Isolation di Fabian Knecht, il white cube nella natura

di - 29 Settembre 2019

Non è una galleria, non sono riproduzioni di piante. È Isolation di Fabian Knecht, installazione immersiva in forma di white cube situata nei pressi della cittadina tedesca di Buckow, a est di Berlino. Più specificamente nel bel mezzo di una foresta, nel parco naturale di Märkische Schweiz, dove Knecht ha deciso di attuare un’opera paradossale in cui espositore ed esposto s’includono vicendevolmente.

Fabian Knecht, Isolation, 2019 (courtesy of Alexander Levy)

Anzichè portare la natura in una galleria, l’artista ha infatti scelto di portare una galleria nella natura, costruendola in base alle “opere” esposte e al percorso da lui pensato: una galleria sviluppata a partire dal suo contenuto. E le opere esposte sono veri e propri frammenti di paesaggio, selezionati dall’artista e nitidamente isolati dai 180 metri quadri di ambienti in stile white cube da lui costruiti.

Fabian Knecht, Isolation, 2019, vista dall’alto (courtesy of Alexander Levy)

Una galleria che diviene dunque parte dell’opera, il cui fine ultimo è una rieducazione allo sguardo, alla contemplazione, allo stupore di ciò che da sempre ci circonda. Isolation intende risvegliare l’arcaica meraviglia dell’ammirare la natura, così com’è e come è sempre stata, con un semplice gesto: l’isolamento.

Fabian Knecht, Isolation, 2019 (courtesy of Alexander Levy)

Nello scegliere e isolare piccole porzioni di paesaggio, Knecht le “accende” e stimola lo spettatore ad osservarle come si guarda un fiore colto da un prato fiorito. L’effetto decontestualizzante delle pareti bianche, infatti, canalizza l’attenzione e trasforma il campione di paesaggio in un microcosmo con le sue peculiarità interne, analogie, rimandi, differenze. Una moltitudine di dettagli e relazioni che molto spesso non si è abituati a cogliere durante una normale passeggiata.

Fabian Knecht, Isolation, 2016 (courtesy of Alexander Levy)

Isolation di Knecht è insomma un percorso in cui artificio e natura s’incontrano in maniera inedita, aiutando lo spettatore a focalizzarsi sulla complessissima semplicità della natura in un momento storico in cui un po’ di attenzione all’ambiente non guasta di sicuro.

Articoli recenti

  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50
  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10