Immagine della mostra Marina Abramović: Transforming Energy, Gallerie dell'Accademia di Venezia, Venezia, 2026. Ph. Matteo de Fina
In occasione della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Untitled Association vi accompagna alla scoperta di una serie di mostre, eventi e iniziative da vedere, con itinerari pensati per professionisti del settore, appassionati d’arte o semplici curiosi, tra musei, spazi istituzionali, gallerie private e spazi indipendenti (qui tutti gli altri percorsi). La mappa completa potete trovarla sul nostro ultimo numero cartaceo speciale dedicato alla manifestazione in Laguna, il 133, che troverete in distribuzione ai Giardini e all’Arsenale, negli spazi d’arte e cultura di Venezia e in tutta Italia, oltre che online, singolarmente oppure in abbonamento.
Si parte in zona Campo San Zaccaria con le mostre alla Chiesa di Santa Maria della Pietà e a Palazzo Ducale, procediamo verso zona San Marco con Galleria Contini, AKKA Project, Galleria Dorothea van der Koelen e Satine. Attraversiamo Canal Grande per visitare la Fondazione dell’Albero d’Oro e successivamente la Galleria Alberta Pane e la Scuola Piccola Zattere in zona Dorsoduro, insieme alle Gallerie dell’Accademia e l’iniziativa extra Bentivoglio. Concludiamo in Giudecca con la Galleria Alessandro Casciaro e Ncontemporary.
In Riva degli Schiavoni la Cappella di Santa Maria della Pietà ospita Vessels of Other Worlds, personale dell’artista Wallace Chan. Curata da James Putnam, questa importante esposizione introduce una nuova e sorprendente serie di monumentali sculture in titanio, accompagnate da un trittico di schermi, ampliando sia le dimensioni spaziali sia quelle concettuali della pratica dell’artista. Le opere si pongono dunque in relazione agli spazi della chiesa, tra diverse dimensioni temporali. Una seconda mostra parallela aprirà al Long Museum di Shanghai il 18 luglio 2026.
A Palazzo Ducale è visitabile la mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari, a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli e realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano. Il percorso si articola a partire dai reperti dei santuari tirrenici, fino a quelli dei porti dell’adriatico settentrionale. La mostra si presenta come una restituzione dei rapporti variegati dei Veneti con la civiltà etrusca in particolare relativi alle molteplici declinazioni e manifestazioni del culto legate alle acque. In chiusura si trova l’inedita installazione We are bodies of water, realizzata da Fondazione Bonotto con la collaborazione scientifica del Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue, dedicata al fragile ecosistema lagunare veneziano, ponte tra passato e presente.
Procediamo verso zona San Marco con Galleria Contini, AKKA Project, Galleria Dorothea van der Koelen e Satine.
La Galleria d’Arte Contini presenta a Venezia una personale dell’artista Lorenzo Quinn, dal titolo I Give You My Heart. Le sculture di Quinn propongono al visitatore un percorso di riflessione sulla connessione tra individuo e collettività, tra sentimento e responsabilità. L’esposizione è pensata in concomitanza e in sintonia con il tema della Biennale, In Minor Keys.
In Ca’ del Duca AKKA Project ospita Dawit Abebe in una nuova residenza d’artista (il cui programma è dedicato ad artisti provenienti dall’Africa e con base in Africa), trasformando gli spazi della galleria nel suo atelier. Nato ad Addis Abeba nel 1978, Dawit Abebe sviluppa una pratica multidisciplinare che utilizza principalmente pittura e linguaggio figurativo per indagare le relazioni tra corpo, memoria e potere, coinvolgendo esperienza individuale e storia collettiva.
La residenza veneziana segna un nuovo capitolo della sua ricerca, BLACKBOX. Qui il corpo diventa una “scatola nera”, attraverso la quale Dawit indaga il modo in cui memoria e identità vengono accumulate, trasformate e trasportate nel tempo. Il progetto culminerà con una mostra dedicata agli esiti della residenza, che inaugurerà il prossimo 18 giugno.
In occasione del suo venticinquesimo anniversario, la Galleria Dorothea van der Koelen presenta una grande mostra collettiva in cui 30 artisti provenienti da 14 Paesi diversi, che hanno accompagnato la sua storia, si riuniscono per celebrare ancora una volta il potere universale e la forza dell’arte. Gli artisti in mostra: Bert, Bruch, Buren, Chillida, Dannenberg, Gappmayr, Glattfelder, Hall, Heerkens, Honegger, Kazem, Al Khalifa, Kirschner, Kosuth, Liebl & Schimd-Pfähler, Megert, Mimran, Morellet, Nam, Plessi, Quinze, Reis, Röhm, Roy, Simeti, Uecker, Venet, Willing, Wu.
Poco distante, la Galleria Satine ospita Bugie, nuova personale di Valentina Cameranesi Sgroi, direttrice creativa indipendente e set designer con sede a Milano. Il punto di partenza del progetto è un equivoco di natura concettuale: all’artista viene commissionato un paravento, e lei realizza un cancello. L’intero percorso espositivo sfrutta il cortocircuito tra descrizione verbale e oggetto materiale.
