Siete pronti per sognare? Questo numero di AR sembra nato per essere sfogliato sotto l’ombrellone, in compagnia. Intendiamoci, non si parla di arredamento ne di decorazioni retrò (temi cari alle “esperte” dame da salotto), bensì di frontiere espressive fatte di materiali, procedimenti costruttivi, e soprattutto spazialità, che si confrontano eccellentemente con le istanze domestiche.
Interpretazioni attuali del bisogno di radicamento, di rapporto con il luogo abitato a confronto con le tendenze globalizzanti del mercato.
Tredici case selezionate nei contesti più disparati, dalla città al deserto, isole nordiche, foreste tropicali… Difficile parlare di tutte, ed altrettanto complicato escluderne qualcuna. Ma qualcosa va segnalato, quantomeno per il valore della ricerca sottesa:
Kazuyo Sejima a Tokyo si confronta con un lotto minuscolo, dove partendo da un attacco a terra di 36mq sviluppa un volume espansivo che, per richiesta della committenza, vuole pure essere introverso … un gioco impossibile risolto con elegante ingenuità.
Harry Siedler in Australia si attesta su una magnifica scogliera scolpendo la casa nella materia, e coprendola con un gesto modernista di notevole levità.
Peter Blundell Jones, nel Derbyshire, rispetta l’involucro storico di un antico mulino e vi contestualizza un interno intensamente espressivo ed una risistemazione degli esterni organicamente regionalista.
Olavi Koponen, su un isolotto della Finlandia, con una fattoria reversibile in legno, dà una prova magistrale di sensibilità ecologica.
Lippmann associates, a Sidney, reinterpretano il tema della casa a terrazze californiana di Helmuth Schulitz, calandola egregiamente nella foresta tropicale.
Rick Joy, in Arizona, nonostante le forme nette, rigide, geometriche, sembra portare negli interni, e ancor più negli spazi di transizione, tutto l’ampio respiro del deserto.
E la lista potrebbe continuare…
Marco Felici
Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…
Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…
Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…
In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…
Visualizza commenti
alla faccia di BravaCasa ;-)
Caro Toni, scometto che l'amico di cui parli si chiama "Paolo Soleri"! Hai visto il pezzo uscito oggi in copertina su di lui?
ehi Toni di Arcosanti: tocca andarla a vede' 'sta casa di Rick Joy costruita la vicino!
Direbbe un mio amico: ma non e' che siano solo delle orchidee, meravigliose si ma parassite alla fine?
Magari globalizziamoci, ma in modo serio, perche' non accettare la sfida, piuttosto che rintanarci in meravigliose dimore!
E i rapporti interumani? per esempio ...
Il poetico dire di Marco Felici comunque mi spinge a leggere e capire meglio.