Ha inaugurato il 26 settembre, all’ultimo piano di The Yard, nel cuore di Manhattan a New York, la mostra “The multinatural shape of tomorrow”, dell’artista italiano Sasha Vinci. Il progetto, a cura di SARACROWN e Diego Mantoan, è realizzato con il supporto e la collaborazione della galleria aA29 Project Room. La personale è parte di una lunga ricerca dell’artista sulla natura in rapporto con l’uomo nel contesto urbanizzato.
Le opere di Sasha Vinci in esposizione a New York con grande delicatezza e speranza, presentano al pubblico alternative alle devastanti conseguenze derivate dall’era dell’antropocene. L’artista dà vita a opere simboliste che illustrano concretamente la compenetrazione tra natura e uomo, ispirandosi alla Grande Mela. Nelle immagini vengono proposti incroci tra umanità, flora e fauna, enti complementari che si uniscono attraverso lo sguardo dello spettatore, per dare vita a nuovi legami.
Il cuore della mostra è in una profonda riflessione che riguarda la deriva del pianeta, ormai iper-urbanizzato e sconvolto dall’azione umana. Nel tempo, l’umanità ha assunto un ruolo sempre più ingombrante sulla Terra, che da semplice abitante si è trasformato in agente infestante in grado di distruggere la natura. La profondità della ferita che l’ambiente riporta è ancora rimarginabile. Immaginando nuove modalità di interazione con la natura, l’artista italiano sottolinea la necessità di un cambio di prospettiva in cui l’uomo accetta di proiettarsi verso il multinaturalismo: nato nell’ultimo decennio, il termine esplicita che analogamente alla molteplicità di culture, esiste una pluralità di nature. Non c’è una realtà ma tante, tutte parimenti esistenti, diverse fra loro ma con pari dignità.
In quest’ottica Vinci elabora la sua riflessione immaginando con forte speranza e desiderio una nuova condizione esistenziale per gli esseri che abitano il pianeta. Ciò si traduce in opere che mostrano una possibile unione tra entità diverse. Si celebra la magnificenza della natura, la cui bellezza racchiude un messaggio ricco di alternative per un futuro migliore. Le tecniche pittoriche utilizzate spaziano da pigmenti, inchiostri, pastelli a smalti e grafite, dando come risultato un’armonica continuità di opere denotate da forti cromie e segni marcati.
Con una chiarezza disarmante, le immagini dell’artista portano in scena un tema attuale e doloroso, diventando un vero e proprio specchio dell’epoca che stiamo attraversando.
Un corteo tra storia e cultura pop: Shame Parade di Bugarin + Castle ripensa i rituali di vergogna collettiva nella…
La mostra "SUMIE x KAWA" alla galleria Numero 51, a Milano, diventa un pretesto per ripercorrere il lungo legame tra…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…
Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…
La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…