Giuseppe Maraniello, Ri-tratti – Chiesa dell’Immacolata – Castello Aragonese

di - 11 Settembre 2022

Ultime settimane per scoprire, presso il suggestivo scenario della Chiesa dell’Immacolata sul Castello Aragonese d’Ischia, la esposizione “Ri-tratti” di Giuseppe Maraniello curata da Giorgio Brandi collezionista e già curatore di mostre alla Torre di Guevara oltreché amico dello scultore napoletano trapiantato a Milano, conosciuto e apprezzato a livello internazionale, che ha con l’isola d’Ischia da tempo un legame profondo. La mostra visitabile dal 16 luglio al 18 settembre 2022 è stata organizzata dall’Associazione “Amici di Gabriele Mattera” con il patrocinio del Circolo G. Sadoul. Ancora una volta, grazie all’intraprendenza di Nicola e Anna Cristina Mattera, figli del compianto pittore ischitano che, primo tra tutti, intuì l’importanza del Castello come location ideale per l’arte contemporanea con le esposizioni di artisti come Vettor Pisani e Manzù, si conferma con la mostra di Maraniello l’efficacia dell’intuizione di Gabriele Mattera di farne luogo elettivo del connubio tra bellezza antica e moderna.

Giuseppe Marinello, RI-Tratti, Castello Aragonese, Ischia

Ancora una volta è l’isola di Ischia a fare da scenario alle opere del maestro, in perfetta continuità con la celebrazione che l’isola gli tributò nella primavera del 2004 con una grande mostra antologica alla Torre di Guevara che fu propizia per consolidare il rapporto di amicizia con essa. Nicola Mattera attuale deus ex machina degli eventi culturali al Castello Aragonese ci confessa l’intenzione di ospitare in modo permanente alcune delle opere che saranno dono e traccia indelebile del passaggio degli artisti sull’antico maniero. Così sarà per la serie di mascheroni che si stagliano sul fondo biaccato della Cattedrale dell’Immacolata, i quali, nati dalla visione, sono stati interpretati in forme flessibili e antropomorfiche, grazie alla sapiente manipolazione dei metalli, ferro e bronzo. Maraniello esprime la sua vena introspettiva in una serie di sculture facciali, che raccontano con intimismo acceso emozioni e sguardi inattesi. In esse l’ancestrale potenza della linea e la levità del segno si contrappongono alla consistenza metallica del bronzo di cui sono plasmate. L’uso dell’oggetto replicato in contesti alienanti rimanda all’Informale ma lo supera con l’introduzione di piccole raffigurazioni umane presenti nell’istallazione nella serie di Scherzi. In essa gli oggetti comuni, una pennellessa piuttosto che una serie di tubetti di colore ad olio, prendono vita in nuove inedite combinazioni che suscitano sensazioni di curiosità e spaesamento nell’osservatore catapultato nella dimensione ludica che rimanda all’infanzia, primigenia età dell’uomo dove tutto è possibile.

Giuseppe Marinello, RI-Tratti, Castello Aragonese, Ischia

Gillo Dorfles nel suo Ultime tendenze dell’arte di oggi, colloca Maraniello nella corrente della Transavanguardia italiana inserendolo nel filone degli artisti schieratisi su posizioni anti astratte, che hanno ripreso l’impiego di tradizionali materiali pittorici con “vaste campiture monocrome” dei quali ha affermato: “Dopo tante sperimentazioni a base di fuscelli di paglia, di sacchi, di fili di carta stampata manipolati con scritte e aggiunte criptiche, dopo tanto rifiuto del “fatto a mano” e dell’impasto cromatico, questi artisti mostrano di aver recuperato i fondamentali canoni della “Tela dipinta”. Giuseppe Maraniello dopo essersi dedicato alla fine degli anni ‘60 alla fotografia è passato al recupero della manualità, in un lavoro che non si connota come pittura o scultura, ma si serve della prima come supporto percettivo per la seconda e di questo percorso la esposizione RI- tratti ne è un saggio retrospettivo.

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Nasce ad Atri (Te), vive tra Roma dove ha insegnato per otto anni Italiano e latino nei Licei e Napoli dove è attualmente docente di Lettere, per due anni ha insegnato nella scuola primaria sperimentando l'insegnamento di discipline dell'area umanistico-linguistica e laboratori d'arte per i bambini. Laureata nel 2004 in Lettere moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, discutendo una tesi su Arte e Liturgia nei documenti del Concilio Vaticano II approfondendone gli studi da Pio X a Giovanni Paolo II. Nel 2005 frequenta il Corso di perfezionamento in Arte per la Liturgia alla Fondazione Staurós Italiana Onlus diretta da Carlo Chenis, partecipando a Giovani Artisti di-segnano il Sacro II. Nel 2006 consegue abilitazione all’insegnamento di materie letterarie frequentando la S.I.C.S.I. presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Nel 2007 si trasferisce a Roma dove nel 2008 consegue il Master di II livello in Beni Culturali Della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana dove approfondisce lo studio della Storia dell’arte moderna e dell’Iconografia con il Prof. Henrich Pfeiffer. Pubblicista dal 2004 su numerose riviste d’arte testate nazionali come Avvenire ed Exibart, saggista per alcuni artisti che segue costantemente nel loro percorso come Nikolaos Houtos, Sonny Insinna, Barbara Esposito, Luca Farina, Battista Marello, Francesca De Marinis. Dal 2006 è curatrice di mostre d’arte contemporanea istituzionali per Enti pubblici come il Comune di Ischia e Gallerie private. Ha collaborato durante il IV Convegno Internazionale Poetica & Cristianesimo tenutosi il 27e il 28 Aprile 2015 con Pontificia Università di Santa Croce di Roma, come relatore sul tema Scrivere per chi…scrivere perché… con l’intervento comunicazione su Bellezza da contemplare, bellezza da possedere.

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