Categorie: Archeologia

Dagli scavi di Paestum e Velia emerge l’antico tempio di Atena, con due elmi “sacri”

di - 1 Febbraio 2022

Si conclude con un grande e spettacolare risultato l’ultima campagna di scavo che ha interessato il Parco Archeologico di Paestum e Velia, recentemente riconosciuto come istituto autonomo del MiC – Ministero della Cultura: diretti da Francesco Scelza, i ricercatori hanno infatti riportato alla luce nell’acropoli i resti di muri appartenenti a un edificio rettangolare, riconducibile al più antico tempio arcaico dedicato ad Atena. All’interno sono stari ritrovati anche vari reperti, tra cui ceramiche dipinte, vasi con l’iscrizione “IRE”, ovvero “sacro”, e numerosi frammenti metallici pertinenti ad armi e armature.

In particolare, sono stai ritrovati anche due elmi, uno calcidese e l’altro di tipo Negau, a calotta, entrambi in ottimo stato di conservazione. Secondo il Direttore Generale Musei Massimo Osanna, direttore avocante del Parco Archeologico in attesa dell’insediamento della neonominata direttrice Tiziana D’Angelo, potrebbe trattarsi di reliquie risalenti alla battaglia di Alalia o del mare Sardo, considerata la prima grande battaglia navale della storia, che si svolse tra il 541 e il 535 a.C. tra i coloni greci di Focea e una coalizione di Cartaginesi ed Etruschi. Alla fine vinsero i Focei ma a caro prezzo, al punto da dover abbandonare la loro terra nella città corsa di Alalia, per riparare nell’Italia meridionale, dove fondarono Hyele poi rinominata Elea, Velia secondo i romani.

Elmo Negau

«Con tutta probabilità in questo ambiente vennero conservate le reliquie offerte alla dea Atena dopo la battaglia di Alalia», ha spiegato Osanna. «Liberati dalla terra solo qualche giorno fa, i due elmi devono ancora essere ripuliti in laboratorio e studiati. Al loro interno potrebbero esserci iscrizioni, cosa abbastanza frequente nelle armature antiche, e queste potrebbero aiutare a ricostruire con precisione la loro storia, chissà forse anche l’identità dei guerrieri che li hanno indossati», ha continuato Osanna. «Certo si tratta di prime considerazioni, che già così chiariscono molti particolari inediti di quella storia eleatica accaduta di più di 2500 anni fa».

Elmo Calcidese

I risultati della ricerca consentono di far luce sulle più antiche e lacunose fasi di vita della città, fondata intorno al 540 a.C. appunto dai coloni Focei, originariamente provenienti dall’Asia Minore. «È importante continuare a investire con convinzione nella ricerca archeologica che non smette di restituire importanti tasselli della storia del Mediterraneo», ha commentato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini.

Gli scavi hanno chiarito inoltre la cronologia del principale tempio della città dedicato alla dea Athena. La costruzione del tempio maggiore, almeno di una sua prima fase, deve collocarsi cronologicamente dopo la struttura sacra riportata alla luce in questi ultimi mesi. In seguito, in età ellenistica, l’intero complesso riceverà una completa risistemazione con la realizzazione di una stoà monumentale che cingerà il tempio maggiore ed il piano di uso si eleverà a coprire tutte le fasi precedenti.

«È possibile quindi che i Focei in fuga da Alalia – suppone Osanna – abbiano innalzato il tempio subito dopo il loro arrivo, com’era loro abitudine, dopo aver acquistato dagli abitanti del posto la terra necessaria per stabilirsi e riprendere i floridi commerci per i quali erano famosi. E alle reliquie da offrire alla loro dea per propiziarne la benevolenza aggiunsero le armi strappate ai nemici in quell’epico scontro in mare che di fatto aveva cambiato gli equilibri di forza nel Mediterraneo», ha concluso Osanna.

In considerazione dei risultati importanti delle nuove ricerche saranno programmate dal Parco nuove indagini per ricostruire la storia della colonia greca.

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Tag: dario franceschini massimo osanna MIC - Ministero della Cultura parco archeologico di paestum e velia scoperte archeologiche Tiziana D’Angelo

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