Davide Trabucco, stilopòdi, 2017, garage Bentivoglio, Bologna. Foto Carlo Favero
Un nuovo spazio espositivo, anzi, di fascinazione, in cui l’opera viene presentata come circondata dall’aura seducente della merce: Palazzo Bentivoglio, già sede di belle mostre ed eventi all’interno dei suggestivi ambienti ipogei dello storico edificio nel centro di Bologna, apre le porte di Garage Bentivoglio, anzi le vetrine, visto che, alla lettera, si tratta di un piccolo garage con vetrata visibile su via del Borgo di San Pietro. In sintonia con la peculiare estensione dello spazio, saranno proposti progetti incentrati su un pezzo unico.
La scia è quella dei grandi esempi che hanno segnato l’arte contemporanea, come spiegato da Palazzo Bentivoglio: «Nel 1969 Jannis Kounellis porta 12 cavalli vivi in un garage di via Beccaria a Roma, allora sede della galleria L’Attico di Fabio Sargentini: una mostra che fece storia esattamente come, nel 1973, Contemporanea ideata e curata da Achille Bonito Oliva negli spazi del parcheggio sotterraneo di Villa Borghese a Roma. Ma senza andare così indietro nel tempo, nel 2015 l’Associazione BELLEARTI realizza la mostra ART DRIVE-IN, GENERALI: Percorso sotterraneo d’arte contemporanea nello spazio del garage dell’Agenzia Generali a Brescia, e tante gallerie hanno avuto la prima sede in spazi pensati per ospitare automobili e non opere d’arte».
«Di fronte ad una vetrina spesso capitiamo per caso, non intenzionalmente, e la contemplazione di ciò che viene esposto dura il tempo che il passante/flâneur ha a disposizione», ha raccontato Davide Trabucco, curatore del progetto. «L’idea di non avere testi critici, ma semplicemente autore e titolo, è anch’essa legata al principio da cui nasce lo spazio: se si tratta di un luogo di passaggio, tutto deve essere immediatamente visibile e percepito. Per Palazzo Bentivoglio rappresenta anche la volontà di far incontrare senza filtri la collezione privata a un pubblico più ampio, per rendere accessibili alcune delle opere custodite all’interno e interagire con il tessuto cittadino con un’azione discreta e diretta».
Dopo il primo appuntamento pilota, che ha incuriosito i passanti, attirati dall’opera di Trabucco, stilopòdi, dal 24 giugno, in occasione della 37ma edizione del festival Il Cinema Ritrovato della Cineteca di Bologna, l’artista nato a Bologna nel 1987 proporrà un lavoro omaggio al cinema di Luca Guadagnino. Successivamente, a partire da settembre, Garage presenterà un programma che vedrà l’alternanza di un’opera diversa ogni mese. Irene Fenara (Bologna, 1990), Matteo Nasini (Roma, 1976), Ico Parisi (Palermo, 1916 – Como, 1996), Agostino Iacurci (Foggia, 1986), Ilmari Tapiovaara (Tampere, 1914 – Helsinki, 1999) e Piero Fornasetti (Milano, 1913 – 1988) sono gli altri artisti e autori coinvolti.
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