Architetto e docente, attivo per oltre 60 anni nel difficile compito di restituire senso e dignità al patrimonio architettonico, Andrea Bruno è morto il 6 luglio a Torino, a 94 anni. Tra i suoi interventi più emblematici in Italia si ricordano il restauro del Museo del Risorgimento a Palazzo Carignano e il progetto per il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, oltre che il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino, a Palazzo Mazzonis. In ciascuno di questi lavori, Bruno ha saputo coniugare rispetto per l’antico e apertura verso l’uso contemporaneo degli spazi, sviluppando soluzioni allestitive mai didascaliche, sempre dialoganti. Nel 2019 il Castello di Rivoli gli aveva dedicato anche una mostra, curata da Nicola Potenza e in collaborazione con l’Università Iuav di Venezia, alla quale Bruno aveva donato il suo fondo archivistico.
Nato a Torino nel 1931, laureato nel 1956 con una tesi sulla ricostruzione del centro storico di Savona, Bruno ha dedicato la sua intera carriera allo studio e alla pratica del restauro architettonico. Dopo gli inizi alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte, ha unito all’attività progettuale un’intensa vocazione didattica: prima al Politecnico di Torino, poi al Politecnico di Milano, dove ha insegnato fino al 2010.
Il suo metodo si è nutrito di rigore accademico e sensibilità progettuale, facendo scuola non solo in aula ma anche nei cantieri più complessi. Ma è sul piano internazionale che la sua figura ha acquisito una dimensione di assoluta rilevanza. Dal 1974, Consulente UNESCO per il patrimonio culturale, ha partecipato a numerose missioni in Medio Oriente, Nord Africa e Asia, operando in contesti estremamente delicati, spesso segnati da conflitti o instabilità politica. Il suo intervento in Afghanistan, dove progettò l’ambasciata italiana nel 1974 e poi operò come consigliere dell’UNESCO dal 2002, resta tra i più significativi nel campo della cooperazione culturale.
Tra i suoi progetti all’estero si annoverano il Musée de la Corse a Corte, il restauro del Castello di Lichtenberg in Alsazia, il Musée de l’Eau a Pont-en-Royans, e la riqualificazione della zona archeologica di Tarragona, in Spagna.
Alla progettazione ha sempre affiancato l’insegnamento e la formazione: è stato presidente del Centre d’Etudes pour la Conservation du Patrimoine Architectural et Urbain dell’Università cattolica di Lovanio e docente all’ICCROM di Roma. Ha preso parte a giurie e comitati scientifici, sempre con uno sguardo critico e aggiornato sulle sfide del restauro e della museografia contemporanea.
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