Chiantissimo: arte contemporanea site-specific in un territorio tutto da scoprire

di - 8 Giugno 2021

Ha preso avvio in questi giorni la prima edizione di “Chiantissimo”, un contenitore di arte contemporanea, curato da Davide Sarchioni con il patrocinio del Comune di San Casciano Val di Pesa e l’organizzazione dell’Associazione Accaventiquattro. Gli artisti prescelti, Antonello Ghezzi, Antonio Barbieri, Simone Gori e Matteo Nasini sono stati inviatati a rileggere alcuni luoghi storici della cittadina alle porte di Firenze. Ognuno di essi ha creato un’opera site-specific mettendola dunque in dialogo con le emergenze architettoniche e con il paesaggio circostante. Tutto il centro abitato ne è stato coinvolto e si è creato quindi un percorso articolato e interessante.

Antonio Barbieri

Se Antonio Barbieri cha scelto l’arena all’interno delle mura per porre Grande corallo, una realizzazione scultorea dalle forme fitomorfiche, in ferro e acciaio, verniciata con mille tonalità di blu/azzurro, il duo artistico Antonello Ghezzi ha fatto della Torre dell’orologio, punto nevralgico del centro abitato, il luogo per creare il progetto Segnaletica per sognatori, costituito da tre opere: Via libera per volare, il semaforo blu divenuto ormai il loro stilema identificativo, Tenere la testa fra le nuvole, uno specchio inserito in una nicchia sotto l’arco della torre sul quale con vernici spay è dipinta una nuvola così che quando ci si specchia la nostra effige si stagli su di essa, e infine Shooting stars, purtroppo godibile solo a sera, poiché il raggio led, che parte dalla cima della torre, si accende in tempo reale al passaggio di una stella cadente. Per la realizzazione dell’opera, infatti, è stato creato un live streaming con il Radiotelescopio di Medicina concesso dall’Istituto Nazionale di astrofisica.

Antonello Ghezzi

Dalla Torre del Niccolini, Matteo Nasini ha fatto scendere una lunga treccia costituita da 250 chilometri di fili che, nei giorni precedenti all’inaugurazione, sono stati intrecciati in loco con la collaborazione della popolazione. La treccia, che misura 18 metri, è costituita da fili di lana sintetica coloratissimi, come un elemento fantastico che rimanda al mondo delle fiabe. La stretta connessione che si è sempre avuta tra lavoro manuale e mondo fantastico è dato dal fatto che, anticamente, spesso le fiabe venivano narrate mentre si compivano lavori dati da gesti sapienti e meccanici. In Toscana, in particolare, si usava raccontare mentre le donne ricamavano, intrecciavano la paglia o facevano altre attività del genere. La treccia diventa dunque il mezzo di collegamento tra quotidianità e fantasia e diventa il segnale che sollecita a porre l’attenzione su un luogo simbolo della cultura di San Casciano.

Matteo Nasini

L’altra torre, forse la più spettacolare, la Torre del Chianti, è stata prescelta da Simone Gori per la sua opera. Si tratta di una costruzione degli anni ’50, alta 33 metri, che serviva per il recupero dell’acqua piovana, successivamente divenuta, grazie all’installazione di un ascensore, un luogo privilegiato per spaziare attraverso a un panorama mozzafiato. Somnium mundi è concepito come un percorso esperienziale che attraverso il percorso ascensionale che dalla terra porta verso il cielo. Entrando alla base della torre, prima di accedere all’ascensore, il fruitore viene catapultato in un mondo misterioso con suoni cosmici stranianti. Nell’ascensore a vetri che permette di percepire un’‘ascensione’ vera e propria si legge la frase di Ennio Flaiano: «Sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole». Una volta raggiunta la vetta ci si trova su una piattaforma con un prato verde su cui due sagome in acciaio specchiante, un uomo e una donna, sono coricati. Sono due sognatori, allegoria dell’uomo e dell’elevazione del pensiero umano, che ci aiutano a percepire il paesaggio da un’altra dimensione. Siamo così nel mondo dell’immaginario dove tuto è possibile.

Simone Gori

Nel Museo Giuliano Ghelli, che conserva sia reperti archeologici del territorio che dipinti e arredi sacri provenienti dalle chiese dei dintorni, i quattro artisti hanno posto un’opera ciascuno in dialogo con i reperti del patrimonio museale, un modo interessante per sollecitare una visita al museo che tra le altre accoglie opere di Coppo di Marcovaldo, Ambrogio Lorenzetti e Neri di Bicci.

È importante ricordare che negli anni a San Casciano hanno lasciato le loro testimonianze con opere anche Mario Merz, Mauro Staccioli, Perino & Vele, Patrizio Travagli: sono tutte opere site-specific permanenti situate nei luoghi nevralgici della cittadina.

Perino e Vele

Le opere di Chiantissimo saranno visibili fino al 5 settembre 2021.

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