Forse non piaceranno proprio a tutti e, in effetti, il loro aspetto, per quanto affascinante, in alcuni casi appare a noi esseri umani un tantino “alieno”, così estraneo. Eppure, gli insetti sono tra gli abitanti più preziosi di questo pianeta, lavoratori instancabili, impollinano, riciclano sostanze organiche, regolano la presenza di parassiti e, last but not least, sono una ottima fonte di cibo per altri animali. Se non ci fossero loro noi non avremmo alcuna speranza di sopravvivenza. Sono tanti, più della metà della fauna selvatica presente sul nostro pianeta ma, secondo uno studio del 2020 pubblicato su Science, negli ultimi 30 anni si è perso più del 20% della biomassa degli insetti terrestri. Le cause di questa moria sono tante, dai pesticidi per l’agricoltura sempre più aggressivi e diffusi, all’erosione degli habitat naturali e anche se il numero degli insetti d’acqua sembra salire dell’1,08% all’anno, questo crollo rappresenta un segnale critico, l’ennesimo, come se non bastasse una pandemia. A ricordare l’importanza degli insetti, c’è High Line Art, il parco urbano di arte contemporanea recuperato tra i resti della ferrovia sopraelevata di New York e diretto da Cecilia Alemani, che il 25 settembre 2021 presenterà Insectageddon, festival ideato da Cecilia Vicuña.
Artista e poetessa di base a New York ma originaria di Santiago del Cile, finalista all’edizione 2020 dell’Hugo Boss Prize, Vicuña lavora spesso sulle mutevoli connessioni tra il regno naturale e la sfera politica. Nei suoi precarios, lavori composti da detriti naturali e industriali, e nei quipus, grandi installazioni sospese fatte di matasse annodate di lana non filata, racconta poeticamente l’impermanenza delle realtà materiali nel nostro mondo, celebrando la magia dei momenti di trasformazione e sottolineando il lutto della bellezza della natura, una perdita tutti noi, quotidianamente, precipitiamo.
Per Insectageddon, Vicuña ha inviato artisti, attivisti, scienziati, studiosi del cambiamento climatico ed entomologi a riflettere insieme per informare il pubblico sulle possibili cause e sugli effetti disastrosi di questa strage silenziosa, attraverso una serie di performance multidisciplinari e interattive, lecture di poesie, workshop e proiezioni. Le esibizioni saranno allestite con costumi colorati da insetti e scenografie progettate da Gregory Corbino in collaborazione con Vicuña. Tra i vari interventi previsti per la giornata, Francisca Benitez e Sunder Ganglani presenteranno Bombus impatiens and other harmonies, un duetto vocale ispirato ai nomi latini degli insetti che popolano la High Line. Christy Gast accompagnerà il pubblico in una passeggiata performativa intorno al goldenrod, una pianta nativa che si trova in diversi ambienti della ferrovia sopraelevata. Sarà infine proiettata una rassegna di video e cortometraggi incentrati sulla creatività degli insetti, realizzati da artisti e filmmaker come Isabella Rossellini, Pedro Neves Marques, Matthew C. Wilson, Maria Fernanda Cardoso.
E non è finita qui, a partire da oggi, è possibile anche adottare uno degli insetti della High Line: l’adorabile bombo, Bombus griseocollis, che oltre a essere pacioccoso è anche uno degli impollinatori più preziosi del parco, oppure la laboriosa ape operaia, la Xylocopa virginica, che spesso si vedono scavare nei tronchi caduti per costruire nidi, e ancora la seducente farfalla a coda di rondine, la Papilio troilus, che ama frequentare le pozze d’acqua e abbaglia con la sua bellezza. Ogni adozione viene accompagnata da un certificato digitale personalizzato.
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