I visitatori della mostra Edward Hopper's New York al Whitney Museum ph. Francesca Magnani
In occasione della mostra “Edward Hopper’s New York“, il Whitney Museum ha messo a disposizione una mappa interattiva che evidenzia i luoghi dipinti dall’artista nei suoi quadri. In un secondo passaggio è possibile aggiungere i propri luoghi preferiti della città , definendo in questo modo una mappa personale. Anche questa operazione di coinvolgimento del pubblico fa parte della mostra sul rapporto tra Hopper e la Grande Mela, in corso fino al 5 marzo 2023. Tra marciapiedi, tetti e camini, ponti, e gli ultracelebri interni, lo spettatore si muove in un’atmosfera familiare e astratta, quotidiana e surreale al contempo. Edward Hopper (Nyack, 1882 – New York, 1967) ritrae spesso, inoltre, in questi spazi, anche la moglie Josephine Verstille Nivison, protagonista di un rapporto turbolento che è stato al centro di testimonianze e racconti letterari.
Abbiamo passato un pomeriggio tra le opere del Whitney, fotografando i newyorkesi e i turisti. Ci sono piaciuti i quadri dal taglio sghembo, ispirato a Degas, come New York Pavements e l’ultimo quadro che l’artista dipinse, il doppio ritratto con la moglie intitolato I due commedianti e ovviamente la vista dal Ponte di Williamsburg. Anche se il pittore faceva lunghe passeggiate il punto di vista è spesso dall’alto, dal cosiddetto “El”, il treno elevato che un tempo attraversava New York. La città che Hopper ritrae è in parte realistica e in parte immaginaria, e quando il visitatore esce, magari per passeggiare sull’Highline, se la porta dietro nella mente, come foto mai sviluppate di un rullino dimenticato.
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