Basel Miami in presa diretta. I giorni dell’art week raccontati da un’artista italiana

di - 3 Dicembre 2022

A opere montate e stand allestito, il lavoro dell’artista finisce e inizia quello del gallerista. La Miami art week può iniziare e per godersi a pieno l’esperienza bisogna abbracciare tutto quello che la città offre con un po’ di ironia, senso dell’umorismo e curiosità, tenendo presente che l’esperienza a Miami è molto diversa da quella delle cugine fiere europee. Il clima subtropicale e il ritmo vacanziero investono subito chiunque atterri all’aeroporto in centro città. Le fiere e gli eventi sono numerosissimi, impensabile riuscire a vedere e conoscere tutto. È necessario accettare il compromesso che i ritmi di Miami, seppure serrati, richiedono: lasciarsi trasportare dalla folla e dall’onda.

Michel Majerus, ICA Miami 2 ph. Elisa Bertaglia

Basel Miami: dentro la fiera, tra collezionismo e stravaganza

Trascorrere le giornate nelle fiere principali da passeggiatori è un’esperienza da sfruttare per molti aspetti. Quando i galleristi non si lasciano scoraggiare dal badge con la scritta “artista”, è davvero piacevole chiacchierare e approfondire il lavoro di altri artisti e altre realtà espositive. È un modo per esplorare quello che succede attorno a noi e al tempo stesso tessere nuove relazioni. Osservare poi il popolo della fiera è un processo quasi catartico. A Miami soprattutto, rispetto ad altre fiere cui ho preso parte, si percepisce l’urgenza di comprare, il bisogno di trovarsi al centro del mondo ed esserne protagonisti attivi. La necessità di esibirsi, di “esserci”, è impellente e si manifesta a partire dagli outfit a dir poco sopra le righe e nel classico ‘struscio’ da copertina.

Visitatori ad Untitled Art Fair ph. Elisa Bertaglia

Ma dimenticando l’ossessione per la stravaganza, qui a Miami ci sono collezionisti di livello grandissimo. E la sera poi si trasferiscono negli esclusivi eventi privati o nelle feste a loro dedicate. Sono conoscitori e intenditori raffinati, responsabili delle acquisizioni dei grandi musei, direttori di case d’asta, appassionati investitori che da sempre seguono il mondo dell’arte. Il loro è un procedere lento e silenzioso tra gli stand, si avvicinano ai galleristi quando la loro attenzione è davvero rapita ed è meraviglioso osservarli riflettere e scegliere quale pezzo aggiungere alla loro collezione.

Design Miami 2022 ph. Elisa Bertaglia

Art Basel e l’energia di Miami

Mai però a Miami succede quello che è più frequente nelle fiere italiane o europee: qui non si parla con l’artista. È come se l’opera fosse già in una dimensione pubblica a sé stante, tutto quello che c’è da sapere sul lavoro o sull’artista lo si può e lo si preferisce leggere in cataloghi patinati o nelle spiegazioni tramite QR code degli stand. Libera di girovagare per altre fiere, conoscere altri artisti e fare tante domande, mi lascio trasportare dall’energia di Miami. La parte più bella è indagare, investigare sui lavori che più mi intrigano negli altri stand, scovare tecniche inusuali, spiare allestimenti particolari. E ovviamente fare public relations. Ma quando la luce degli stand finalmente si spegne, la città ti ingoia. Centinaia le feste sulla spiaggia o nei club degli hotel più esclusivi. Frequenti le cene rituali di gruppo al Porto Sagua, il ristorante cubano ritrovo per tutti nel post-fiera. Miami si addormenta tardi e alle 11 inizia l’ora dei cocktail.

