L’estate senza fine: la personale parigina di Hiroshi Nagai alla Sato Gallery

di - 1 Agosto 2025

Attraverso paesaggi assolati, piscine tranquille, palme immobili e cieli infiniti, l’universo di Nagai ci invita a una fuga sensoriale, sospesa tra il sogno californiano e la memoria giapponese. La sua prima mostra parigina alla Sato Gallery di Nagai è un’onda visiva tra Palm Springs e la Napa Valley, tra le piscine di perpetua memoria di David Hockney e la vacanza che tutti abbiamo sognato almeno una volta nella vita.

Nel cuore del quartiere Marais a Parigi, c’è una galleria dedicata alla scena artistica giapponese contemporanea; la Sato Gallery. Si distingue per un programma esigente e sensibile che esplora le molteplici sfaccettature della scena nipponica con i suoi linguaggi e medium; dalla pittura all’illustrazione, dalla scultura fino all’arte digitale.

Hiroshi Nagai, Somewhere, It’s Still Summer, Sato Gaallry

L’attuale personale, in corso fino al 9 agosto 2025, è dell’artista Hiroshi Nagai, figura emblematica dell’arte contemporanea giapponese e pioniere dell’estetica pop urbana. Legato profondamente all’ambiente della musica è diventato famoso disegnando le copertine della scena pop giapponese, in particolar modo il successo del 1981 A Long Vacation di Eiichi Ohtaki. Nel corso dei decenni, Nagai si è affermato come punto di riferimento estetico intergenerazionale, ispirando sia gli appassionati di musica nostalgica sia i movimenti contemporanei come il vaporwave, che ha ampiamente adottato i suoi codici visivi. Oggi la sua opera è celebrata per la sua capacità unica di evocare evasione, luce e il ricordo di un’estate senza fine.

Autodidatta, il suo stile influenzato da David Hockney, René Magritte, Edward Hopper, va dal surrealismo e alla Pop Art, coniugando la precisione grafica con l’atmosfera onirica. Costruisce un linguaggio visivo molto personale in cui le composizioni rigorose incontrano colori schietti e luminosi. Il silenzio che abita le sue scene evoca una temporalità sospesa, vicina al sogno.

In questa cornice onirica, le sue opere sono un frame perfetto tratto da The Player di Robert Altaman o da American Gigolò diretto da Paul Schrader. Uno scenario estetico idilliaco nel quale perdersi per ritrrovarsi. Intitolata Somewhere, It’s Still Summer, la mostra presenta una selezione di stampe in edizione limitata, prodotte in Giappone, che celebrano la bellezza luminosa e nostalgica dell’estate eterna.

Attraverso paesaggi assolati, piscine tranquille, palme immobili e cieli azzurri infiniti, l’universo di Nagai ci invita a una fuga sensoriale, sospesa tra il sogno californiano e la memoria giapponese. La sua prima mostra parigina alla Sato Gallery è un’onda visiva tra Palm Springs e la Napa Valley, tra le piscine di perpetua memoria di David Hockney e la vacanza che tutti abbiamo sognato almeno una volta nella vita.

Hiroshi Nagai, Somewhere, It’s Still Summer, Sato Gaallry

Più che una stagione, qui l’estate diventa uno stato d’animo come quella predisposizione che la California esercita nell’immaginario, irradiando un’ideale dell’estate: luminosa, distante, senza tempo. È questa particolare vibrazione, solare e malinconica al tempo stesso.

La mostra vuole rivolgersi sia agli amanti della cultura giapponese, sia agli amanti dell’arte, del design e della grafica. Esplora il legame tra l’immagine e la memoria, tra cultura pop e la contemplazione zen, in un formato raffinato e immersivo nel quale la semplicità ed efficacia dell’allestimento fa da padrone. La stessa architettura del cortile del palazzo, dove risiede la galleria, ricorda un gioiello da trovare e custodire. Questa mostra è un invito a rallentare, a contemplare, a ricordare.

@https://twitter.com/camillaboemio

Scrittrice d'arte, curatrice e teorica la cui pratica indaga l'estetica contemporanea; nel 2013 è stata curatrice associata di Portable Nation, il padiglione delle Maldive alla 55.° Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, dal titolo Il Palazzo Enciclopedico; nel 2016 è stata curatrice di Diminished Capacity, il primo padiglione della Nigeria alla XV Mostra Internazionale di Architettura, con il titolo Reporting from the Front; nello stesso anno ha partecipato a The Social (4th International Association for Visual Culture Biennial Conference) alla Boston University. Nel 2017, ha curato Delivering Obsolescence: Art Bank, Data Bank, Food Bank, un Progetto Speciale della 5th Odessa Biennale of Contemporary Art. E’ membro della AICA (International Association of Arts Critics). Boemio ha scritto e curato libri; ha contribuito con saggi e recensioni a varie pubblicazioni internazionali, scrive regolarmente per le riviste specializzate, e i siti web; ha tenuto parte a simposi, dibattiti e conferenze in musei e festival internazionali.

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