Guerreiro do Divino Amor © Diego Paulino
Continua a delinearsi il panorama della prossima edizione della 60ma edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la cui curatela è stata affidata al brasiliano Adriano Pedrosa. Questa volta, dopo Francia ed Estonia, a scoprire le carte è la Svizzera, che ha annunciato l’artista che la rappresenterà ai Giardini della Biennale: a occuparsi del Padiglione – che tradizionalmente è uno dei più apprezzati durante la manifestazione lagunare – sarà Guerreiro do Divino Amor. A curare il progetto per il Padiglione svizzero sarà l’italiano Andrea Bellini, attualmente direttore del Centre d’Art Contemporain e la Biennale de l’Image en Mouvement di Ginevra. I due hanno già collaborato per “Superfictional Sanctuaries”, mostra presentata nell’estate 2022 al Centre d’Art Contemporain.
La realizzazione del progetto è stata affidata all’artista svizzero brasiliano dalla Fondazione Pro Helvetia, che si occupa, tra le altre cose, dell’organizzazione del Padiglione elvetico, su raccomandazione della giuria appositamente istituita, presieduta da Federica Martini, storica dell’arte, professoressa alla HEAD di Ginevra, e composta dall’artista Ursula Biemann, Riccardo Lisi, curatore e critico d’arte, Yvette Mutumba, storica dell’arte, caporedattrice di Contemporary And (C&) e curatrice.
Cinque le candidature arrivate al vaglio e, tra queste, la giuria si è espressa all’unanimità a favore del progetto presentato da Guerreiro do Divino Amor, artista sui generis e che, nella sua complessa ricerca, ibrida politica e mitologia, riferimenti arcaici e suggestioni ipertecnologiche, sacro, profano e pop.
“Super Superior Civilizations” è il titolo del progetto di Guerreiro do Divino Amor che vedremo al Padiglione della Svizzera alla Biennale d’Arte 2024 e che ha convinto la giuria per «Il suo approccio, che consiste nell’intrecciare diverse chiavi di lettura con virtuosismo, ironia e senso dell’umorismo, mettendo in luce le diverse interrelazioni della nostra esistenza globalizzata, caratterizzata tra l’altro da distorsioni postcoloniali», si legge nelle motivazioni.
Peraltro, il progetto si inserisce nel più ampio programma di “Superfictional World Atlas”, una sorta di saga alla quale l’artista sta lavorando fin dal 2005, con l’obiettivo di creare un atlante, con tappe specifiche per varie aree del mondo, dedicato alla “superfiction”, indaga l’impatto che oggetti e concetti di finzione di vario genere, natura ed estensione, tra storia, geografia, religione, filosofia, hanno avuto sullo sviluppo dell’immaginario collettivo.
Guerreiro do Divino Amor è nato nel 1983 a Ginevra. Oggi l’artista svizzero-brasiliano vive e lavora principalmente a Rio de Janeiro (Brasile). Si è laureato all’Ecole Superieure d’architecture de Grenoble con un master in architettura e ha studiato a La Cambre prima di completare la propria formazione alla Cimdata Medienakademie di Berlino e all’EAV Parque Lage di Rio de Janeiro.
Le sue opere sono presentate da piattaforme nazionali e internazionali in Brasile, Germania, Lituania, Messico, Svizzera, Singapore, Spagna e Stati Uniti. Attualmente è in mostra presso il Visual Arts Center dell’Università del Texas ad Austin. Guerreiro si è aggiudicato numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui la selezione per il rinomato programma DAAD Artists-in-Berlin nel 2021 e il premio PIPA nel 2019. Nel 2008 e nel 2017 è entrato nella rosa dei finalisti degli Swiss Art Awards.
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