Nuria Fuster, 'Doing Something Without', 2025 © Nuria Fuster. VEGAP, Madrid, 2025. Courtesy: CentroCentro
Dal 26 giugno al 26 ottobre 2025, CentroCentro ospita la mostra Tres experiencias formales (Tre Esperienze Formali), a cura di Miguel Cereceda, che riunisce sculture e installazioni di Núria Fuster (Alcoy, 1978), Clara Montoya (Madrid, 1974) e Sandra Val (Tarragona, 1979). Ispirata all’opera Natura, Storia, Dio del filosofo Xavier Zubiri, la mostra propone una riflessione sulla tradizione formalista della scultura, aprendo il concetto a registri sperimentali che non rinunciano al contenuto.
La mostra si struttura in tre momenti legati ai concetti fondamentali della metafisica occidentale. Attraverso pratiche scultoree contemporanee, gli artisti attivano nozioni come il vuoto, la responsabilità e il mito della creazione, tra analisi materica e narrazione simbolica.
Il percorso inizia con il lavoro di Núria Fuster, che costruisce sculture a partire da oggetti trovati e materiali in disuso. Questa volta, prende come riferimento Barbara Hepworth e la sua esplorazione del vuoto nella scultura moderna. Fuster recupera questa eredità da una prospettiva contemporanea, in cui la fisicità del vuoto diventa una riflessione sullo spazio condiviso. «Ho scelto Barbara Hepworth», spiega, «perché credo sia essenziale rendere giustizia alla storia e riconoscere il suo ruolo pionieristico nell’esplorazione del vuoto come elemento compositivo centrale».
Con sede a Berlino, la carriera di Fuster include mostre in istituzioni come lo Sprengel Museum di Hannover, l’IVAM (Istituto Nazionale d’Arte Contemporanea), il Museo Patio Herreriano e il Bass Museum di Miami. Ha ricevuto premi come la Borsa di Studio Marcelino Botín e il Kunstfonds New Start Kultur Grand.
Al centro del percorso, le installazioni di Clara Montoya affrontano il rapporto tra individuo e ambiente da una prospettiva critica. In Three Formal Experiences, l’artista presenta cinque opere che sfidano il nostro modo di guardare il mondo e la responsabilità che deriva dall’abitarlo. Le sue opere, esposte in contesti come la Künstlerhaus Bethanien (Berlino), la Fondazione Cerezales e il CDAN, sono presenti in collezioni come il Museo Reina Sofía e il Parlamento Europeo.
Infine, la mostra si chiude con l’installazione di Sandra Val, che esplora narrazioni di utopia e vita interstellare da una prospettiva poetica. La costruzione del giardino immagina un’origine cosmica della natura, articolando materiali come porcellana, metallo e vetro. Le sue opere, presentate in istituzioni in Corea, Portogallo, Stati Uniti e Svizzera, hanno ricevuto menzioni come la Korea International Ceramics Biennale (2021) e sono state presentate in sedi come la Ginsberg Gallery, il Barjola Museum e il Gyeonggi Museum of Contemporary Ceramic Art.
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