essere ricostruita, e anche la città lagunare si rinnova ospitando Peggy Guggenheim e le prime Biennali (di cui Monti sarà fotografo ufficiale) con gli artisti d’oltreoceano, nascono nuove poetiche e nuovi modi di vedere il mondo. Tra i protagonisti più riflessivi del rinnovamento, in chiave antiretorica e contro ogni intento celebrativo, Monti si dedica non solo ad arte ed architettura ma anche alle periferie urbane, ai non luoghi in cui lo sguardo insegue le mille linee di forza per indagare all’interno della materia.
Sono questi gli anni dei ritratti di Baj, Capogrossi, Guidi, Pomodoro, esposti in mostra, in cui la tensione analitica non cede a nessun compiacimento verso il soggetto. Ed anche nei due autoritratti non c’è alcuna indulgenza verso sé stessi. E poi la cara nipote Meme (che negli incontri organizzati dall’associazione ha ricordato lo zio come una personalità schiva, ruvida ed introversa) protagonista quasi involontaria di una serie di ritratti che raccontano della sua adolescenza e del suo diventare donna.
Ma la sorpresa maggiore è nei ritratti di piccola dimensione di Mina, a lungo amata clandestinamente dal fotografo, giunti sino a noi nei vintage originali grazie agli eredi di quest’ultima. Qui, in foto non solo private ma anche segrete, pur abbandonate le istanze professionali, si nota la capacità estrema di coniugare letterarietà, partecipazione, sensualità ed amore carnale.
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daniele capra
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