Arte contemporanea nel sottosuolo di Napoli: il Purgatorio ad Arco come spazio di riscrittura

di - 2 Febbraio 2026

Come tutte le discese in uno spazio ipogeo, l’accesso alla chiesa inferiore del Complesso monumentale del Purgatorio ad Arco, a Napoli, somiglia a un’immersione. A ogni angusto scalino, l’aria diventa gradualmente più carica di umidità e, dal 2 dicembre 2025, giorno di presentazione del progetto Plural Matters | La storia al plurale. Storie sospese tra memoria, desiderio, oblio e riscrittura, si è fatta più densa. Dedicato al culto delle anime del Purgatorio, lo spazio austero degli ambienti sotterranei, riverbera, infatti, il canone ripetuto di una composizione per virginale di Renato Grieco, grazie a una diffusone multicanale. Ben più di una suggestione sonora, Bugia Bianca, del compositore e musicista la cui pratica si allunga verso la sound-art e la radio-arte, è un’opera visivo-uditiva.

Renato Grieco, Bugia Bianca, veduta allesimento sonoro, Complesso monumentale del Purgatorio ad Arco, Napoli

È il primo lavoro ad accogliere lo spettatore, sia attraverso la componente immateriale e pervasiva, che si distribuisce lungo tutta la superficie, tra rientranze e volumi dell’architettura, sia nella dimensione materica della scrittura. Il brano si concreta in segno grafico, una partitura rielaborata dal suo autore, in collaborazione con la graphic designer Manuela Naddeo e reso in forma di arazzo dal Lanificio Leo.

Renato Grieco ed Emanuela Naddeo, Bugia Bianca, Complesso monumentale del Purgatorio ad Arco, Napoli

Ibridare è, dunque, il sottotesto dell’iniziativa di presentazione delle nuove acquisizioni per il complesso monumentale, orchestrata dal curatore Nicola Ciancio e realizzata grazie alla sinergia fra Opera Pia Purgatorio ad Arco, Progetto Museo, Ex-Voto|Radical Public Culture, avvalendosi del finanziamento della Regione Campania. E se i partner sono sempre i benvenuti, è tanto più indispensabile avere qualche complice.

Purgatorio ad Arco © Luigi Spina

Prima, tra tutti, Elsa Morante, di cui ricorrono nel 2025 ricorrevano i 40 anni dalla scomparsa. Il progetto è un tributo, una riflessione, un riarrangiamento della sua pratica letteraria, per la quale Ciancio ha pensato a lavori di diversa natura ma che, nella loro coesistenza, risultano di grande unità. Le opere visive di Carmela De Falco e del collettivo damp creano, infatti, un contrappunto, tutt’altro che metaforico, al dispiegarsi nel tempo della composizione musicale. Porsi nel solco rapido della pausa, nel silenzio che precede il rinnovarsi del brano, non è missione semplice.

Carmela De Falco, Parole, Complesso monumentale del Purgatorio ad Arco, Napoli

L’intervento Parole di Carmela De Falco, accolto in una delle cappelle laterali, si propone come un monolite abbastanza opaco da rendere indecifrabile il contenuto, lasciando tuttavia trasparire al suo interno la presenza di una pila di quotidiani. I giornali restano immobili, come sul fondo di un acquario cristallizzato – un termine che non si può evitare di utilizzare quando si parla delle opere di De Falco – come la memoria, quella che si stratifica e, infine, si perde se non indagata, rinnovata, onorata.

Carmela De Falco, Parole, Complesso monumentale del Purgatorio ad Arco, Napoli

Al lavoro che induce lo sguardo ad addentrarsi nel profondo della materia, segue un’opera di tutt’altra tensione. Si tratta di (no sources) del collettivo damp, composto da Alessandro Armento, Luisa de Donato, Viviana Marchiò, Adriano Ponte. Il lavoro trae la sua forza dal peso della città che si insinua attraverso flebili tracce, inafferrabili, di un altrove – concetto verso cui convergono molte delle linee di ricerca della loro pratica – che reclama la sua presenza, proiettandosi come luce interrotta dall’ombra della grata sul pavimento. La sua manifestazione è virtuale ed effimera, esito dell’osservazione di un fenomeno che si verifica solo in particolari momenti dell’anno, quando la luce solare attraversa l’apertura che dà sulla strada, disegnandone l’ombra sul fondo dello spazio sotterraneo. Severa, maestosa, riservata, (no sources) allude all’esterno che solo raramente osa affacciarsi negli spazi più remoti dell’edificio.

Collettivo damp, (no sources), veduta dell’installazione, Complesso monumentale del Purgatorio ad Arco, Napoli

Benché la chiesa inferiore non sia stata progettata o utilizzata come luogo di reclusione, è certamente stata, con il culto delle anime del Purgatorio, un rifugio spirituale. Apparentemente non c’è nessun segnale, nessun contatto con l’esterno, ma è lì che l’antico culto rinnova la sua forza ed è il luogo eterotopico all’interno del quale il collettivo muove la sua idea intima, persistente, di chiarore, quell’approvvigionarsi a una fonte di piena luce, una tensione verso l’alto che, nella trasposizione religiosa, diventa la promessa del Paradiso per le anime in attesa di redenzione.

Collettivo damp, (no sources), veduta dell’installazione, Complesso monumentale del Purgatorio ad Arco, Napoli, ph. Amedeo Benestante

A cucire insieme i lavori, l’ordito laboratoriale di Ilaria Garzillo interroga i visitatori sui loro desideri, attraverso una macchina da scrivere lasciata a loro disposizione. Il workshop prevede anche una fase preparatoria, con la partecipazione di studenti delle scuole medie invitati a lavorare con diversi linguaggi e immagini, a partire dalla lezione di Elsa Morante e dal culto delle anime pezzentelle. I due momenti di raccolta di materiali troveranno una sintesi e saranno intrecciati in un appuntamento pubblico di restituzione del workshop.

Ilaria Garzillo

Il desiderio si rivela, così, il motivo dominante, sebbene non espressamente dichiarato, di questa operazione che va ad arricchire uno spazio solitario ma già popolato da alcune altre presenze, come l’affascinante installazione di Concetta Modica Il viaggio di un sepalo di pomodoro per diventare stella – ritratto di una notte, La notte di Santa Patrizia, a testimonianza di un forte interesse per il linguaggio contemporaneo, che impone un interrogativo: se si sta costruendo una collezione di opere d’arte contemporanea del Purgatorio ad Arco, quali sono le implicazioni, gli effetti e le possibilità che questa condizione, in divenire, potrà generare?

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