Arthur Jafa, akingdoncomethas, 2018. Immagine della mostra Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince, Fondazione Prada, Venezia, 2026. Ph. Andrea Rossetti - Courtesy Fondazione Prada
In occasione della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Untitled Association vi accompagna alla scoperta di una serie di mostre, eventi e iniziative da vedere, con itinerari pensati per professionisti del settore, appassionati d’arte o semplici curiosi, tra musei, spazi istituzionali, gallerie private e spazi indipendenti (qui tutti gli altri percorsi). La mappa completa potete trovarla sul nostro ultimo numero cartaceo speciale dedicato alla manifestazione in Laguna, il 133, che troverete in distribuzione ai Giardini e all’Arsenale, negli spazi d’arte e cultura di Venezia e in tutta Italia, oltre che online, singolarmente oppure in abbonamento.
Oggi, in occasione della prima giornata di apertura al pubblico della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, In Minor Keys di Koyo Kouoh, vi proponiamo un percorso a partire da Dorsoduro, a due passi dalla Basilica di Santa Maria della Salute, con la galleria Marignana Arte. Continuiamo oltre il Canal Grande, superando San Marco, per raggiungere in zona San Polo la Fondazione Prada. Proseguiamo in Cannaregio con le gallerie Fondation Wilmotte, Bea Vita e Ikona Photo Gallery. Concludiamo oltre il Ponte della Libertà, a Mestre, con il M9 – Museo del ‘900, e la galleria Circuit.
Oggi inaugura al pubblico la 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, In Minor Keys di Koyo Kouoh, che si svolgerà da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026 nelle sedi istituzionali dei Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia. La Biennale Arte 2026 si fonda sulla profonda fiducia negli artisti quali interpreti essenziali della condizione sociale e psichica e catalizzatori di nuove relazioni e possibilità.
La Mostra è costituita da pratiche artistiche che aprono portali, che rinnovano e nutrono, che promuovono l’avanzamento del concetto e della forma, e attivano relazioni. In Minor Keys è curata da Koyo Kouoh e realizzata dal suo team con La Biennale di Venezia. I 110 artisti partecipanti, i duo collaborativi, i collettivi e le organizzazioni ricostruiscono la geografia relazionale, fatta di incontri straordinari avvenuti nel corso della sua vita.
L’interesse di Koyo era rivolto alla risonanza, all’affinità e alle possibilità di convergenza, a come la poetica, l’ampiezza della sperimentazione materiale e le idee visionarie connettano artisti attraverso tempi e contesti. La processione, il giardino creolo, l’invito all’incanto e l’importanza del riposo fisico e spirituale hanno guidato lo sviluppo concettuale e la coreografia della mostra.
Le sei Schools – blaxTARLINES, Denniston Hill, G.A.S. Foundation, lugar a dudas, Nairobi Contemporary Art Institute (NCAI) e RAW Material Company – incarnano l’impegno di Koyo nella costruzione di istituzioni e rimandano a ecosistemi creati e sostenuti dagli artisti, a livello locale e transnazionale.
La Biennale è accompagnata inoltre da un intenso programma performativo tra il 6 e l’11 maggio. I gesti performativi di In Minor Keys collocano al centro del discorso il corpo come luogo di conoscenza e di memoria, e come vettore politico di resistenza collettiva, guarigione e gioia.
Si parte in Dorsoduro a due passi dalla Basilica di Santa Maria della Salute con la galleria Marignana Arte e la personale di Opiemme, Senza Bandiere V.3.0. Divide et impera. Attraverso opere realizzate negli ultimi quindici anni, la mostra invita a una profonda e attuale riflessione sulla convivenza, la responsabilità condivisa e la necessità di costruire un dialogo più empatico tra le persone.
Le opere di Opiemme nascono dall’incontro tra parole e immagini, dove pittura e poesia si fondono per stimolare il pensiero critico. Su mappe, carte nautiche e pagine di libri e giornali, l’artista aggiunge parole e frasi semplici ma incisive che invitano chiunque a fermarsi e riflettere.
Da non perdere inoltre, presso la Project Room della galleria, la personale Subsidere di Stefano Cescon. La mostra riunisce una selezione di nuove opere che indagano il rapporto tra materia, tempo e trasformazione. La cera, materiale centrale nella sua pratica, viene utilizzata per mettere in discussione la stabilità della forma e la distinzione tra pittura e scultura, attraverso superfici stratificate e interventi attentamente calibrati. In questo contesto, la materia diventa luogo di riflessione sul cambiamento e sulla percezione, invitando i visitatori a soffermarsi su ciò che è in continua trasformazione.
