Manifesta 16 si terrĂ  nella Ruhr tedesca: la biennale nomade riparte dalle chiese e dalla prossimitĂ 

di - 29 Aprile 2025

Manifesta approda nel cuore della Germania industriale: la regione della Ruhr. La sedicesima edizione della biennale europea itinerante, in programma dal 21 giugno al 4 ottobre 2026, sceglie un territorio simbolico, caratterizzato da un importante passato industriale e dal quale osservare le sfide della riconversione urbana. Come da tradizione per la manifestazione, a guidare la visione curatoriale di Manifesta 16 Ruhr sarĂ  un processo partecipativo, che parte dalle comunitĂ  locali per interrogarsi su nuove forme condivise di abitare, progettare e coesistere.

Le tappe di Manifesta

Fondata nel 1996 da Hedwig Fijen, Manifesta si è distinta fin dalle sue prime edizioni per la capacità di leggere le fratture politiche, sociali e culturali dell’Europa post-Guerra Fredda, attraverso la lente dell’arte e della creatività. Ogni edizione ha scelto un contesto specifico per riflettere sui temi urgenti del presente: dalla convivenza etnica nei Balcani (Lubiana, 2000) alle ferite post-coloniali per Marsiglia (2020), passando per la crisi migratoria a Palermo (2018), dove l’intero tessuto cittadino divenne spazio per avviare una riflessione corale sul Mediterraneo. In Germania Manifesta ha già fatto tappa nel 2002, a Francoforte.

L’edizione kosovara del 2022, a Pristina, ha mostrato una nuova generazione di artisti e curatori capaci di usare l’arte sia come strumento di affermazione identitaria che di apertura internazionale. Nel 2024, Manifesta 15 si è svolta a Barcellona e dintorni, per un’estensione complessiva di 3mila chilometri quadrati, su 12 Comuni.

Con la Ruhr, Manifesta prosegue il suo percorso nei territori in trasformazione, scegliendo una delle aree metropolitane più dense e culturalmente ibride d’Europa. Una regione segnata dalla deindustrializzazione e oggi impegnata in una sfida cruciale: ripensare se stessa attraverso l’inclusione, la sostenibilità e la partecipazione.

Dalle chiese alle cittĂ  dei 15 minuti: la grammatica urbana di Manifesta 16

Uno dei fulcri concettuali dell’edizione tedesca sarà il progetto This is not a church, che pone al centro la rifunzionalizzazione delle chiese del dopoguerra — oggi in larga parte dismesse — come spazi civico-culturali. In Germania si stima che quasi la metà delle 40mila chiese esistenti sarà chiusa, venduta o demolita nei prossimi dieci anni. La Ruhr diventa così un laboratorio per riflettere sul futuro di queste architetture religiose, come catalizzatori di socialità, arte e rigenerazione urbana. Il concetto della Pantoffelkirche, letteralmente “chiesa delle pantofole”, nato nel dopoguerra per definire edifici di culto vicini e accessibili, sarà dunque reinterpretato in chiave contemporanea.

Manifesta, This is not a Church, Workshop, Essen, Charlotte Ernst

A supportare questa visione sarà Josep Bohigas, architetto catalano noto per il suo lavoro sui superblocchi di Barcellona, che ha firmato la Urban Vision di Manifesta 16. Al centro, la rivoluzione della prossimità: un modello urbano ispirato alla città dei 15 minuti, dove i bisogni quotidiani possono essere soddisfatti a pochi passi da casa. Un’idea che diventa strumento di giustizia sociale, sostenibilità ambientale e riconquista dello spazio pubblico. In questo senso, Manifesta si allinea alle pratiche di rete come quelle del C40 — il network internazionale di città impegnate nella transizione ecologica — e alle esperienze di Bogotá o Parigi, dove la pianificazione urbana si traduce in nuove forme di democrazia quotidiana.

Una biennale radicata nel territorio

Fedele alla sua natura nomade e site-specific, Manifesta 16 si costruisce dal basso, a partire dalle comunità ospitanti. Il 2025 sarà dedicato alla fase pre-biennale, con un ciclo di Citizen Consultations che coinvolgerà attivamente i residenti della Ruhr nella definizione del programma. A queste si affiancheranno due Open Call: una per sostenere progetti di iniziativa sociale locale, l’altra, prevista per l’estate 2025, rivolta ad attori culturali e istituzionali della regione. Obiettivo: costruire una piattaforma plurale e inclusiva, che trasformi i quartieri attraverso processi artistici e partecipativi.

Manifesta, This is not a Church, Workshop, Essen, Charlotte Ernst

In estate verranno annunciati anche i curatori – o Creative Mediator/s, nella terminologia propria di Manifesta – il concept artistico e le città della Ruhr che accoglieranno gli interventi. Si conferma quindi il format fluido e multiforme che ha reso Manifesta un punto di riferimento nell’ecosistema delle biennali contemporanee: un evento che si fa infrastruttura culturale e ibrida il proprio formato con il tessuto locale, attivando percorsi inediti di co-creazione.

Articoli recenti

  • Mostre

Nascita di una collezionista: gli anni londinesi di Peggy Guggenheim in mostra a Venezia

Per la prima volta, la Collezione Peggy Guggenheim dedica un’ampia esposizione agli anni londinesi della sua fondatrice, per ricostruire la…

27 Aprile 2026 23:00
  • Arte contemporanea

JR torna a Venezia, la facciata di Ca’ da Mosto diventa un banchetto collettivo

Lo street artist francese JR torna a Venezia durante la Biennale 2026, con Il Gesto: un’installazione sulla facciata di Palazzo…

27 Aprile 2026 19:20
  • Arte antica

Nel segno di Caravaggio: gli inizi della nuova pittura napoletana

Nella cornice di Forte dei Marmi, la collezione De Vito guida il visitatore in una fase di profonda trasformazione, segnata…

27 Aprile 2026 18:18
  • Mercato

Keith Haring privato: all’asta la collezione dell’amico Kermit Oswald

Opere inedite, arredi, lettere e fotografie che raccontano il lato piĂą intimo dell’artista: a maggio, Sotheby's mette in vendita un…

27 Aprile 2026 18:17
  • Arte contemporanea

Gagosian inaugura il nuovo spazio a New York con Duchamp e Rauschenberg

Gagosian inaugura un nuovo spazio a New York, al piano terra del 980 di Madison Avenue, dopo 37 anni al…

27 Aprile 2026 16:38
  • Arte contemporanea

Pamela Diamante, il Sud come spazio critico e il riscatto delle Invisibili

Pamela Diamante trasforma i dispositivi di potere in strumenti di riscatto sociale: ne parliamo con l’artista pugliese in questa intervista,…

27 Aprile 2026 13:30