Dopo 30 anni Hedwig Fijen lascia la guida di Manifesta. Ecco chi sono le nuove direttrici

di - 30 Aprile 2026

Dopo oltre 30 anni alla guida di Manifesta, Hedwig Fijen lascerà la direzione il 5 ottobre 2026. Una transizione che segna la fine della lunga fase fondativa della Biennale nomade europea e apre a un nuovo modello organizzativo.

Fondata all’inizio degli anni Novanta, nel clima di ridefinizione geopolitica seguito alla caduta del Muro di Berlino, Manifesta nasce come piattaforma culturale pan-europea, con l’attitudine ad attraversare territori e contesti differenti. Nel corso della sua direzione, Fijen ne ha progressivamente ampliato il raggio d’azione, trasformandola da mostra itinerante d’arte contemporanea a dispositivo ibrido e interdisciplinare, con un focus sulle relazioni tra cultura, spazio urbano e dinamiche sociali. Centrale, in questo processo, è stata l’introduzione della fase di ricerca pre-biennale, che prevede il coinvolgimento di architetti, urbanisti e operatori culturali in un lavoro di indagine radicato nei contesti locali.

Manifesta, This is not a Church, Workshop, Essen, Charlotte Ernst

Dal prossimo autunno, dunque, la International Foundation Manifesta passerà a un modello di co-direzione. Dopo un periodo di transizione di sei mesi, la responsabilità sarà affidata a Emilia van Lynden, nominata General Director, e a Catherine Nichols, che assumerà il ruolo di Artistic Director. Una struttura condivisa che riflette la natura collaborativa e processuale della biennale.

Emilia van Lynden credits Manifesta

Van Lynden, già Deputy Director e attiva all’interno della fondazione dal 2019, ha lavorato a stretto contatto con Fijen nelle ultime quattro edizioni. Nichols, curatrice con base a Berlino, ha invece collaborato con Manifesta in diverse occasioni, tra cui il ruolo di Creative Mediator per l’edizione di Pristina e la partecipazione all’Artistic Board per Ruhr 2026. Insieme, le due direttrici inizieranno a sviluppare le prossime edizioni, a partire da Manifesta 17, prevista a Coimbra, in Portogallo.

La scelta di una leadership duale si inserisce in un momento in cui la biennale è chiamata a riaffermare il proprio ruolo all’interno del panorama culturale europeo. Come sottolineato dal Consiglio di Supervisione, ogni edizione di Manifesta si misura con le condizioni specifiche di un luogo e con le possibilità di intervento della cultura nello spazio civico. Su questa convergenza tra ricerca, produzione e contesto la piattaforma ha costruito la propria rilevanza.

Catherine Nichols credits Manifesta 14 Prishtina Atdhe Mulla

Nel corso degli anni, Manifesta ha attraversato più di 15 città europee, da Palermo a Pristina fino a Barcellona. L’edizione del 2026, Manifesta 16 Ruhr, si svolgerà in Germania tra quattro città e 12 sedi, confermando la vocazione diffusa del progetto.

Il passaggio di consegne segna allora una ridefinizione interna ma la continuità è garantita dalla presenza di figure già coinvolte nel percorso della Biennale. In un contesto europeo attraversato da trasformazioni politiche e sociali, Manifesta si prepara così a una nuova fase, mantenendo al centro la propria natura nomade e la necessità di interrogare, di volta in volta, il ruolo della cultura nei territori che attraversa.

Articoli recenti

  • Beni culturali

Fondazione Querini Stampalia lancia il voto collettivo per salvare il Giardino di Carlo Scarpa

Inserito tra i quattro finalisti della seconda edizione del contest #Volotea4Veneto, lo storico Giardino di Carlo Scarpa, a Venezia, si…

22 Maggio 2026 17:00
  • Mostre

Le geografie frammentate di Som Supaparinya al Museion

Fino al 14 giugno, al Museion di Bolzano, è in programma "Mo num en ts", il film dell’artista thailandese Som…

22 Maggio 2026 16:48
  • Mostre

Quella di Gaza è una storia millenaria. E a Torino vanno in mostra i reperti archeologici salvati dalla distruzione

Molto più che una mostra: Fondazione Merz di Torino ospita un progetto internazionale che parla di memoria e identità. E…

22 Maggio 2026 16:00
  • Fotografia

The Phair 2026 a Torino: alle OGR, la fotografia supera i propri confini

42 gallerie internazionali per The Phair, che torna alle OGR di Torino per la sua settima edizione, tutta dedicata alle…

22 Maggio 2026 15:35
  • Street Art

Sentenza OZMO, l’arte è libera. E pure la Street Art è innocente

Con la Sentenza Ozmo, il tribunale riconosce definitivamente la Street Art come valore culturale: una decisione destinata a fare scuola…

22 Maggio 2026 14:44
  • Mercato

L’arte moderna e contemporanea di Farsettiarte: il racconto attraverso 10 top lot

A Prato, Farsettiarte mette in vendita una ricca selezione di opere che raccontano l'arte del Novecento. Da Morandi a Warhol,…

22 Maggio 2026 14:04