Giulio Marchetti: “Non sono il Banksy italiano”

di - 5 Novembre 2021

Giulio Marchetti (1982, Roma) ha realizzato due lavori ispirati ad altrettanti lavori di Banksy, ce ne parla in questa intervista.

Una sua serie di opere è ispirata a Banksy. Quali aspetti del lavoro dello street artist anonimo lei ammira in modo particolare e a quali caratteristiche si ispira? Come si inserisce nella sua ricerca più generale?

«Banksy possiede certamente un’attitudine rarissima ad indagare e condensare macro fenomeni come la guerra, la violenza, la discriminazione razziale o di genere, le tematiche relative all’infanzia, al mondo femminile, a quello animale, all’ecologia. La sua tipica efficacia comunicativa risiede nel trattare i suddetti argomenti con una sottile ironia, rendendoli più fruibili, più snelliti nei codici, ma al contempo vibranti, quasi catartici.

I detrattori potranno scambiare la sua capacità di sintesi per tendenza didascalica, ma personalmente ho sempre ammirato quest’abilità di evidenziare con tono irriverente le contraddizioni del nostro tempo, anzi ho provato io stesso, con le mie opere, a svolgere, seppur modestamente, la funzione di “specchio della società”.

Prevalentemente, tuttavia, nel mirino di Banksy c’è sempre stato il potere costituito o comunque obiettivi (deviazioni sociali e politiche) più agevolmente condivisibili da una certa massa critica che rappresenta già una base organica di consensi per l’artista.§
Le mie opere invece sono trasversalmente acide e puntano spesso il dito contro quella società, quella fetta di pubblico, che dovrebbe poi fatalmente apprezzare le stesse opere».

Giulio Marchetti , “Aquidrone”, 2021, lavoro ispirato all’opera di Banksy “Girl with Balloon”

Quale è il suo approccio al lavoro di Banksy? Come avviene il passaggio dall’opera dell’artista britannico alla sua, sia a livello tematico che tecnico?

«Non sono il Banksy italiano. Questo è chiaro, bisogna stabilire le giuste proporzioni. Le mie opere ispirate al suo lavoro si possono definire “citazioni”. L’artista britannico utilizza spesso le immagini spostandole su un piano altro. Penso ad esempio a Pulp Fiction (2004), in cui le pistole diventano banane, creando un cortocircuito funzionale, tramite l’accostamento di elementi dissonanti.

Ebbene, con la mia rilettura dell’opera, ribattezzata per l’occasione Pulp Virus, le pistole si trasformano in termoscanner, di fatto richiamando sia la forma delle pistole sia la funzione intesa come “autorità” che, stante la pandemia, legittima o meno l’ingresso delle persone negli spazi pubblici e negli esercizi commerciali. Tecnicamente, invece, si tratta di un approccio stencil».

Quali progetti ha per il futuro? Dove potremo vedere i suoi lavori?

«Compatibilmente con l’emergenza sanitaria, preparo un’ambiziosa mostra personale. Intanto mi dedico con profitto alla digital art e mi avvicino sensibilmente alla crypto art. Ad ogni modo, le mie opere sono attualmente visibili sul mio sito e sul mio canale Instagram».

Articoli recenti

  • Mercato

Arte antica, moderna e contemporanea: tutti i top lot di Gonnelli Casa d’Aste

Da Galileo Chini a Murakami, le tre giornate di vendita della maison fiorentina hanno chiuso con un totale di €…

26 Maggio 2026 19:25
  • Progetti e iniziative

Ekrani i Artit 2026, a Shkoder il festival che rallenta il tempo delle immagini

Ekrani i Artit è il festival che porta in Albania il cinema sperimentale, la videoarte e la cultura visiva contemporanea:…

26 Maggio 2026 18:30
  • Mostre

Meglio riderci su. Ottant’anni di ironia nell’arte contemporanea

Da Piero Manzoni a Maurizio Cattelan, passando per piĂą di 130 artisti: al MAXXI di Roma Tragicomica racconta ottant'anni di…

26 Maggio 2026 17:01
  • Mostre

Non vedo nomi, vedo soltanto verbi. Edson Luli al Centro Trevi-Trevi Lab di Bolzano

"I don’t see any nouns, I see only verbs", in programma fino al 6 giugno a Bolzano, nell'ambito ddel festival…

26 Maggio 2026 16:45
  • Teatro

«L’odio nasce dal fallimento della società»: il teatro sporco di Dino Lopardo

Alla Primavera dei Teatri di Castrovillari con il volume "Affogo" e l’anteprima dello spettacolo "Rigetto", Dino Lopardo ci racconta la…

26 Maggio 2026 14:30
  • Fotografia

Yeast Photo Festival apre la Open Call per curatori europei e pugliesi

Yeast Photo Festival apre la Open Call for Curators 2026: candidature entro il 7 giugno per due progetti espositivi tra…

26 Maggio 2026 12:30