Oltre Canal Grande, a Palazzo Vendramin Grimani, la Fondazione dell’Albero d’Oro presenta la prima mostra in Italia dedicata all’artista francese Patrick Saytour, attraverso un percorso fatto di pieghe, bruciature e superfici instabili. A cura di Ferretti, Le pli et le temps/La piega e il tempo accoglie la piega come metafora di un’etica capace di accogliere la complessità e l’imperfezione. Anche per questa mostra, grande importanza è attribuita al dialogo tra le opere e il contesto espositivo di Palazzo Vendramin Grimani, dove storia e contemporaneità si incontrano attraverso progetti originali, frutto di accurate ricerche.
La Galleria Alberta Pane apre al pubblico, presso la sua galleria veneziana in Calle dei Guardiani, la mostra The Materiality of Judy Chicago, a cura di Allison Raddock. La mostra permette di immergersi nell’universo dell’artista che tra 1974 e 1979 ha realizzato il celebre The Dinner Party, in un dialogo tra opere storiche degli ultimi 60 anni e un nuovo corpus di lavori, che verrà mostrato per la prima volta al pubblico. Un percorso che, attraversando alcune delle serie più importanti della carriera dell’artista, arriva a includere un nuovo corpus di opere.
Dal titolo Judy Chicago: Lilies/Goddesses, questo inedito insieme di lavori include nuove sculture in vetro, bronzo e alluminio, realizzate grazie a collaborazioni con lo Studio Berengo di Venezia, JRP|Editions di Zurigo e il Corning Museum of Glass di New York. Queste opere saranno presentate per la prima volta, a livello mondiale, presso la Galleria Alberta Pane di Venezia. Artista, scrittrice e docente, nonché figura di primo piano del femminismo, Judy Chicago ha infatti dedicato decenni della sua attività alla promozione di una concezione più inclusiva dell’arte, alla ridefinizione del ruolo dell’artista e alla difesa del diritto fondamentale delle donne alla libertà di espressione.
La Scuola Piccola Zattere, spazio non-profit per la ricerca e la formazione continua nel campo espanso delle arti contemporanee, ha inaugurato due mostre personali, a cura di Irene Calderoni, delle artiste Nikima Jagudajev e Rachel Youn. LIKE di Nikima Jagudajev è una nuova commissione che traduce nel linguaggio del videogioco il progetto coreografico Basically. L’opera fonde ambiente digitale interattivo e riprese documentarie, sviluppandosi come una narrazione non lineare ambientata in un liceo virtuale, in cui il pubblico può influenzare la storia. Unruly Vessel di Rachel Youn presenta nuove produzioni insieme a una selezione di lavori recenti. Guardando ai gesti ripetitivi e ai rituali della vita contemporanea, Youn combina dispositivi per il benessere corporeo con piante artificiali, creando sculture cinetiche in moto perpetuo che riflettono e interrogano dinamiche umane, individuali e collettive.
Spostiamoci a pochi passi da Ponte dell’Accademia, dove le Gallerie dell’Accademia ospitano la mostra Transforming Energy di Marina Abramovic. La mostra segna l’ottantesimo compleanno dell’artista e instaura un profondo dialogo tra la sua pionieristica pratica performativa e i capolavori rinascimentali che hanno plasmato l’identità culturale di Venezia. Al centro di Transforming Energy c’è l’incontro tra passato e presente, materiale e immateriale, corpo e spirito. I visitatori sono invitati a sperimentare una serie di Transitory Objects interattivi, attivando quella che Abramovic definisce “trasmissione di energia”.
Poco distante, sull’altana di Palazzo Querini a Ca’ Balà, Palazzo Bentivoglio inaugura con l’artista britannico Jeremy Deller il primo episodio di extra BENTIVOGLIO. Si tratta di uno spin-off che porta all’esterno dello storico edificio bolognese le attività nate al suo interno. The constant Buzz of a Drone, a cura di Davide Trabucco, è un intervento site-specific visibile a chi attraversa lo spazio circostante. Deller usa il linguaggio della cartellonistica pubblicitaria come principale mezzo espressivo; il suo intervento nasce come gesto di solidarietà verso le vittime di tutti i conflitti contemporanei, evocando il ronzio del drone, che per molti è l’ultimo suono che si possa udire.
Segnaliamo un intervento in più sedi dell’artista Dale Chihuly: intitolato CHIHULY: Venice 2026, è visibile dal Ponte dell’Accademia e si sviluppa attorno a tre nuove sculture monumentali installate lungo il Canal Grande, concepite come espressione di un rinnovato e duraturo dialogo con la città. Il progetto è stato promosso dalla Pilchuck Glass School e dal Frederik Meijer Gardens & Sculpture Park. Le installazioni sono affiancate da un centro espositivo, di ricerca e archivistico ospitato presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.