Prima di raggiungere il sestiere di San Polo, vi segnaliamo due imperdibili tappe in zona San Marco. In mostra presso Palazzo Marin la personale di Shirin Neshat, DO U DARE! presentata da Gladstone Gallery e Galleria Lia Rumma con Magonza editore, a cura di Ilaria Bernardi e Bartolomeo Pietromarchi. Ispirata alla tragica storia di Nasim Aghdam, figura di spicco del mondo dei media di origine iraniana, la cui vita e pratica artistica hanno profondamente influenzato Neshat, Do U Dare! esplora la rete di connessioni che uniscono le due artiste. Girata in tre diversi contesti socio-economici di New York, la trilogia indaga il paradosso tra il mondo interiore ed esteriore delle donne, tra realtà e illusione, e tra la società americana e la prospettiva femminile iraniana.
Poco distante, in Campo Manin sulla facciata di Palazzo Nervi, vi segnaliamo la collettiva If All Time Is Eternally Present di Tai Shani, Kandis Williams, Meriem Bennani, e Orian Barki a cura di Chiara Carrera e Marta Barina. Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, la mostra mette in scena un incontro notturno tra immagine in movimento, architettura e spazio pubblico. È il primo appuntamento di un ciclo di mostre volto a promuovere il dialogo tra pratiche artistiche e ambiente costruito, nel solco dell’impegno della Fondazione per la promozione, la conservazione e il ripensamento critico dell’eredità di Pier Luigi Nervi. La mostra inaugura inoltre Building Dialogue, un nuovo ciclo di iniziative curatoriali con cui la Pier Luigi Nervi Foundation estende la propria ricerca al confronto con le pratiche artistiche.
Attraversiamo il Canal Grande, superando San Marco, per raggiungere in zona San Polo la Fondazione Prada e la bipersonale Helter Skelter di Arthur Jafa e Richard Prince a cura di Nancy Spector. Nati a dieci anni di distanza, Jafa e Prince condividono un approccio radicale nei confronti dell’appropriazione e della manipolazione di immagini pop. Attingendo in larga parte alla cultura popolare americana, i due artisti ne mettono a nudo la crudezza e gli inganni, adottando al contempo miti e perversioni. La mostra riunisce oltre 50 opere, tra fotografie, video, installazioni, sculture e dipinti, oltre ai nuovi lavori di Jafa e Prince e una zine realizzata in collaborazione tra i due artisti.
Attraversiamo il Canal Grande per raggiungere Cannaregio e le nostre prossime tappe: la galleria della Fondation Wilmotte, Bea Vita e Ikona Photo Gallery.
Prima di raggiungere la galleria Fondation Wilmotte, vi segnaliamo poco distante, presso la Ex Chiesa di Santa Caterina, in Convitto Foscarini, per il Padiglione della Repubblica del Kirghizistan alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, la personale Belek di Alexey Morosov a cura di Geraldine Leardi. La grande installazione di Morosov occupa circa 600 metri quadrati e si configura come un ambiente immersivo, al cui centro si sviluppa un monumentale video-affresco in dialogo con elementi scultorei, pittorici e sonori. L’architettura dello spazio diventa parte integrante dell’opera, contribuendo a costruire un’esperienza visiva e sensoriale complessa.
Il progetto mette in relazione le immagini delle grandi opere idro-ingegneristiche che, nella seconda metà del Novecento, hanno profondamente trasformato il territorio del Kirghizistan, con la memoria culturale di una civiltà nomade e con l’antico gioco equestre del Kok-Boru. Così il padiglione si configura come un ambiente stratificato, in cui video, scultura, pittura e suono si intrecciano in un’unica esperienza.
Presso la galleria della Fondation Wilmotte in mostra la personale Isole del silenzio di Kan Yasuda, evento collaterale della Biennale Arte 2026. L’esposizione si presenta come un’esperienza insieme fisica e contemplativa, in cui Yasuda costruisce un giardino minerale: uno spazio interiore dove silenzio, semplicità ed essenzialità prendono forma nella materia e nello spazio.
Poco distante, nei paraggi del ghetto ebraico, Bea Vita presenta la collettiva Nowruz. Immagini, suoni e voci dall‘Iran contemporaneo a cura di Yasra Pouyeshman e Mara Sartore. Bea Vita ospita il primo capitolo di un percorso concepito originariamente per lo spazio di KOOCH a Venezia, come un organismo aperto e in continua evoluzione, capace di adattarsi a una temporalità instabile e frammentata. Una selezione iniziale di opere, necessariamente limitata a quelle già presenti nel magazzino di KOOCH, dato le comunicazioni con l’Iran attualmente interrotte, dà inizio a un percorso in più momenti volto a fare il punto su una serie di artisti iraniani contemporanei.
Il primo capitolo riunisce opere di Reihane Raei, Siroo, Afsoongar, Mahboobeh Yazdani, Ehsan Shayegh, Farnaz Aboutalebi e Aynaz, artisti che condividono una tensione comune tra memoria, identità e trasformazione. L’identità visiva del progetto e il manifesto della mostra sono stati progettati da Babak Safari, la cui ricerca unisce l’arte tradizionale iraniana al design contemporaneo, trasformando lo strumento grafico in uno spazio di risonanza culturale.
