Milano Art Week 2026, la selezione delle mostre e degli eventi di oggi in tutta la città

di - 18 Aprile 2026

In occasione dell’edizione 2026 della Milano Art Week, Untitled Association vi accompagna alla scoperta di mostre, eventi e iniziative da non perdere, con itinerari pensati per professionisti del settore, appassionati d’arte o semplici curiosi, tra musei, spazi istituzionali, gallerie private e spazi indipendenti. Per dare un’occhiata a tutti gli itinerari, si può cliccare qui, mentre sul nostro nuovo numero cartaceo, il 132, presentato in occasione di miart, potrete trovare la mappa completa.

Si parte a pochi passi dalla fermata Palestro con la galleria Marcorossi artecontemporanea, si prosegue verso zona Risorgimento per visitare gli spazi di Gregor Staiger, Ciaccia Levi e di Consonni Radziszewski, e continuando in direzione Corso Plebisciti con Osart Gallery. Il percorso continua, poco distante da Piazza delle Cinque Giornate, con BKV Fine Art, Fondazione Elpis e Threes Productions. Successivamente, intorno a Piazzale Libia, gli spazi della Fondazione Archivio Turi Simeti e della Galleria Martina Simeti, Dep Art e Artopia. Concludiamo con una visita alla sede di largo Isarco della Fondazione Prada e, in via Orobia, alla Fondazione ICA.

Milano Art Week 2026: la mappa delle mostre e delle anteprime di oggi

Siamo quasi alla fine di questa settimana dedicata all’arte e innanzitutto vogliamo segnalare la Milano Art Night – un’apertura straordinaria dei musei della città fino alle 22:30 –  e il Milano Art Week Party negli spazi di BiM, in Viale dell’Innovazione, 3 – zona Bicocca – a partire dalle 19.00. Negli spazi al piano terra che accolgono l’installazione Paper/Northern Lights di Gianni Pettena, curata da Davide Giannella, dalle 19:30, la performance I woke up in the middle of the night, dreaming about home dell’artista visiva e performativa Martina Rota: un intervento che nasce dall’opera e la anima, mettendo al centro il rapporto tra corpi e ambiente. Dalle 21 alle 02 un DJ set a cura di Bene Bene.

Paper, Midwestern Ocean, Minneapolis, 1971

Il percorso inizia in zona Porta Venezia per le nostre prime tappe: Marcorossi arte contemporanea, Gregor Staiger, Ciaccia Levi, Consonni Radziszewski e Osart Gallery.

La mostra in corso presso Marcorossi artecontemporanea si intitola Silenzi doro, una nuova esposizione personale di Mirco Marchelli. Artista dalle capacità poliedriche, dalla metà degli anni Novanta Marchelli sviluppa una ricerca legata ai temi della memoria della materia. Nelle sue opere, l’artista risemantizza oggetti di uso comune, attraverso l’unione con la pittura. Materiali diversi quali gesso, cemento bianco, scagliola, cera diventano la pagina bianca su cui l’artista crea nuove forme. Il titolo evoca una dimensione sospesa, in cui il silenzio non è assenza ma spazio generativo, luogo di ascolto e di risonanza.

Mirco Marchelli, Unico fiore, 2026. Tecnica mista su tela (38x25cm)

In via Gioacchino Rossini la galleria Gregor Staiger ospita una mostra di gruppo con una selezione di opere di Monster Chetwynd, Sonia Kacem e Walter Pfeiffer. La pratica artistica di Monster Chetwynd, ampia ed eterogenea, che spazia tra film, collage, pittura e installazioni, intreccia motivi tratti dal teatro popolare, dalla cultura di massa e dal cinema surrealista. Walter Pfeiffer ha iniziato la sua pratica fotografica negli anni ’70 con la volontà di fornire un nuovo vocabolario visivo per la bellezza, l’erotismo e la libertà di vivere.

In mostra viene proiettata una serie dei suoi cortometraggi meno conosciuti. Sonia Kacem si distingue per una spiccata sensibilità verso i materiali che estrae dal ciclo di consumo quotidiano, insieme a un interesse nei confronti delle diverse forme di astrazione. L’artista si serve di ciò per sviluppare composizioni scultoree, nelle quali mette in discussione le nostre aspettative riguardo alla natura e alla funzione dei materiali, affrontando la relazione tra oggetto e ricevente.

