Polys Peslikas, NOTTE, 2020 Dittico, olio su tela montata su legno / diptych, oil on canvas mounted on wood, cm 50 x 60 x 2,5 ognuno/each Courtesy: l’artista e Vistamare/Vistamarestudio, Pescara/Milano Photocredit: Gino Di Paolo
“Luoghi di instabilità e trasformazione”: così possono essere definiti i dipinti dell’artista cipriota Polys Peslikas (Limassol 1973) , protagonista di una personale alla galleria Vistamare di Pescara, aperta fino al 12 febbraio 2021. Polys vive a Londra ed ha una carriera che lo ha portato a rappresentare Cipro alla Biennale di Venezia del 2017. La sua pittura, delicata e rarefatta, è giocata su un registro figurativo ed appare molto consapevole, anche grazie alla metodologia del palinsesto, che lo porta a procedere per velature sovrapposte, fino ad ottenere un effetto Fluo particolarmente spiccato.
Peslikas presenta da Vistamare dipinti incentrati su tre diversi soggetti: una divisa da marinaio vista da dietro, una serie di nature morte con elementi marini e uno sgabello isolato in una stanza. “L’artista estrae da un’immagine una particolare qualità formale e la lascia manifestarsi in modo spontaneo, quasi fosse un organismo vivente” scrive Alessandro Rabottini nel testo che accompagna la mostra. Le immagini scelte da Polys hanno un’origine ben precisa: inquadrature da film come Sebastiane di Derek Jarman o Querelle de Brest di Rainer Fassbinder, nature morte del Settecento francese , interni domestici dal sapore metafisico. Nelle sale della galleria le tele, di dimensioni medie o piccole, sono disposte in maniera attenta e precisa, sottolineando la rarefatta ossessione dell’artista per creare atmosfere sospese e metafisiche, riprendendo addirittura lo stesso soggetto in periodi diversi dell’anno.
“Polys Peslikas si confronta con questo campo di iconografie e lo trasforma in un caleidoscopio ossessivo di memorie, in un deposito mutevole di frammenti distanti nel tempo” aggiunge Rabottini. Così, tra suggestioni vicine alle nature morte di Filippo De Pisis, questi dipinti si sedimentano nello spazio in maniera morbida, come tappe evanescenti di una narrazione fantasmatica ma non priva di un’intima solennità.
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