Dagli anni Dieci sino alla Seconda guerra mondiale, quarantaquattro poster raccontano l’avvento, l’ascesa e il declino del mito aereonautico italiano: dalla nascita dei primi aereomobili, alle imprese dei grandi trasvolatori, eroi moderni mitizzati dalla propaganda, sino alla decimazione delle squadriglie italiane durante l’ultimo conflitto mondiale.
Attraverso un sapiente uso a fini propagandistici dei media popolari come i poster (ma anche dell’arte e della poesia), in Italia si era creata una vera e propria febbre, una passione verso le imprese di volo, raffiguranti la potenza tecnologica dell’uomo e la sua vittoria nei confronti dei limiti della natura, così come sarà poi con le prime imprese spaziali. Negli anni tra le due guerre Mussolini diede un grandissimo impulso all’industria aeronautica, sia civile che militare, e stimolò il favore popolare promuovendo spettacoli acrobatici; i piloti stessi divennero eroi da film.
Le squadriglie italiane quindi padrone dei cieli: Francesco Baracca e Italo Balbo i nuovi colonizzatori. Mario Sironi, Umberto di Lazzaro, Alberto Mastroianni, Adolfo Wildt, Achille Lucien Mauzan e Luigi Martinati i cantori del nuovo mito.
La prossima esposizione alla Estorick verterà su un decisamente diverso e molto italiano: la Pasta!
Silvia Giabbani
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