draw love build, M9, ph: Š Alessandro Scarpa
A Mestre (Venezia) lâM9, Museo del 900, multimediale e interattivo aperto nel 2018, ha unâarchitettura che dialoga con la cittĂ , e la collezione permanente con le mostre temporanee.
Per comprendere come Venezia lagunare si è espansa sulla terraferma e approfondire il suo incessante cambiamento per non morire, è imperdibile la mostra âLe sfide di Venezia. Lâarchitettura e la cittĂ del Novecentoâ, prodotta da M9 Museo del Novecento e Fondazione Venezia in collaborazione con lâUniversitĂ IUAV di Venezia- Archivi Progetti- in occasione delle celebrazioni per i 1600 anni della nascita del capoluogo lagunare, in contemporanea alla grande esposizione âVenetia 1600. Nascite e rinasciteâ ospitata a Palazzo Ducale.
Il curatore Guido Zucconi (storico dellâarchitettura e professore ordinario presso lâUniversitĂ IUAV Venezia) e Archivio Progetti- UniversitĂ IUAV di Venezia, in partnership con la Fondazione Musei Civici, hanno selezionato 80 opere uscite per la prima volta dallâArchivio dellâUniversitĂ , davvero sorprendenti per qualitĂ scientifica ed estetica, esposte nel corridoio al primo piano di M9, sono tutte da scoprire.
In questo spazio di passaggio si trovano fotografie, plastici e tre importanti mappe realizzate per questa occasione che tracciano; una lâespansione dellâedilizia sociale che hanno caratterizzato lo spazio metropolitano a partire dal 1902, la seconda le sedi universitarie intorno a Caâ Foscari e IUAV, punti nevralgici della cittĂ , che si sono aggiunte dagli anni Settanta, mentre la terza è incentrata sulle istituzioni culturali.
Questa capillare mappatura di Venezia dimostra come Venezia nel Novecento trova soluzioni a diverse problematiche , complessitĂ territoriali che diventano opportunitĂ di innovazione urbanistica ed architettonica, soprattutto nel connettere la mobilitĂ terrestre con il sistema acqueo di Venezia.
Venezia, cittĂ anfibia comprensiva parti di terraferma e di laguna, se vista dallâalto è a forma di pesce, lo scrive anche Tiziano Scarpa nel romanzo Venezia è un pesce. Una guida Nuova (2020), ha una doppia identitĂ culturale-turistica e industriale e portuale ed è da sempre stata pronta a cogliere nuove sfide, mira allâequilibrio tra modernitĂ e tradizione.
Come cambia Venezia lo racconta questa mostra âdâappendiceâ suddivisa in sei sezioni (Venezia oltre Venezia: La dimensione Internazionale; Venezia oltre Venezia: la dimensione territoriale; La dimensione internazionale nel secondo Dopoguerra; La fine del modello espansionistico a partire dagli anni Sessanta; Dopo il 1980, Venezia laboratorio Internazionale per lâarchitettura) a quella piĂš grande esposta a Palazzo Ducale, incentrata sulla narrazione delle sue espansioni extra lagunari, oltre il centro storico verso la terraferma.
Lâarchitettura coglie lo spirito del tempo e i materiali dellâArchivio IUAV, âparlanoâ di rigenerazione urbanistica e di nuove architetture, mostrando infrastrutture della mobilitĂ , quali ponti, stazioni, garage, aggiornate attrezzature per il turismo balneare, edilizia residenziale e altro ancora. Si tratta di una mostra non didascalica -cronologica bensĂŹ tematica; capace di proporre riflessioni su processi dinamici insiti nella cittĂ ; che ribaltano la nostra percezione del territorio e rappresenta una sfida coraggiosa per liberare Venezia dal pregiudizio di âcittĂ stagnanteâ votata alla decadenza, secondo lâimmagine letteraria mortifera che però non corrisponde alla realtĂ .
