Nari Ward, Emergence Pool, Fondazione Nicola Trussardi, Gilded Darkness, ph. Marco De Scalzi
La “piscina dorata” di Nari Ward (Giamaica, 1963, vive e lavora a New York e in Italia è rappresentato da Galleria Continua) diventerà virale sui social network, di questo possiamo starne certi.
Bentornati a Milano dopo la pausa estiva, in un settembre che per ora non accenna a spegnere il calore; quale migliore occasione ci sarebbe per sfruttare un meteo ancora agostano per fare un tuffo refrigerante?
Alla Piscina Romano, zona Lambrate, è arrivata invece l’arte di Fondazione Trussardi, stavolta in collaborazione con Milanosport e Nari Ward, appunto, sotto la curatela di Massimiliano Gioni, è il protagonista di questo primo assaggio della programmazione meneghina d’autunno, con “Gilded Darkness”.
Una “oscurità dorata” che ha trasformato la grande vasca all’aperto in una distesa “gold”, intitolata Emergence Pool, utilizzando centinaia di coperte termiche installate come un mosaico galleggiante, un’operazione complessa che ha richiesto oltre una settimana di lavoro.
E se è facile fare – di questi tempi – l’assonanza migranti-acqua-coperte, i piani di lettura di questo grande specchio che riflette la luce del sole e muta la sua pelle cromatica con il passare delle ore e l’avvicinarsi delle tenebre, possono anche essere decisamente più virati alla poesia della natura, ad una bellezza della pittoricità che ricorda una specie di cielo giottesco ribaltato e contemporaneo, laico ma allo stesso tempo pervaso dello stupore che si riserva al blu e all’oro. Preoccupati per la questione ambientale? Tranquilli: l’artista recupererà tutti i materiali – come da sua tradizione – con cui oggi e fino al 16 ottobre si è data nuova vita, e totale instagrammabilità , alla piscina.
Ad affiancare il progetto per la piscina, composto anche di un totem sonoro – Battleground Beacon – che ripercorre le conversazioni dell’estate (anche a bordovasca) in maniera eclettica e multietnica (non dimentichiamo infatti che la Piscina Romano è una delle istituzioni milanesi del tempo libero, frequentatissima tanto da famiglie italiane di prima generazione, quanto dalla locale comunità LGBTQ+), c’è anche una nuova disposizione di Amazing Grace, grande installazione già vista però all’interno della mostra “La Grande Madre”, e in numerose mostre in Europa e USA, e per questo forse meno sorprendente. L’opera, prodotta durante la residenza di Ward nel 1993 allo Studio Museum di Harlem, è composta da 300 passeggini abbandonati disposti in forma di scafo di nave: una evocazione ai bambini che li hanno abitati, un omaggio ai senzatetto della Grande Mela che se ne erano appropriati, come ancora di salvezza nella vita quotidiana, e che oggi continua la sua forma di anti-monumento anche in relazione al conflitto ucraino e non solo, e alle infanzie violate. “Un grande abbraccio che avvolge gli spettatori in un’atmosfera malinconica e struggente”. Per un progetto, che vi piaccia o no, da non perdere.
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