It’s a Mad Mad Mad Mad World #32. Intervista a Lucia Cristiani

di - 17 Dicembre 2021

Milano Art Guide ed exibart presentano It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World, un atlante della fotografia degli anni 2020, da scoprire ogni settimana su Instagram. L’ospite di questa settimana è Lucia Cristiani. Per dare un’occhiata al takeover nelle stories del nostro account instagram, vi basta cliccare qui.

#ItsaMadMadMadMadWorld: intervista a Lucia Cristiani

A cosa stai lavorando?

«In questi ultimi mesi sto lavorando a una serie di opere dal titolo Dove ogni cosa resta attualmente esposte in tre differenti mostre: nella galleria The Address a Brescia per la mostra Pelle d’oca, nello spazio espositivo di Spazio Mensa per la mostra Porta Portese a cura di Gaia Bobò a Roma e presso la sede di Viafarini.work per la mostra Macina a cura di TreTre. Dove ogni cosa resta è serie di nuovi lavori che nascono dal legame profondo che ho instaurato negli anni con la città di Sarajevo, i suoi simboli, il suo paesaggio e le persone che abitano quel luogo. In questa fase della mia ricerca mi è molto cara la percezione del bilico, un equilibrio instabile, esistenziale, fisico ed emotivo come condizione indispensabile per sviluppare narrazioni aderenti al sentimento che ricerco, tanto intenso quanto precario.»

Come trovi ispirazione per il tuo lavoro? E cosa ti ispira di più?

«Mi colpisce il rapporto fra il paesaggio, coloro che lo vivono e gli oggetti che lo caratterizzano. Nelle mia ricerca il paesaggio è inteso come paesaggio naturale, politico, storico, personale, come esperienza umana. Indago la percezione del sé individuale e collettivo attraverso la memoria degli oggetti e della loro relazione con gli individui. Attraverso la mia pratica ricerco la narrazione come istintiva condizione umana di costruzione di identità.»

Cosa significa fotografare negli Anni Venti del Duemila?

«Significa far saltare in aria una macchina e poter rivivere quel momento da dentro l’abitacolo. Significa avere traccia di una performance con una squadra di pallanuotisti e diecimila palline. Significa documentami mentre mi immergo nell’acqua gelata per raccogliere radici da un fiume e potermi ricordare, a distanza di tempo, che il freddo nelle ossa era lo stesso di una notte del dicembre 2019, quando, a -27° guardavo con Maida Sarajevo dall’alto, con la neve che ci arrivava alle ginocchia.»

Il 2020 in una foto?

Biografia

Lucia Cristiani nasce a Milano nel 1991, vive e lavora tra Milano e Sarajevo. Fra le mostre personali: Temporary North Star, a cura di Gabriele Tosi, Localedue, Bologna (2020); How far should I go to explode?, House of Displacement, a cura di CampoBase, promosso da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2019); Hyper-faded Ordinary Life, a cura di Carlo Sala presso Tra, Treviso Ricerca Arte, Ca’ dei Ricchi, Treviso (2018); The Grace of Maybe a cura di Patrizia Nuzzo e UNA Galleria presso Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Verona (2017); This will fix you, a cura di Gloria Paolin, presso t-space, Milano (2016). Fra le mostre collettive: Porta Portese, a cura di Gaia Bobò  presso SpazioMensa, Roma (2021); Pelle d’oca presso The Address Gallery, Brescia (2021); Macina a cura di TreTre presso Viafarini.work, Milano (2021); L’amor che move il sole e l’altre stelle, a cura di Massimiliano Finazzer Flory, Citylife, Milano(2021);
 To Make Something of Myself, DAS, a cura di Rossella Farinotti, Milano (2019); Immersione Libera a cura di Giovanni Paolin in collaborazione con Galleria Continua presso i Bagni Misteriosi di Milano (2019); International Pilot Film Festival #1° cura di Matthieu Reijnoudt e Koen Kievits, Arnhem (2018); VideoSalon presso Duplex 100 m2 Gallery, a cura di Pierre Courtin, Sarajevo (2016). Fra le residenze e i workshop si segnala: ArteVisione, a cura di Careof e Sky Arte, visiting Professor Omer Fast, Milano (2017).

Info: Instagram

Per le altre interviste di It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World potete cliccare qui.

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