A due passi, la galleria Ikona Photo Gallery presenta la personale Archivio Naturale di Filippo Romano. Romano lavora su archivi possibili delle memorie, personali e collettive, che si sono stratificate nel reale e che resistono, malgrado tutto. Si tratta di archivi viventi, instabili e problematici, che chiedono all’autore di emergere per nutrire ancora l’esistenza a cui appartengono. Il fotografo guarda costantemente al mondo come a un ecosistema stratificato, denso e fluido insieme, dove forme naturali diversificate convivono in dialogo con l’umano che tutto invade, consuma e rigenera.
Attraversiamo il Ponte della Libertà per raggiungere Mestre. A due passi dal Teatro Corso, M9 – Museo del ‘900 ospita la collettiva Pertini. L’arte della democrazia, una mostra nata in concomitanza dell’80° anniversario della Resistenza, il 130° della nascita di Pertini e il referendum che inaugura la Repubblica. Il percorso espositivo si sviluppa a partire dalla straordinaria collezione privata di Pertini, oggi custodita al Museo di Savona, i cui capolavori sono messi in dialogo con materiali d’archivio, fotografie, lettere, filmati d’epoca e documenti inediti, conservati presso la Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati” di Firenze e varie istituzioni italiane – tra cui il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso e la Casa Museo Sandro Pertini di Stella.
Al di là di Piazza Erminio Ferretto, eccoci arrivati alla nostra ultima tappa presso la galleria Circuit e la personale Sunburn di Federica Di Pietrantonio. Con la direzione artistica di Herwig Egon Casadoro-Kopp (HECK), CIRCUIT inaugura la sua sede dopo due anni di lavori, proponendosi come un nuovo luogo sia fisico che teorico per l’esplorazione, la riflessione critica e la resistenza alla trasformazione digitale totalizzante, attraverso mostre, progetti editoriali e iniziative di formazione.
La mostra inaugurale SUNBURN a cura di Laura Cocciolillo presenta, con 9 opere cardine, una panoramica ampia e articolata della ricerca artistica di Federica Di Pietrantonio che attraversa pittura, installazione e video indaga le forme di connessione e isolamento che definiscono l’esperienza contemporanea.
La Biennale di Venezia
Ca’ Giustinian
San Marco 1364/A
+39 0415218711
At Giardini della Biennale (88A.)
and Arsenale (88B.)
Biennale Arte 2026: 61th International Art Exhibition
In Minor Keys
Curated by Koyo Kouoh
09.05 → 22.11.2026
At Ex Chiesa di Santa Caterina,
Convitto Foscarini, Cannaregio 4941 (88C.)
Pavilion of Kyrgyzstan | Belek
Alexey Morosov solo show curated by Geraldine Leardi
Marignana Arte
Gallery – Rio Terà dei Catecumeni,
Dorsoduro, 141
Project Room – Rio Terà dei
Catecumeni, Dorsoduro, 140/A
+39 0412436356
@marignanaarte
At Gallery
Senza Bandiere V.3.0. Divide et impera
Opiemme solo show
→ 09.05.2026
At Project Room
Subsidere
Stefano Cescon solo show
27.03 → 09.05.26
Associazione Genesi
Palazzo Marin
San Marco 2541
DO U DARE!
Shirin Neshat solo show curated by Ilaria Bernardi and Bartolomeo Pietromarchi, presented by Gladstone Gallery and Galleria Lia Rumma
09.05 → 06.09.2026
Pier Luigi Nervi Foundation
Palazzo Nervi
Salizzada S. Luca, San Marco 4866
If All Time Is Eternally Present
Tai Shani, Kandis Williams, Meriem Bennani, and Orian Barki group show curated by Chiara Carrera and Marta Barina
09.05 → 07.06.2026
Fondazione Prada
Ca’ Corner della Regina
Santa Croce, 2215
fondazioneprada.org
+39 0418109161
@fondazioneprada
Helter Skelter
Arthur Jafa and Richard Prince double solo show curated by Nancy Spector
09.05 → 23.11.2026
Fondation Wilmotte
Fondaco degli Angeli, Cannaregio, 3560
+39 0414761160
@fondationwilmotte
Isole del silenzio
Kan Yasuda solo show
09.05 → 22.11.2026
Bea Vita
Fondamenta de le Capuzine,
Cannaregio 3082
@beavita_venezia
Nowruz. Immagini, suoni e voci dall’Iran contemporaneo
Group show curated by Yasra Pouyeshman and Mara Sartore
→ 22.11.2026
Ikona Photo Gallery
Campo del Ghetto Nuovo, Cannaregio 2909
+39 0415289387
@ikonavenezia
Archivio Naturale
Filippo Romano solo show
→ 17.05.2026
M9
Via Giovanni Pascoli, 11 | Mestre
+39 0410995941
@m9museum
Pertini. L’arte della democrazia
Group show
→ 31.08.2026
Circuit
Calle del Gambero, 16 / Via Giordano
Bruno, 31 | Mestre
@circuit.space
Sunburn
Federica Di Pietrantonio solo show
11.04 → 30.05.2026
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