Alba
La sfida per diventare Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027 entra nel vivo: sono state selezionate dal Ministero della Cultura le città finaliste che si contenderanno il titolo e il contributo ministeriale di un milione di euro destinato alla realizzazione delle attività. Sei i dossier scelti, con il coinvolgimento di otto Comuni italiani: Alba, Chioggia, Foligno e Spoleto, Pietrasanta, Termoli, Varese e Gallarate.
Istituita dal Ministero della Cultura, la Capitale italiana dell’arte contemporanea nasce con l’obiettivo di promuovere e sostenere l’arte contemporanea come leva di sviluppo culturale, sociale ed economico. La manifestazione si ispira al modello già collaudato della Capitale italiana della Cultura ma si concentra su una scena più specifica e a lungo trascurata: quella delle arti contemporanee e delle loro ricadute sul territorio.
La prima città a ottenere il titolo è stata Gibellina, in Sicilia, nominata nel 2024 Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026 e già nota alle cronache dell’arte contemporanea per il Cretto, una monumentale opera di land art di circa 8mila metri quadrati, realizzata da Alberto Burri sulle rovine di Gibellina Vecchia, distrutta dal terremoto del 1968.
Nei prossimi mesi, una giuria di esperti valuterà i dossier, che non sono ancora stati resi pubblici, per selezionare i finalisti entro settembre. Seguiranno le audizioni e, infine, la proclamazione del Comune vincitore entro il 30 ottobre 2025.
Presieduto da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo – che era stata già presidente della giuria della Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 – il comitato promotore della candidatura di Alba riunisce personalità e fondazioni di rilievo internazionale. Il titolo prende spunto da un’opera di Pinot Gallizio e racconta un territorio, quello delle Langhe, Roero e Monferrato, patrimonio Unesco, che vuole farsi propulsore artistico. Il progetto guarda al 2027 come anno inaugurale della Biennale delle Langhe, un ambizioso festival che aspira a diventare un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea.
Dopo le recenti candidature a Capitale della Cultura e Capitale del Libro, Chioggia si propone come crocevia di creatività, arte e paesaggio lagunare. Una call for ideas ha attivato una rete di proposte partecipate, per trasformare la città in un hub culturale internazionale, promuovendo inclusione, innovazione e visibilità globale.
Un’alleanza storica e strategica: la candidatura congiunta punta sull’eredità di eventi simbolici come Sculture nella città (Spoleto, 1962) e Lo spazio dell’immagine (Foligno, 1967). Oggi, il CIAC e Palazzo Collicola fanno da fulcro a un progetto che valorizza la tradizione sperimentale e il tessuto artistico diffuso lungo l’antica via Flaminia.
La “Piccola Atene” toscana sceglie un approccio partecipativo, raccogliendo più di 40 progetti tramite call for ideas e incontri pubblici. Il dossier vuole dunque esprimere una visione collettiva dove scultura, arte pubblica e rigenerazione si fondono in un racconto identitario e accessibile.
Una città di mare – unica città del meridione scelta a questa tornata – che fa del viaggio e dello scambio culturale il proprio motore creativo. Giovani artisti, innovazione tecnologica, sostenibilità e una rete di collaborazioni locali e nazionali sono gli elementi cardine di una proposta che punta a far emergere il Molise sulla scena culturale italiana.
Un progetto di sinergia territoriale: Varese, con le sue ville storiche e Villa Panza, e Gallarate, con il MAGA, si uniscono per costruire un ecosistema culturale articolato, dove arte, industria e paesaggio dialogano in chiave contemporanea.
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Sono curioso di vedere come verrà valutato il rapporto tra visione artistica e impatto concreto sulle comunità locali ;-)