Claire Fontaine, Left & Right, 2023, Pescia Fiorentina. Courtesy the artist and Hypermaremma, photo credit Daniele Molajoli
Due mani aperte, sollevate verso l’alto. La rappresentazione è molto semplice, il significato sembra essere immediato, a indicare un festeggiamento, una celebrazione. D’altra parte si tratta del linguaggio delle emoticon, diventato un vero e proprio sistema di comunicazione sempre più complesso, utilizzatissimo in maniera trasversale, da culture e società distanti. Ed è proprio questa specifica mimica iconica che è stata ripresa da Claire Fontaine per l’opera realizzata ad apertura della sesta edizione di Hypermaremma. Per il festival promosso dall’omonima associazione culturale – che dal 2019 ha portato tanti artisti a confrontarsi con il paesaggio della maremmano – il collettivo artistico fondato da James Thornhill e Fulvia Carnevale ha presentato Left & Right.
L’installazione, composta dalle due mani luminose, è stata collocata sul vertice di una struttura architettonica incompleta, destinata all’utilizzo rurale e situata sulla sommità di un colle nei terreni della Fattoria Stendardi, a Pescia Fiorentina. Proprio nella frazione del comune di Capalbio, Hypermaremma aveva già presentato anche un’altra opera site-specific, nel 2022, In Nature Nothing Exists Alone, di Claudia Comte.
Fondato nel 2004 a Parigi, il collettivo Claire Fontaine vive e lavora dal 2017 a Palermo. Il nome, che deriva da un noto brand francese di cancelleria, trae ispirazione dalla celebre Fontana di Marcel Duchamp per enfatizzare la pratica neo-concettuale perseguita dagli artisti, che punta a mettere in discussione la questione dell’autorialità, rielaborando in particolare le iconografie legate all’immaginario popolare. L’indagine artistica è costantemente incentrata sulla realtà, intesa come materia da rielaborare attraverso l’utilizzo di vari media. Cifra distintiva sono le opere luminose, che recuperano lo stile delle insegne stradali.
Left & Right è l’esito di una ricerca sulle emoticon più utilizzate, in grado di esprimere, all’interno di messaggi stilizzati, stati d’animo o emozioni senza il mezzo della parola. «Trasporre la storia delle emoticon’ all’interno di una ricerca artistica risulta un atto di estremo interesse per tramutare simboli immediati in parole internazionali, superando così le barriere linguistiche generate dai diversi idiomi e dando vita a una nuova forma espressiva globale», spiegano da Hypermaremma.
«L’opera luminosa diventa così un messaggio ultraterreno sospeso nel vuoto, durante le ore notturne, e un messaggio subliminale che enfatizza i resti dell’intervento dell’uomo sul pianeta, nelle ore diurne, attivando, ancora una volta, un dialogo con la natura insito nella missione del progetto Hypermaremma».
Negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano, a Mondovì, una mostra riunisce le opere dei maestri del Surrealismo, dai primi…
Al Museo Lercaro di Bologna, il duo Antonello Ghezzi racconta la nascita di un’opera impossibile: dal fallimento di un progetto…
Il pittore newyorkese si unisce alla mega-galleria di Zwirner, presto lo vedremo in fiera a Frieze Los Angeles e in…
Al SAC - Spazio Arte Contemporanea di Livorno, il primo capitolo di una serie espositiva pensata come laboratorio aperto sulla…
La Direzione Generale Creatività Contemporanea ha pubblicato l'avviso pubblico per la selezione dell'incarico di curatore del Padiglione Italia alla Biennale…
A cinquant’anni dalla Biennale Arte 1976, la Biennale di Venezia ripercorre il progetto di Janus dedicato a Man Ray, trasformando…