La fontana di Kara Walker alla Tate Modern per Frieze London

di - 3 Ottobre 2019

Tra i vari appuntamenti sparsi per Londra durante la settimana di Frieze London, va segnata l’inaugurazione alla Tate Modern di Fons Americanus di Kara Walker, come preannunciato. Il 2 Ottobre le porte della Hyundai Turbine Hall si apriranno per svelare la monumentale fontana di 13 metri installata dall’artista americana al centro dello spazio, dove rimarrà fino al 5 aprile 2020.

Una grande Venere africana da cui zampillano 35mila litri d’acqua si staglia su due vasche ellittiche e concentriche, dove emergono elementi che rimandano alla storia della schiavitù e della segregazione del popolo nero. Questa grande installazione in argilla e jesmonite, una resina che riproduce l’effetto della scultura su pietra, si ispira con un certo cinismo al Victoria Memorial di fronte a Buckingham Palace ma contiene anche riferimenti più o meno nascosti alla storia dell’arte, ad esempio alla Slave Ship (1840) di William Turner o a The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living (1991), il mitico squalo di Damien Hirst.

Victoria Memorial (1911), il monumento a cui si è ispirata Kara Walker

Con Fons Americanus, Kara Walker ha installato nel cuore dell’ex Impero Britannico un imponente monumento che intende indagarne i capitoli più oscuri, con forti riferimenti al commercio transatlantico degli schiavi e alle storie interconnesse di Africa, America ed Europa, che sono tra le principali tematiche del suo lavoro.

La venere di Fons Americanus

Il lavoro di Kara Walker (New York, 1969) esplora con candida schiettezza temi come la razza, la sessualità e la violenza. È principalmente nota per le sue installazioni con sagome di carta ritagliata, spesso riferite a frangenti della storia della schiavitù e degli imperialismi colonialisti.

Kara Walker (courtesy of Ben Fisher)

Durante la settimana di Frieze London, alla Tate sarà inoltre possibile inoltre visitare Olafur Eliasson: In Real Life, Pan Daijing: Tissues e The Absent Hour, Dóra Maurer, Kemang Wa Lehulere: I cut my skin to liberate the splinter.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Yes We Fluxus! Party Chiari e Amicizie Fluxus. Giuseppe Chiari alla Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta

L'arte è facile, diceva Chiari. E la Galleria Susanna Orlando ne abbraccia la filosofia: cinquant'anni di attività celebrati con una…

26 Aprile 2026 21:26
  • Mercato

A Hong Kong, Christie’s mette all’asta la calligrafia

Calligrafia e pittura cinese protagoniste da Christie’s. In vendita opere rare di Wang Shouren, Tang Yin e il celebre Twin…

26 Aprile 2026 19:13
  • Cinema

«Fellini dirigeva immobile mentre tutto oscillava». Intervista al grande scenografo Dante Ferretti

83 anni, tre Oscar, cinque film con Fellini e nove con Scorsese: ai Musei di San Salvatore in Lauro, una…

26 Aprile 2026 14:00
  • Progetti e iniziative

Musei diffusi: l’arte alpina dell’Hotel Bellevue di Cogne

Fondato nel 1925, l'Hotel Bellevue di Cogne è una "casa" dove l'arte alpina non si guarda in teca, ma si…

26 Aprile 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #201, altre forme di identità culturali e pubbliche: Lorenzo Castore

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

26 Aprile 2026 9:30
  • Mostre

The Only True Protest is Beauty: il debutto veneziano di Dries Van Noten

Fino al 4 ottobre, la mostra inaugurale di Fondazione Dries Van Noten trasforma l’opulenza in uno spazio di riflessione, dove…

25 Aprile 2026 22:27