Biennale arte 2026: un team multidisciplinare per il Padiglione della Svizzera

di - 13 Marzo 2025

Per la prima volta assegnato tramite concorso aperto, il Padiglione della Svizzera alla 61ma Biennale d’Arte di Venezia, che aprirà a maggio 2026, sarà affidato a un collettivo interdisciplinare composto da Gianmaria Andreetta, Luca Beeler, Nina Wakeford, Miriam Laura Leonardi, Lithic Alliance e Yul Tomatala. Selezionato tra 140 candidature pervenute e intitolato The Unfinished Business of Living Together, il progetto segna un punto di svolta nella partecipazione elvetica alla Biennale, introducendo un modello curatoriale basato su pratiche collaborative e transdisciplinari.

La presenza svizzera alla Biennale di Venezia

La 61ma Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia si terrà dal 9 maggio al 22 novembre 2026, sarà curata da Koyo Kouoh, curatrice camerunense-svizzera il cui lavoro è incentrato sulle narrazioni postcoloniali e sulla rilettura dei sistemi espositivi.

La Svizzera partecipa alla Biennale d’Arte dal 1920, ma solo nel secondo dopoguerra ha ottenuto un proprio padiglione dedicato, divenuto nel tempo un’importante piattaforma per la promozione dell’arte svizzera contemporanea. L’attuale padiglione ai Giardini risale al 1951, su progetto dell’architetto Bruno Giacometti, fratello dello scultore Alberto Giacometti. Negli anni, il Padiglione ha ospitato numerosi artisti di rilievo, come Thomas Hirschhorn nel 2011, il duo Pauline Boudry e Renate Lorenz nel 2019, e Guerreiro do Divino Amor nel 2024, solo per citare alcune tra le partecipazioni più recenti.

«Poter tenere apertamente dibattiti sociali attuali con mezzi artistici in un contesto internazionale fa parte delle eccellenti caratteristiche della Biennale d’arte di Venezia», ha dichiarato Philippe Bischof, direttore di Pro Helvetia, Fondazione che, dal 2012, è responsabile della gestione e dell’allestimento del Padiglione Svizzero alla manifestazione lagunare. Come sottolineato da Bischof, l’approccio del team si distinguerà per la volontà di mettere in discussione l’autorevolezza dell’archivio, invitando il pubblico a confrontarsi con il materiale storico in modo attivo, interrogandone le implicazioni e ridefinendo il proprio punto di vista.

Un archivio vivo per interrogare il presente

Il team che svilupperà il progetto del Padiglione alla Biennale di Venezia 2026 si muove tra arte e ricerca, operando in Svizzera e in Europa con un’impronta multiculturale e multigenerazionale. Composto da figure provenienti dalle diverse aree linguistiche della Svizzera e con esperienze internazionali, il collettivo mira a costruire un Padiglione che non si limiti a esporre ma che funzioni come spazio di messa in discussione di temi di stretta attualità.

La giuria, formata da Federica Chiocchetti, Ann-Kathrin Eickhoff, Vittoria Matarrese, Domagoj Smoljo e Anahita Vessier, ha messo in evidenza come progetti artistici come The Unfinished Business of Living Together siano adatti per avviare un discorso sociale, partendo da una precisa impostazione artistica e curatoriale.

Ispirato a una trasmissione del 1978 di Telearena – programma della televisione svizzera in cui si discutevano in modo acceso questioni legate all’orientamento sessuale – The Unfinished Business of Living Together utilizza materiali d’archivio come dispositivo critico per indagare le condizioni della convivenza contemporanea. La ricerca del collettivo si concentra sui meccanismi di tolleranza, appartenenza e sulle persistenti forme di divisione sociale, proponendo un dialogo tra passato e presente per riflettere su identità e coesione sociale.

«Quello a cui aspiriamo è un Padiglione nel quale le visitatrici e i visitatori si chiedono: Quando e dove succede questo? L’archivio in questo caso ha autorevolezza? Le spettatrici e gli spettatori sceglieranno una posizione o magari cambieranno idea», così i curatori e gli artisti introducono il progetto, riflettendo sulla risonanza delle immagini d’archivio e sulle scelte interpretative del pubblico.

Articoli recenti

  • Mostre

Nascita di una collezionista: gli anni londinesi di Peggy Guggenheim in mostra a Venezia

Per la prima volta, la Collezione Peggy Guggenheim dedica un’ampia esposizione agli anni londinesi della sua fondatrice, per ricostruire la…

27 Aprile 2026 23:00
  • Arte contemporanea

JR torna a Venezia, la facciata di Ca’ da Mosto diventa un banchetto collettivo

Lo street artist francese JR torna a Venezia durante la Biennale 2026, con Il Gesto: un’installazione sulla facciata di Palazzo…

27 Aprile 2026 19:20
  • Arte antica

Nel segno di Caravaggio: gli inizi della nuova pittura napoletana

Nella cornice di Forte dei Marmi, la collezione De Vito guida il visitatore in una fase di profonda trasformazione, segnata…

27 Aprile 2026 18:18
  • Mercato

Keith Haring privato: all’asta la collezione dell’amico Kermit Oswald

Opere inedite, arredi, lettere e fotografie che raccontano il lato più intimo dell’artista: a maggio, Sotheby's mette in vendita un…

27 Aprile 2026 18:17
  • Arte contemporanea

Gagosian inaugura il nuovo spazio a New York con Duchamp e Rauschenberg

Gagosian inaugura un nuovo spazio a New York, al piano terra del 980 di Madison Avenue, dopo 37 anni al…

27 Aprile 2026 16:38
  • Arte contemporanea

Pamela Diamante, il Sud come spazio critico e il riscatto delle Invisibili

Pamela Diamante trasforma i dispositivi di potere in strumenti di riscatto sociale: ne parliamo con l’artista pugliese in questa intervista,…

27 Aprile 2026 13:30