Categorie: around

Fino al 27.VI.2014 | Sky over the East | Barjeel Art Foundation, Sharjah

di - 21 Giugno 2014
L’Oriente non come spazio geografico ma come spazio mentale, per indicare quelle terre abitate da popolazioni di lingua araba che hanno visto la loro emancipazione dopo la fine del colonialismo e da allora hanno elaborato un proprio codice identitario. E’ questo il messaggio della mostra Sky over the East, ospitata nella Barjeel Art Foundation, a Sharjah, terza città degli Emirati Arabi Uniti. Meno formale della capitale Abu Dhabi, meno mondana di Dubai, Sharjah si sta affermando come originale centro culturale, dove passato e presente, religione e laicità si mescolano senza contrasti.
Denominatore comune dell’esposizione è l’appartenenza a quello noto come “Oriente arabo”, che non è uno spazio geografico identificabile con il solo medio Oriente, ma che comprende anche con il nord Africa.
Dal Marocco all’Iraq, dall’Egitto all’Arabia Saudita, la mostra abbraccia più di una generazione di artisti che tra gli Anni ’60 e ’70 hanno sviluppato – ognuno secondo la propria sensibilità – una comune identità araba.

Tutte personalità di prima grandezza, tra cui spiccano le donne. È il caso dell’algerina Baya. Nata nel 1931 a Bordj El Kiffan, non lontano da Algeri, quando ha soltanto 16 anni tiene la prima personale, presso la Galerie Maeght di Parigi: tra i suoi estimatori ci sono maestri del calibro di Pablo Picasso, che dopo averla incontrata rimarrà sua amico per tutta la vita. Alla Barjeel Art Foundation si può ammirare una sua tela del 1968, Donna con due pavoni e acquario, con le inconfondibili figure femminili e i colori sgargianti che rimandano al mondo dell’infanzia.
Altra donna, altro mondo, è quello di Mona Saudi, una delle più grandi artiste arabe viventi. Nata ad Amman nel 1945, le sue sculture sono esposte anche all’Institut du Monde Arabe di Parigi, la più importante istituzione sull’arte araba in Occidente. Poetessa, pittrice e disegnatrice, nell’esposizione di Sharjah è presente una delle opere più famose della grande artista giordana: Le tavole di Petra, 12 litografie ispirate ai versi del poeta siriano Adonis. Quella in mostra è la serie datata 1997.
Tra le personalità maschili non si può non citare Paul Guiragossian, nato nel 1925 a Gerusalemme, di origini armene e di fede cristiana, è stato uno dei maggiori intellettuali arabi, non musulmani, e le sue opere si trovano in tutto il mondo, dal Brasile alla Russia, dall’Institut du Monde Arabe di Parigi alla Collezione di Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani. Non a caso alla Barjeel Art Foundation è possibile ammirare una sua tela con uno dei temi a lui più cari: Madonna con il Bambino, degli Anni ’60.
E sempre agli Anni ’60 risale Ballerine, dell’egiziano Seif Wanly: nato ad Alessandria nel 1906, è uno dei padri della pittura moderna nel paese nordafricano, con partecipazioni alle biennali di Venezia e di San Paolo in Brasile. Le gonne delle tre protagoniste dell’opera in mostra a Sharjah ricordano gli abiti dei mistici sufi, cui fanno da contraltare la scollatura e le spalle e le braccia scoperte, che ricordano delle ali, simbolo della libertà.
Simona Verrazzo
Mostra visitata il 2 giugno
Dal 29 maggio al 27 giugno 2014
Sky over the East
Barjeel Art Foundation
Info: www.barjeelartfoundation.org

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