Paolo Patelli, Giulio Squillacciotti, Giuditta Vendrame SHORE LEAVES (The Netherlands, 2018) Two - Channel Video Installation - 19’35” 4K Video - 1.33:1 - Color – Silent Courtesy the artists
Si chiama “The Corrosion of Character (L’uomo flessibile)” la mostra a cura di Kateryna Filyuk e Alessandra Troncone, visitabile dal 13 settembre all’11 novembre a Kiev, negli spazi espositivi di Izolyatsia, istituzione non-profit ucraina della quale avevamo già parlato qui. Giovani artisti italiani e ucraini sono chiamati a riflettere sul tema del lavoro nella società contemporanea.
Il titolo della mostra di Kiev si ispira al testo di Richard Sennett, The Corrosion of Character. L’uomo flessibile è il titolo nella traduzione italiana, con un significativo sottotitolo: “Le conseguenze del nuovo capitalismo sulla vita personale”. In questo stesso contesto opera la mostra, approfondendo concetti quali quelli della flessibilità, della fluidità, della precarietà, che caratterizzano il lavoro nella società contemporanea.
La sede attuale di Izolyatsia si trova in un’area dove convivono un cantiere navale e uno spazio destinato al co-working di operatori creativi. Si tratta di due modi di lavorare totalmente diversi: uno più tradizionale, dettato da attività ripetitive e orari specifici, uno più libero e auto-gestito. La compresenza di queste due realtà lavorative così differenti ha ispirato il progetto dell’esibizione.
Non sorprende ma è rilevante sottolineare che il tema della precarietà caratterizza gran parte delle opere in esposizione. Come già Baumann aveva teorizzato, la precarietà non è più soltanto riferibile all’idea del lavoro a tempo determinato ma influenza tutta la nostra vita.
Tra gli artisti in esposizione, con opere già prodotte e produzioni pensate per l’occasione: Egor Anzygin, Yevgenia Belorusetz, Diego Cibelli, Antonio Della Guardia, Nikita Liskov, Paolo Patelli, Oleksiy Sai, Giulio Squillacciotti, Giuditta Vendrame.
“The Corrosion of Character” è realizzata con il supporto della Fondazione la Quadriennale di Roma e dell’Ambasciata d’Italia in Ucraina e Istituto Italiano di Cultura di Kiev.
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