Tra opera e fruitore si instaura un rapporto uno a uno. Questa frase sembra vera, assiomatica ma in effetti non lo è precisamente. Almeno non tiene conto di quella particolare espansione che si genera quando una persona osserva, manipola, partecipa, attraversa, la materia dell’arte, rimanendone in qualche modo colpito, emozionato, al punto da portare quella sensazione, quell’attitudine, nella vita, nell’ambiente, nel rapporto con gli altri e con il mondo, con le cose che accadono. Di questa dimensione tra relazionale ed emozionale si parlerà giovedì, 16 settembre, a Forte Marghera, in occasione di “Relazione, viva impressione: uno sguardo sul mondo dell’arte declinato attraverso processi emotivo/relazionali”, talk che chiude la serie Continuum, proposta dagli artisti Penzo+Fiore. L’incontro rientra nell’ambito di “In-Edita 2, The Making of Contemporary Art”, piattaforma per giovani artisti emergenti e programma pubblico di attività culturali per diffondere l’arte contemporanea, coordinati dalle gallerie Alberta Pane, IKONA PHOTO GALLERY e marina bastianello gallery. Ospiti saranno Giuseppe Barbieri, Direttore del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Riccardo Caldura, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, Bruno Racine, Direttore di Palazzo Grassi – Punta della Dogana.
«Nell’arte, così come nella letteratura “alte”, l’emozione non è certo il motore primario che decreta la riuscita o meno di un’opera, eppure un’educazione emotiva è possibile solo affrontando e attraversando le arti, che storicamente occupano proprio quel crinale», hanno spiegato Penzo+Fiore. «Nell’arte contemporanea poi è successo qualcosa che ha spostato tutto verso la sfera razionale, pare, ma non è del tutto vero. Ci sono poi forme d’arte sempre più diffuse, magari difficili da ingabbiare ma vive e presenti, che insistono sugli aspetti relazionali dell’opera e dei processi che a partire da essa possono essere innescati. Pur non occupandosi direttamente di emozione, tali dispositivi creano le condizioni perché si dipanino processi complessi in cui l’emozione, ancor prima della sua strutturazione in sentimento, gioca un ruolo primario. Il pubblico stesso si trova a non contemplare l’opera nella sua enigmatica presenza, ma diventa parte attiva di piccole comunità estemporanee nate con lo scopo di intaccare ciò a cui si può direttamente attingere».
“In-Edita 2, The Making of Contemporary Art” ha sostenuto l’attività, grazie a una residenza a Forte Marghera, di 14 artisti che sono stati scelti dal Comitato di Selezione tra i partecipanti al bando per questa seconda edizione e che in questi mesi estivi hanno sviluppato la propria ricerca relazionandosi fra loro e con tutti gli attori del progetto – inclusi i cittadini che quotidianamente frequentano gli spazi del Forte – in un continuo dialogo fra storia e contemporaneità.
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