Bronzi di Riace, Museo di Reggio Calabria, foto Federico Neri
Quella dei Bronzi di Riace è una storia complessa e travagliata, che cinquant’anni fa cambiò per sempre il destino di una regione, di una città, di un museo. Era il 16 agosto 1972 quando un giovane sub romano, Stefano Mariottini, nel mezzo di una pesca subacquea nel mar Ionio, scorse a 230 metri dalle coste di Riace Marina quel “gruppo di statue” che tutt’oggi affascinano e attirano migliaia di visitatori ogni anno. Rinvenuti a otto metri di profondità, i due guerrieri subiranno una lunga operazione di restauro a cura dell’Opificio delle Pietre Dure, prima, e del Museo di Reggio, poi, suscitando la curiosità dell’opinione pubblica e degli storici dell’arte e divenendo simboli, nella cultura popolare, dell’ideale classico di bellezza formulato nella Grecia antica.
Numerosi e accesi si sono susseguiti i dibattiti, tra studiosi e ricercatori, intorno alla vera identità delle due statue, alla loro provenienza e all’epoca della loro manifattura (V secolo a.C.), nonché sulle tipologie di restauro a cui sottoporle. Ma, nonostante oggi siano stati svelati molti degli enigmi che le riguardavano, le ricerche e gli approfondimenti al livello internazionale sono più attivi che mai e la strada da compiere verso una ricostruzione completa delle loro storia è ancora lunga.
È, dunque, con l’occasione di celebrare i 50 anni dalla scoperta dei bronzi che il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dove sono conservati da oltre 30 anni, ha indetto, oltre a un ampio calendario di eventi, mostre e spettacoli teatrali, un convegno internazionale che si svolgerà dal 10 al 12 novembre 2022. Tre giorni di studi, approfondimenti e dibattiti curati dal Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Calabria e articolati in quattro sezioni: archeologia subacquea, storia dell’arte antica, restauro e valorizzazione.
La prima sezione avrà come oggetto di interesse le campagne di ricerca che hanno riguardato l’area di ritrovamento dei bronzi fino a oggi, con la presentazione al pubblico dei risultati delle indagini e l’intervento di numerosi esperti. La giornata dell’11 vedrà impegnati storici dell’arte alle prese con la storia dei bronzi, con l’individuazione dell’area dove vennero fusi e con la ricostruzione delle rotte mediterranee nell’antichità, così come saranno posti a confronto studi relativi alla conservazione e alla protezione delle statue, essendo oggi ancora piuttosto attivo il dibattito intorno al loro restauro. Infine, l’ultima sezione affronterà il tema della valorizzazione in rapporto alle nuove tecnologie e alle esigenze di un mondo sempre più globalizzato.
Un’occasione unica, insomma, per ricordare un momento fondamentale della storia del Paese e che diede vita a un vero e proprio fenomeno culturale, ma soprattutto per ribadire l’importanza della ricerca e dello studio, che non dovrebbero fermarsi mai, in giornate, tra l’altro, tanto significative per l’archeologia italiana (a proposito dello straordinario ritrovamento dei bronzi di San Casciano dei Bagni, qui il nostro articolo).
Per accedere al Convegno, che verrà anche trasmesso in diretta sulla pagina Faceboock del Segretariato regionale del MiC per la Calabria, è necessario registrarsi, causa posti limitati, a partire dall’08 novembre, inviando una mail a questo indirizzo: prenotazione@bbpromoservice.it.
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