Gettare via il trauma. Yael Bartana a Modena

di - 18 Dicembre 2019

“Cast Off”, ovvero “gettare via”. In ebraico Tashlikh, il rituale per cui si è chiamati a svuotare le proprie tasche – che sono metafora dell’anima – e a gettare oggetti personali, simbolo dei peccati commessi durante l’anno, nell’eternità di un corso d’acqua. Per una purificazione del cuore dello spirito nei “giorni più terribili” dell’espiazione. Allo stesso modo, l’artista Yael Bartana (Kfar Yehezkel, Israele, 1970) invita sia le vittime che i carnefici dell’Olocausto, del genocidio armeno e della pulizia etnica in Sudan e Eritrea a liberarsi di tutto ciò che li lega ad un evento traumatico.

Nell’opera video Tashlikh (Cast Off), scarpe, chiavi, abiti per bambini, giubbotti salvagente, foto e libri, il fantasma di una Kefiah araba e un mucchio di stelle di David ondeggiano in slow motion, per poi scomparire nell’abisso di uno sfondo tenebroso proiettato a tutta parete.

Non c’è origine, non c’è fine. Il volume e il ritmo vertiginoso dell’audio intrappolano in un viaggio nella memoria, vicina e lontana, da cui è impossibile distaccarsi.

Yael Bartana, Summer Camp, 2007

Interrogarsi sulla propria storia e identità

Bartana desidera che lo spettatore “s’interroghi e rifletta sulla propria identità e storia”. Anche titolo della personale dell’artista a Modena, Cast Off “è il filo conduttore di tutte le sue opere”, spiega la curatrice Chiara Dall’Olio. Significa lasciare andare e provare a rivedere gli stessi avvenimenti sotto una luce nuova e splendente.

Yael Bartana – che vive e lavora tra Berlino, Tel Aviv e Amsterdam – è stata la prima straniera a rappresentare la Polonia nella storia della Biennale di Venezia (54ma edizione) con la trilogia …And Europe will be stunned.

Che cosa succederebbe se i 3milioni di ebrei sterminati in Polonia ritornassero nella terra d’origine? Un tragico parossismo. La pratica artistica di Bartana – la cui particolare metodologia (la “rievocazione storica in un futuro potenziale”) rimaneggia fatti e finzione, profezia e storia – include film, fotografia, video e installazione sonora.

La principale sfida della mostra è stata quella di rivoluzionare tutto lo spazio espositivo di Palazzo Santa Margherita grazie al contributo dell’architetto di fiducia di Bartana, l’israeliano Oren Sagiv. Un percorso che inizia dalla coppia di imponenti portali del primo piano, trasportandoci fino alle Sale Superiori, attraverso pareti, fenditure, scampoli di luce e penetrante oscurità. Un’arena di proiettori, immagini e sonoro.

Yael Bartana, True Finn 2014

Cambiare paradigmi e punti di osservazione, nel lavoro di Yael Bartana

Dai primi lavori documentari, The Recorder Player from Sheikh Jarrah (2010) – in cui una suonatrice di flauto protesta pacificamente davanti ad un cordone di militari israeliani – e di finzione cinematografica – A Declaration (2006): la bandiera israeliana su uno scoglio della baia di Jaffa viene sostituita con un albero di ulivo, simbolo di pace – Yael Bartana ha lavorato sottilmente sul cambio di paradigma, sul punto di osservazione e sulla proliferazione dei significati. Con la doppia proiezione Summer Camp/Avodah (2007), sovverte l’estetica sionista di un film anni ‘30 (Avodah di Helmar Lerski) ricollocandola in un’altra dimensione spazio-tempo. In True Finn del 2014, viene messa in scena una para-realtà. Alla maniera di un reality show, otto residenti finlandesi, diversi per etnia e credo religioso, vengono invitati a trascorrere una settimana all’interno di una casa per indagare il significato di “vera identità finlandese”. A vincere il contest sarà un giovane ragazzo di origini africane, ultra-conservatore, cattolico e pronto a sacrificarsi per la patria. Uno slittamento che rischia di scuotere in profondità il visitatore. Questo è il potere dell’arte di Yael Bartana.

Dal 15 novembre al 13 aprile 2020

Yael Bartana. Cast Off

FMAV – Palazzo Santa Margherita

Corso Canalgrande 103, Modena

orari: Mercoledì, giovedì e venerdì 11-13/16-19. Sabato, domenica e festivi 11-19

info: https://fmav.org/programma/mostre/

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Dalla distruzione all’arte: l’ultima mostra di Georg Baselitz a Firenze

Il profondo rapporto con la città, lo spirito sovversivo, la carica poetica: con il curatore Sergio Risaliti, ripercorriamo la mostra…

1 Maggio 2026 12:30
  • Progetti e iniziative

Un’installazione di MP5 all’ingresso di un ospedale di Roma: arte per umanizzare la cura

La nuova installazione di MP5 all’ingresso dell’IFO Istituto Fisioterapico Ospedaliero San Gallicano di Roma introduce una riflessione su prossimità e…

1 Maggio 2026 9:30
  • Mercato

Una “Piazza d’Italia” di Giorgio de Chirico guida la vendita di Aste Bolaffi

A Torino, 246 lotti di Arte Moderna e Contemporanea sono pronti al verdetto del martello, tra rarità e grandi nomi…

1 Maggio 2026 9:00
  • Danza

Forza e fragilità in scena: il doppio debutto coreografico di Adriano Bolognino

Il doppio debutto di Adriano Bolognino al Festival Danza in Rete di Vicenza: un raffinato dialogo tra forza e fragilità…

1 Maggio 2026 8:30
  • Film e serie tv

Il film su Michael Jackson racconta l’ultima fiaba della nostra vita

Uscito nelle sale, il biopic-agiografia sulla più grande pop star del mondo mette in scena la prima e l’ultima fiaba…

30 Aprile 2026 19:30
  • Arte contemporanea

Addio a Georg Baselitz, muore a 88 anni l’artista che ha capovolto la pittura

È morto a 88 anni Georg Baselitz: la sua lunga carriera è stata segnata da una pittura radicale e sovversiva.…

30 Aprile 2026 18:55