Inserzioni: il Castello di Rivoli celebra 40 anni con nuove commissioni d’artista

di - 19 Agosto 2025

Nell’ambito delle celebrazioni per i suoi 40 anni, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenterà, dal 25 settembre 2025, la prima tappa di Inserzioni, un nuovo format espositivo a cura del direttore Francesco Manacorda, che prevede la commissione di nuove opere in dialogo con le sale storiche del museo. Una forma di intervento che è anche narrativa e politica, pensata per rinnovare l’impostazione dell’istituzione verso una museologia partecipata, dinamica e plurale. Per un museo, commissionare nuove opere significa infatti assumere un rischio e, allo stesso tempo, un impegno: affidarsi agli artisti per ridefinire il presente e per archiviarne le tracce da affidare alla posterità. Guglielmo Castelli, Lydia Ourahmane e Oscar Murillo sono i protagonisti della prima edizione di questo ciclo che, con cadenza semestrale, trasformerà porzioni della collezione in una mostra in evoluzione.

A loro si affiancherà Adji Dieye, vincitrice del premio Collective 2025. Tra le novità, anche due nuove acquisizioni finalizzate grazie al sostegno del bando PAC del Ministero della Cultura, Mare con gabbiano (1967) di Piero Gilardi e la serie fotografica a.C. (2017) di Roberto Cuoghi, che andranno ad ampliare la prestigiosissima raccolta del museo.

Inserzioni: arte come completamento

Come dichiarato dal museo, con le commissioni di Inserzioni, l’identità incompiuta del Castello di Rivoli diventa punto di forza per interventi site specific. Seguendo la visione avviata da Rudi Fuchs con Ouverture nel 1984, ogni artista è invitato a “completare” simbolicamente le sale. Guglielmo Castelli, torinese classe 1987, popolerà la Sala dei Continenti con personaggi fragili, ambigui, in bilico tra scenografia e diario. Sculture in miniatura, tavoli appositamente progettati, maquette e dipinti monumentali, comporranno un ecosistema sospeso, dove infanzia e caduta si rincorrono in dense atmosfere teatrali.

Guglielmo Castelli, Dining room, 2025, materiali vari, dimensioni variabili. Foto Nicola Morittu, Courtesy l’artista, Mendes Wood DM, Sao Paolo-Bruxelles-New York-Paris, Sylvia Kouvali, London-Piraeus

L’artista algerina Lydia Ourahmane ha concepito con la sorella Sarah una composizione per tre cantanti ipovedenti. Le partiture, incise in Braille lungo le pareti, generano una musica da leggere con le dita e da interpretare con il corpo, mentre i performer attraverseranno gli spazi cantando. L’opera si fa così architettura sonora, esperimento percettivo, rito corale che amplifica le potenzialità dell’errore e della memoria.

Lydia Ourahmane e Daniel Blumberg, Sync, 2022, performance di 24 ore, KW Institute for Contemporary Art, Berlin, 1-2 ottobre 2022 Foto Frank Sperling Courtesy gli artisti

Il colombiano Oscar Murillo presenterà A see of history, un’installazione immersiva composta da 48 tele della serie Disrupted Frequencies, disposte orizzontalmente nella Sala 18 come un affresco caduto. Le tele, frutto di un progetto partecipativo avviato nel 2013, raccolgono i segni lasciati da studenti di tutto il mondo su banchi scolastici. Sopra questi frammenti Murillo interviene con pigmenti blu, evocando un “mare” di memoria collettiva, sospeso tra storia e geografia. L’opera sarà acquisita dal museo.

Oscar Murillo, disrupted frequencies (Ukraine, Japan, Germany, Nepal, Iceland), 2013-2025, 185 x 185 cm. Foto: Tim Bowditch Courtesy l’artista © Oscar Murillo

Nuove acquisizioni: memoria, ecologia, processualità

A inserirsi nel tessuto della collezione anche Adji Dieye, con Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly (2021), opera che indaga la costruzione dell’identità nazionale e le sue derive visive e architettoniche. Nata a Milano nel 1991 e attualmente di base tra l’Italia e Dakar, Dieye è risultata vincitrice della seconda edizione del Premio Collective 2025, che prevede l’acquisto di un’opera.

Adji Dieye, C/O Berlin, 2021, Installationsansichten, © C/O Berlin Foundation

Il museo omaggia inoltre la memoria di Piero Gilardi con Mare con gabbiano (1967), uno dei primi Tappeti-natura, opera emblematica del suo pensiero ecologico ante litteram. A questa si affiancano una rara Macchina per discorrere (1963) e documenti d’archivio, in collaborazione con la Fondazione Gilardi. Infine, la serie a.C. (2017) di Roberto Cuoghi viene esposta per la prima volta: fotografie di esperimenti scultorei e decomposizioni condotte nello studio dell’artista, realizzate per il progetto Imitatio Christi alla Biennale di Venezia 2017.

Condividi
Tag: Adji Dieye Castello di Rivoli - Museo d'Arte Contemporanea francesco manacorda Guglielmo Castelli Lydia Ourahmane Oscar Murillo Piero Gilardi Roberto Cuoghi torino

Articoli recenti

  • Mostre

Lungo la scia delle lucciole: la nuova mostra da Atipografia

Mats Bergquist, Marco Tirelli, Silvia Inselvini e Loes Van Roozendaal sono i protagonisti della mostra collettiva “L’ombra delle lucciole” presentata…

1 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Dalla finestra allo schermo: Flavio de Marco riscrive la storia della pittura in formato digitale

La mostra Screen Life di Flavio de Marco alla Villa delle Rose di Bologna attraversa l’intera vicenda artistica dell’artista, dagli esordi alla…

28 Febbraio 2026 17:30
  • Mercato

La fiera boutique MAZE Art, a St. Moritz, crea un dialogo coerente tra luogo, opere e persone

Nel cuore dell’Engadina, circa trenta gallerie internazionali danno vita a un microcosmo raffinato che intreccia maestri antichi, arte del Novecento…

28 Febbraio 2026 17:22
  • Architettura

Lina Ghotmeh trasformerà il cortile di Palazzo Litta in un labirinto per la Milano Design Week 2026

Metamorphosis in Motion è l’installazione site specific firmata dall’archistar libanese Lina Ghotmeh per la commissione di MoscaPartners a Palazzo Litta,…

28 Febbraio 2026 14:30
  • Musei

Elvira Dyangani Ose lascia il MACBA di Barcellona. Tensioni e un incarico ad Abu Dhabi: ecco cosa sta succedendo

Elvira Dyangani Ose si dimette da direttrice del MACBA dopo il confronto con la governance del museo di Barcellona sulla…

28 Febbraio 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Biennale 2026, il Padiglione Spagna come museo del residuo: il progetto di Oriol Villanova

Un'installazione di cartoline, per riflettere sull'archivio come dispositivo politico, contro la fragilità della memoria: il progetto di Oriol Vilanova per…

28 Febbraio 2026 12:30