Il percorso si conclude in zona Giudecca, dove è possibile visitare la mostra Insurgent Bodies, doppia personale di Lisetta Carmi e Jürgen Klauke, nata dalla collaborazione tra la Galleria Alessandro Casciaro e Ncontemporary. La mostra attraversa l’opera di due protagonisti della fotografia europea che, attraverso percorsi differenti, hanno affrontato con radicalità i temi dell’identità, del corpo e della rappresentazione sociale. Le persone ritratte nel libro fotografico di Carmi, I travestiti (1972), non sono simboli ma presenze e nella loro ironia, fierezza o malinconia aprono una frattura nella tradizione autoritaria dei ruoli di genere. Klauke adotta invece la transizione come dispositivo critico, utilizzando il proprio corpo come campo di sperimentazione.
La mostra sarà visitabile fino al 16 maggio, mentre è già pronta, a partire dal prossimo 23 maggio, la prossima mostra presentata da Alessandro Casciaro nello spazio condiviso della Giudecca: The Great Flood è un duo show che riunisce le pratiche di Kinki Texas e Josef Rainer in un confronto serrato tra visione pittorica e condensazione plastica, tra l’eccesso dell’immagine e la densità della memoria. Il titolo della mostra evoca un evento primordiale e universale, che qui si declina come una piena di segni, storie e figure che travolgono ogni gerarchia tra alto e basso, tra cultura visiva e letteraria, tra immaginazione e realtà.
Riva degli Schiavoni, Castello 3701
pietavenezia.org
041 5222171
At Cappella di Santa Maria della Pietà
Vessels of Other Worlds
Wallace Chan solo show curated by James Putnam
08.05 → 18.10.2026
Piazza San Marco, 1
palazzoducale.visitmuve.it
@ducalevenezia
Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari
Group show curated by Chiara Squarcina and Margherita Tirelli in collaboration with Fondazione Luigi Rovati
→ 29.09.2026
Calle Larga XXII Marzo, San Marco,
2288, 2414
continiarte.com
@continiartgallery
+39 041 523 0357
I Give You My Heart
Lorenzo Quinn solo show
24.04 → 22.11.26
Homage to Mitoraj
Igor Mitoraj solo show
→ ongoing
Ca’ del Duca, Corte del Duca Sforza,
San Marco, 3052
akkaproject.com
@akkaproject
+39 342 043 3744
Dawit Abebe studio visit
07.05 → 09.05.2026
BLACKBOX
Dawit Abebe solo show
07.05 → 16.06.2026
Calle Calegheri, San Marco 2566
galerie.vanderkoelen.de
@galerie_van_der_koelen
25 Years La Galleria – Art Beyond Boundaries
Group show
08.05 → 22.11.2026
Calle dei Avvocati, San Marco 3909
satinevenezia.com
@satinevenezia
Bugie
Valentina Cameranesi Sgroi solo show
→ 15.05.2026
Palazzo Vendramin Grimani
San Polo, 2033
fondazionealberodoro.org
@fondazionealberodoro
+39 041 8727 750
Le pli et le temps / La piega e il tempo
Patrick Saytour solo show curated
by Daniela Ferretti
18.04 → 22.11.2026
Calle dei Guardiani, Dorsoduro,
2403/H
albertapane.com
@galeriealbertapane
+39 041 564 8481
The materiality of Judy Chicago
Judy Chicago solo show
08.05 → 22.11.26
Fondamenta Zattere al Ponte Longo,
Dorsoduro 1401
scuolapiccolazattere.com
@scuolapiccolazattere
Nikima Jagudajev: Like
Solo show curated by Irene Calderoni
08.05 → 18.10.2026
Rachel Youn
Solo show curated by Irene Calderoni
08.05 → 18.10.2026
Campo della Carità, Dorsoduro 1050
gallerieaccademia.it
@gallerieaccademiavenezia
+39 0415222247
Transforming Energy
Marina Abramović solo show curated by Shai Baitel
06.05 → 19.11.2026
Tintoretto racconta la Genesi.
Ricerca, analisi e restauro
Curated by Roberta Battaglia and
Cristiana Sburlino
→ 07.06.2026
Extra Bentivoglio
Fondamenta Fornace 245
palazzobentivoglio.org
@palazzobentivoglio
The Constant Buzz of a Drone
Jeremy Deller site-specific project
05.05 → 19.07.2026
Fondamenta S. Giacomo, Giudecca 199
alessandrocasciaro.com
@galleria_alessandro_casciaro
+39 0471 975461
Insurgent Bodies
Lisetta Carmi, Jürgen Klauke double solo show
28.03 → 16.05.2026
The Great Flood
Kinki Texas & Josef Rainer duo Show
23.05 → 25.07.2026
Fondamenta S. Giacomo, Giudecca 199
ncontemporary.com
@ncontemporary_gallery
+39 3483422739
Insurgent Bodies
Lisetta Carmi, Jürgen Klauke double solo show
28.03 → 16.05.2026
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