Chiantissimo 2022, arte contemporanea nel cuore della Toscana

di - 28 Luglio 2022

Giunto ormai alla seconda edizione, anche quest’anno Chiantissimo Contenitore di Arte contemporanea a cura di Davide Sarchioni, si pone come uno degli eventi di punta dell’estate toscana. Diffuso su tre comuni – San Casciano Val di Pesa, Greve in Chianti e Barberino Tavarnelle – propone una serie di eventi, installazioni e mostre temporanee di sei artisti di diversa generazione che grazie alle loro opere portano il visitatore a conoscere o a riscoprire chiese, musei, luoghi di cultura fuori dai consueti circuiti turistici.

Alle porte di Firenze, San Casciano propone un percorso in città con installazioni di alto spessore. Sono per lo più opere che creano un dialogo tra il presente e un passato carico di storia e tradizione come, per esempio, il lavoro realizzato da Numero Cromatico, il collettivo la cui ricerca e pratica artistica si avvalgono dell’intelligenza artificiale per creare frasi che sono state ricamate su stendardi colorati ispirati a quelli dell’antico carnevale medievale la cui rievocazione storica si tiene ogni anno nella cittadina toscana.

Vincenzo Marsiglia (1972) con un video multimediale di realtà aumentata (Map (Star) the World ) – nel quale è riconoscibile lo stilema della consueta croce a quattro punte creata dall’artista e detta Unità Marsiglia – cerca un fitto dialogo con gli spazi interni del teatro comunale Niccolini di San Casciano coniugando passato e presente, antico e contemporaneo.

La riflessione sulla memoria che Flavio Favelli (1967) è solito portare avanti attraverso le sue opere, questa volta si esemplifica con un ampio pannello dipinto sul quale l’artista ha creato una sorta di patch-work delle etichette delle cantine vinicole della zona, di oggi e di ieri: Pian dei Giullari, dunque, è un’opera che propone, attraverso questi marchi storici, una rilettura personale e carica di significati di un frammento di storia e tradizione del territorio.

Flavio Favelli per Chiantissimo Contenitore di Arte contemporanea

La pratica di Gabriella Ciancimino (1978) in genere si basa sulla riflessione e la salvaguardia della memoria storica anche attraverso un’azione collettiva. A San Cascino nei locali della biblioteca comunale ospitata in una porzione di un antico convento delle monache benedettine, l’artista ha creato, in una campata dell’antico portico, A-cielo Libero, un giardino d’inverno contemporaneo; un’opera giocata sul parallelismo tra la resistenza biologica di alcune piante e la resistenza storica di attivisti e pensatori libertari del territorio e in particolare di Pier Carlo Casini – uomo politico ed ex sindaco del secolo scorso. Coinvolgendo storici e biologi del luogo l’artista ha fatto una ricerca sul paesaggio storico e quello culturale della Val di Pesa che è servito come base per poi operare sulle pareti dello spazio prescelto sul quale, a mo’ di graffito, ha dipinto piante spontanee fonte di nutrimento nel periodo della resistenza mixate con iconografie provenienti da giornali e periodici anarchici.

Thomas Lange per Chiantissimo Contenitore di Arte contemporanea

Lasciando San Casciano e dirigendosi verso Greve in Chianti sempre sulle tracce di Chiantissimo si può visitare la mostra di Thomas Lange (1957) allestita presso il museo di San Francesco. Le opere di Lange, in particolare ceramiche, in cui la figura umana assume un significato e un ruolo centrale, creano un fitto dialogo con le opere permanenti del museo. Di grande suggestione la sala al centro della quale è esposto Il letto di Euridice, un’opera carica di significati nella quale una figura è dipinta su un velo di tulle steso a mo’ di materasso e posto su uno scheletro di un vecchio letto rugginoso recuperato da un orfanatrofio tedesco.

Valentina Palazzari per Chiantissimo Contenitore di Arte contemporanea

L’ultima tappa del tour d’arte di Chiantissimo ci conduce nel territorio del comune di Barberino Tavarnelle presso la cappella di San Michele a Semifonte. Qui, all’interno dell’architettura realizzata nel 1597 da Santi di Tito in memoria del castello di Semifonte distrutto dai fiorentini nel 1202, Valentina Palazzari (1975) propone due grandi dipinti ottenuti tramite bruciature e depositi di ruggine su tela: si creano così “paesaggi” scuri e profondi ma al contempo vivi e misteriosi che rivelano una realtà transitoria e in continuo mutamento.

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