Esterno di INK Art Fair, serale ph. Elisa Bertaglia

Le luci della notte, i party di Miami

Divertirsi è d’obbligo, ma io che non sono un grande animale sociale arrivo, sguscio tra le persone quasi sempre non vista e dopo poco esco di nuovo. Nel frattempo, ho potuto osservare gli amanti dei party. Il trend non è poi così vario e la scelta si divide tra un fisico da bodybuilder o un corpo abbondantemente innaffiato dalla chirurgia estetica. È magnifico immergersi nell’atmosfera da riviera quando si approda in questi piccoli mondi alieni. Qui l’eccesso è la norma e la competizione una questione di stile. Da una festa all’altra emerge il vero problema di Miami: il trasporto. Una città priva di sistema di trasporto sotterraneo e che dipende esclusivamente dalle quattro ruote fallisce la prova della mobilità. Autobus in tilt, navette gratuite bloccate, Lamborghini e Ferrari ingorgate per ore insieme agli Uber sui pochi ponti che collegano la città a Miami Beach. Dato che le fiere si trovano dislocate su tutto il tessuto cittadino, in certe fasi del giorno soffrono di questa congestione diffusa. Rinunciare a vedere qualcosa è una scelta d’obbligo e sugli autobus le rimostranze di coloro in ritardo per il turno di lavoro sono sufficienti a far nascondere timidamente il badge espositore.

Post allestimento – uscita di Untitled Art Fair ph. Elisa Bertaglia

L’art week di Miami: le gallerie, i musei, la sabbia e le onde dell’oceano

L’offerta museale non è da meno rispetto a quella fieristica, e in questi giorni ogni museo e fondazione è aperto con orari flessibili e ingressi omaggio per espositori e detentori di biglietto fiera. Questa è un’ottima scelta corale, che permette anche agli artisti di vedere le mostre più belle e interessanti a prezzi accessibili, se non gratuitamente. La sensazione è che il popolo dell’arte sia ovunque: le stanze dell’ICA, del Perez o del Rubell Museum, straripano di visitatori curiosi ed è bello ritrovare per caso volti familiari tra le sale espositive. Se poi si riesce a non pensare alle case anguste e umide, a dimenticare quanto costosa sia la città, ad eludere il kitsch di Ocean Drive e a mettere i piedi sulla sabbia, la vista lascia senza parole. L’oceano su cui si affacciano Untitled e Scope è una distesa verde azzurra profumata e solitaria. Pochi frequentano davvero la riva. La movida è alle nostre spalle. Il vento di questi giorni muove le palme e spazza i rumori della Miami più “cheesy”. Se ci voltiamo a guardarla dal mare al tramonto, le luci al neon fucsia e il cielo verde notte, ci si dimentica di essere stati protagonisti di un quadro kitsch e Miami appare davvero bella.

Brunch time in Collins Avenue ph. Elisa Bertagliamore
Carlos Cruz-Diez, Chromosaturation, installation view al Perez Art Museum ph. Elisa Bertagliamore
Downtown Miami ph. Elisa Bertagliamore
Elisa Bertaglia, Corpo Celeste, 6x4 in. - 15,3x10,2 cm cad., olio su oro rosa, 2022 ph. Elisa Bertagliamore
Gli hotel di lusso visti dalla spiaggia ph. Elisa Bertagliamore
Michel Majerus, ICA Miami ph. Elisa Bertagliamore
Michel Majerus, ICA Miami 3 ph. Elisa Bertagliamore
Miami Beach ph. Elisa Bertagliamore
Miami Beach notturno ph. Elisa Bertagliamore
SARAHCROWN New York, installation view, booth A61, Elisa Bertaglia, Reuven Israel, Dov Talpaz ph. Elisa Bertagliamore
Sale espositive del Perez Art Museum ph. Elisa Bertagliamore
Viale di ingresso al Perez Art Museum ph. Elisa Bertagliamore
Ink Fair Miami ph. Elisa Bertagliamore
Kate Bryan davanti al lavoro di Elisa Bertaglia nello stand di SARAHCROWN New York, A61 Untitled Art Fair ph. Elisa Bertagliamore

Articoli recenti

  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50
  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10