Luogo: Raštević, provincia di Zadar, una volta Jugoslavia, ora Croazia
I primi scrittori ad aver descritto i popoli slavi meridionali notavano che “Vivevano senza autorità e nell’odio reciproco. In anarchia e disaccordo”. I primi arabi ad averli descritti in letteratura raccontavano di un popolo alto, fisicato e senza pudore che cantava e suonava. Queste descrizioni risalgono a molto prima della divisione tra i serbi e i croati. Da allora, il frangente di territorio che comprende Raštević è stato notoriamente il confine tra due imperi, quello austro-ungarico e quello Ottomano, mentre a sud confinava con la Repubblica di Venezia.
Un’altra identità visiva interessante avviene negli anni 60 quando i registi tedeschi scelgono di girare i film western su questo paesaggio arido e roccioso. I residenti di Raštević facevano le comparse. C’è chi versa i fagioli, chi beve al banco, chi zoppica in lontananza. Oggi non c’è traccia di niente di tutto questo, né di imperi né di set cinematografici, e nemmeno dell’ex Jugoslavia. Ora dopo l’innominabile ultima guerra, nelle case disabitate dei serbi, ormai residenti australiani, ci sono pecore. In altre, come la nostra, c’è chi è voluto tornare. L’estate è la mancanza di ricordi storici visivi.
Non esistono piccoli altari lungo la strada ad indicare religioni o miti, come non esistono reliquie o monumenti. Vecchie poste, cattedrali, poster, incisioni, placche. Niente. Uno strano oblio, almeno visivo. Solo pietre, vigneti, sedie di plastica davanti a cancelli geometricamente decorati, gruppi di galli, galline e tacchini che passeggiano insieme spesso in compagnia di gatti, cemento gettato a casaccio dove serve, materiale da costruzione edilizia che riacquista nuova identità con ogni nuova esigenza.
Inserito tra i quattro finalisti della seconda edizione del contest #Volotea4Veneto, lo storico Giardino di Carlo Scarpa, a Venezia, si…
Fino al 14 giugno, al Museion di Bolzano, è in programma "Mo num en ts", il film dell’artista thailandese Som…
Molto più che una mostra: Fondazione Merz di Torino ospita un progetto internazionale che parla di memoria e identità. E…
42 gallerie internazionali per The Phair, che torna alle OGR di Torino per la sua settima edizione, tutta dedicata alle…
Con la Sentenza Ozmo, il tribunale riconosce definitivamente la Street Art come valore culturale: una decisione destinata a fare scuola…
A Prato, Farsettiarte mette in vendita una ricca selezione di opere che raccontano l'arte del Novecento. Da Morandi a Warhol,…