"Arnaldo Pomodoro. Il Grande Teatro delle Civiltà", Palazzo della Civiltà Italiana, Roma, 2023
Benvenuti nel mondo di Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, 1926) e nel suo Grande Teatro delle Civiltà. Potrebbe essere questo il messaggio di accoglienza per i visitatori del Palazzo della Civiltà italiana di Roma, dove ha appena preso il via la grande mostra dedicata a uno dei più importanti scultori contemporanei, frutto della collaborazione tra la Fondazione Arnaldo Pomodoro e Fendi. Una partnership di cui avevamo già parlato in precedenza (qui), che è però più ampia e non limitata a questa esposizione, volta a unire il rispetto per l’eredità storica al sostegno e alla diffusione dei linguaggi artistici contemporanei e alla ricerca di nuove forme di collaborazione basate sulla sostenibilità e l’innovazione. Ma intanto, quello di cui possiamo già godere, è questo primo, importante passo. Con una mostra tutt’altro che banale e che non passerà certo inosservata. Anzi.
Concepita per la sede del Palazzo della Civiltà Italiana di Roma, l’esposizione rappresenta un grande “teatro” autobiografico – al contempo reale e mentale, storico e immaginifico – la cui messa in scena è introdotta da quattro sculture poste ai quattro angoli esterni del Palazzo. Varcato il vestibolo d’ingresso, la mostra si articola come un’opera in due atti e un intermezzo corrispondenti alle due sale principali, fra loro speculari, e al passaggio di raccordo retrostante. Presentando una selezione di opere dell’artista che procedono dalla fine degli anni ’50 a oggi e che, insieme a materiali documentari consultabili dal pubblico, evocano il suo studio/archivio.
Nel suo insieme, Il Grande Teatro delle Civiltà esplora la pervasiva interdipendenza nella pratica di Pomodoro fra le arti visive e quelle sceniche e drammaturgiche, così come fra la realizzazione dell’opera finale e la dimensione della sua concezione progettuale. Concretezza e utopia, segno e archetipo, materia e visione, tridimensionalità dell’opera e bidimensionalità del documento, condivisione nello spazio pubblico e ricerca personale condotta nello studio e nell’archivio si integrano delineando un continuum, da cui emergono molteplici riferimenti alle tante “civiltà” a cui tutte le opere di Pomodoro costantemente rinviano: tracce evanescenti di civiltà arcaiche, antiche e moderne, o anche solo fantastiche, da cui originano forme, segni e materie indefinibili, appartenenti sia all’archeologia sia alla futurologia, che rifondano le nostre conoscenze e i nostri immaginari, la nostra esperienza del tempo e dello spazio, della storia e del mito, così come la nostra relazione, in quanto esseri umani, con le altre specie viventi e la natura.
Un grande teatro in cui sono ripercorsi gli oltre settant’anni di ricerca di Arnaldo Pomodoro, durante i quali l’artista non ha mai smesso di ricercare, evolvere, stupire. E continua a farlo ancora oggi.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia presentano, finalmente riunito, uno dei cicli meno visti della pittura veneziana del Cinquecento: quello delle…
Negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano, a Mondovì, una mostra riunisce le opere dei maestri del Surrealismo, dai primi…
Al Museo Lercaro di Bologna, il duo Antonello Ghezzi racconta la nascita di un’opera impossibile: dal fallimento di un progetto…
Il pittore newyorkese si unisce alla mega-galleria di Zwirner, presto lo vedremo in fiera a Frieze Los Angeles e in…
Al SAC - Spazio Arte Contemporanea di Livorno, il primo capitolo di una serie espositiva pensata come laboratorio aperto sulla…
La Direzione Generale Creatività Contemporanea ha pubblicato l'avviso pubblico per la selezione dell'incarico di curatore del Padiglione Italia alla Biennale…
Visualizza commenti
Che meraviglia, grazie!!