La sa bene chi vive o studia a Venezia. La cittĂ continua e continuerĂ a cambiare, per armonizzare il nuovo con lâesistente, intrecciare modernitĂ e tradizione. Lâarrivo della ferrovia nel 1847 e lâapertura del ponte automobilistico nel 1933, fino a quello di Santiago Caltrava del 1999, rispondono alla necessitĂ di connettere la mobilitĂ terrestre con il sistema acqueo di Venezia; lâobiettivo di Venezia è di innestare il nuovo nellâantico; e continua a trovare soluzioni innovative.
Venezia con un porto moderno che ha collegato ferrovia e navi, nel giro di 12 anni è diventata il quarto porto del Mediterraneo e la quarta cittĂ industriale dâItalia, ancora prima della nascita di Marghera, poi ha compreso il Lido, Mestre e il nuovo polo industriale di Marghera, destinato a diventare nel nuovo millennio polo di progettazione dâinnovazione tecnologica sulla quale si sta investendo.
Sappiamo che il âfuturo ha un cuore anticoâ e la conferma si trova proprio nei materiali, molti dei quali inediti dellâArchivio dello IUAV, un tesoro nazionale di straordinario valore. La Venezia internazionale nasce con la Biennale, nel 1895 e di CĂ Pesaro, centro di eccellenza dellâarte moderna.
Ed è subito chiaro un fatto, Venezia mira a rompere con la tradizione investendo nellâarte moderna. E non dimentichiamoci è stata la prima sede del festival del cinema, oggi piĂš che mai laboratorio di avanguardia. Nel 1980, La Biennale di Architettura diventa una manifestazione radicata nellâarea dei Giardini e, per laprima volta, negli spazi storici dellâArsenale della Repubblica di Venezia.
Pochi sanno che Venezia è la prima ad aver lanciato nel 1891 un programma sociale, fu talmente allâavanguardia tanto da aver ispirato la Legge Luzzati, prima legge nazionale per case popolari 1903. Sul tema dellâalloggio sociale sono una chicca gli interventi PEET ai margini della cittĂ .
Lo dimostrano le immagini in mostra nellâambito dellâedilizia sociale, basati sulla qualitĂ urbana diffusa (si pensi al quartiere di Santa Marta, e quello di SantâElena, i Giardini del Lido e tutta Marghera). Che dire poi delle periferie interne, intorno al cuore di Venezia, come Cannaregio, la Giudecca e Castello?
Nel 1999, con la ricostruzione del Parco Scientifico-tecnologico (Vega) lungo la via di collegamento translagunare si comincia a costruire un nuovo centro direzionale disposto attorno a due poli separati dallâacqua: da un lato la laguna, il nucleo piazzale Roma/Stazione Santa Lucia e, dallâaltro terraferma. Nel 2018 M9, sostenuto dalla Fondazione di Venezia è un segno evidente della riqualificazione del centro di Mestre, con il riordino di piazza Ferretto.
Anche la seconda mostra monografica âDraw love build â lâarchitettura di Sauerbruch Huttunâ dedicata ai progettisti di M9, Matthias Sauerbruck e Louisa Hutton, in occasione del trentennale della fondazione dello studio berlinese, conferma come il preesistente sâinnesta con il nuovo. Lo documentano 60 modellini di varie architetture disposti su altrettanti tavolini e 100 straordinari disegni che narrano il modus operandi dei progettisti esposti al terzo e ultimo piano del museo mestrino, in una ampia sala illuminata da luce naturale proveniente dalle finestre.
Le mostre di architettura rischiano di essere noiose per i non addetti ai lavori, ma non questa, che è un inno al disegno, allâamore di costruire nuove architetture sulle ârovineâ del passato grazie a un allestimento dinamico, in uno spazio âriscaldatoâ da pareti colorate con i colori preferiti dagli architetti, per rompere il rigore dello spazio , creando una sensazione piĂš domestico.
Colori, comfort, sostenibilitĂ dei materiali e sensualitĂ delle forme sono insieme al recupero del preesistente le caratteristiche distintive del loro operare per e nella cittĂ come luogo di relazioni.
Secondo i progettisti per rispondere complessità del presente bisogna avere la passione di costruire città riutilizzando strutture esistenti, rigenerare aree marginali, renderle vivibili puntando sulla qualità architettonica e sociale; è un esempio M9 che connette il passato con un futuro ancora tutto da immaginare e vivere.
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