JR torna a Venezia, con uno dei suoi progetti monumentali e partecipativi. Dopo L’Observatoire del 2024, in collaborazione con il Venice Simplon-Orient-Express, e l’intervento Dreams in Transit del 2025 sulle Procuratie di Piazza San Marco, l’artista francese sceglie ora Palazzo Ca’ da Mosto, sede di The Venice Venice Hotel, per una nuova opera che sarà presentata il 5 maggio 2026, durante la settimana di apertura della 61ma Biennale d’Arte.
Il progetto si intitola Il Gesto e prende avvio da una rilettura contemporanea de Le Nozze di Cana di Paolo Veronese, dipinto realizzato nel 1563 per il monastero veneziano di San Giorgio Maggiore e oggi conservato al Louvre. JR ne riprende la struttura corale del banchetto, trasferendola nel presente attraverso i volti e le storie di 176 persone, tra ospiti, volontari e chef, legate alla comunità di Refettorio Paris, una piattaforma culinaria comunitaria e anti-spreco.
Come spesso accade nella pratica dell’artista, l’immagine è l’esito di un processo di partecipazione. Ogni volto fotografato porta con sé una voce registrata, componendo un archivio sonoro e visivo che restituisce dignità a chi spesso resta ai margini della narrazione. Il banchetto diventa così una metafora di inclusione, una tavola condivisa, luogo di incontro e trasformazione sociale. «Riunendo persone di diverse origini in un’unica composizione, mi chiedo: quale idea di comunità stiamo costruendo oggi? Chi è veramente visibile? Chi è invitato a sedersi a tavola?», afferma JR.
Dal 5 maggio e per tutta la durata della Biennale, il progetto sarà ospitato negli spazi di The Venice Venice Hotel. Durante la settimana di vernice della Biennale, dal 5 al 9 maggio, inoltre, l’opera uscirà all’esterno, occupando temporaneamente la facciata di Palazzo Ca’ da Mosto. I volti dei protagonisti emergeranno dall’architettura veneto-bizantina del palazzo, visibili dal Canal Grande e dall’area di Rialto.
Il percorso proseguirà al Secondo Piano Nobile, dove l’installazione avvolgerà il grande salone e condurrà il pubblico verso un arazzo monumentale di 4,30 per 7,80 metri, tessuto dal Maestro Giovanni Bonotto e prodotto dalla Fondazione Bonotto. Realizzato con filati ricavati da plastica riciclata, lana vergine, cotone biologico e carta washi, l’arazzo richiede circa 600 ore di ricerca e produzione, stabilendo un ponte tra patrimonio tessile veneziano, sperimentazione contemporanea e responsabilità ambientale.
L’installazione interna sarà visitabile su prenotazione tramite piattaforma dedicata, con la possibilità di sostenere un’associazione benefica locale attraverso una donazione volontaria.
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