Walter Pfeiffer & Lisa Enderli, Music for Millions, 1977 (10’29’’)

Nella stessa sede troviamo la galleria Ciaccia Levi, che in questo momento presenta una personale di Ibuki Inoue all’interno del programma e degli spazi di Paris Internationale. Segnaliamo dunque la mostra a Palazzo Galbani, sede della fiera, visitabile fino al 21 aprile. Nella stessa occasione e negli stessi spazi la Fondazione Nicola Trussardi presenta Aperto Italia, una giornata di conversazioni ideata da Massimiliano Gioni per riflettere sullo stato dell’arte contemporanea in Italia. Tra gli artisti invitati ad Aperto Italia: Yuri Ancarani, Simone Berti, Carlo Benvenuto, Ambra Castagnetti, Guglielmo Castelli, Giulia Cenci, Sara Enrico, Chiara Enzo, Linda Fregni Nagler, Elisa Giardina Papa, Iva Lulashi, Marcello Maloberti, Margherita Manzelli, Daniele Milvio, Margherita Moscardini, Adrian Paci, Diego Perrone, Grazia Toderi, Patrick Tuttofuoco, Grazia Varisco.

Immagine della mostra uYana umhlaba, di Buhlebezwe Siwani, Consonni Radziszewski, Milano, 2026. Ph. Nicola Gnesi – Courtesy Consonni Radziszewski, Lisbona, Milano, Varsavia

Consonni Radziszewski presenta, nel suo spazio in Via Gustavo Modena uYana umhlaba, la prima mostra personale in Italia dell’artista sudafricana Buhlebezwe Siwani, incentrata su un nuovo ciclo di opere che approfondiscono la ricerca avviata nel 2020, con la serie Inkanyamba. Il titolo della mostra, traducibile in “sta piovendo terra” o “lacrime di terra”, indica una serie di dipinti polimaterici la cui cromaticità e astrazione evoca un paesaggio selvatico naturalistico. Il corpus nasce dalla memoria dei paesaggi dell’infanzia di Siwani, trascorsa in Sudafrica durante l’apartheid. La componente di memoria dunque influisce sulle opere, che costruiscono paesaggi in cui ricordi e materiali si uniscono, si intrecciano e si sovrappongono.

Veduta della mostra di Mirella Bentivoglio e Betty Danon, Cancellare per vedere, Osart Gallery, Milano, 2026. PH. Bruno Bani – Courtesy Osart Gallery, Milano

Poco distante, Osart Gallery, in collaborazione con la Galleria Tiziana di Caro, ospita Cancellare per vedere, doppia personale di Mirella Bentivoglio e Betty Danon. La mostra include una selezione di opere a partire dal 1976, anno dell’incontro tra le due, e il titolo è tratto da un testo che Bentivoglio scrive a proposito di La Memoria del segno sonoro, opera che Danon presenta alla ormai celebre mostra intitolata Materializzazione del linguaggio.

Mirella Bentivoglio ha avviato la sua pratica con la poesia in versi, per poi posizionarsi in ambiti più sperimentali, non ultimi quelli della poesia concreta e della poesia visiva. Il fil rouge della sua opera è indubbiamente la dimensione linguistica applicata alle immagini, agli oggetti, all’ambiente. Dall’altro lato, Betty Danon inizia deragliando volontariamente dai circuiti convenzionali dell’arte, per continuare a produrre e diffondere il suo pensiero nell’ambito della Mail Art. Nel tempo l’artista ha operato un processo di astrazione e scomposizione della forma declinata in soluzioni eterogenee.

Mirella Bentivoglio e Betty Danon rappresentano due facce della stessa medaglia: se la prima “solidifica” il pensiero nel peso della pietra e dell’oggetto, la seconda lo “distilla” nella purezza del punto e della linea. Entrambe, tuttavia, ci insegnano che il linguaggio può cominciare laddove la parola scompare.

Spostiamoci tra Zona Risorgimento e Porta Romana per le seguenti tappe: BKV Fine Art, Fondazione Elpis, Threes Productions, Fondazione Archivio Turi Simeti e Galleria Martina Simeti, Dep Art e Artopia.

incenzo Agnetti, Ritratto di artista, 1970. Feltro dipinto e targhetta di ottone (80x120cm). Ph. Matteo Zarb – Courtesy Archivio Vincenzo Agnetti, Milano

Gli spazi di BKV Fine Art ospitano Essere e Tempo, un doppio progetto espositivo dedicato all’intreccio del tema del ritratto con quello del paesaggio. La prima mostra, Vincenzo Agnetti. Le regole del ritratto, indaga il ruolo del ritratto e della parola nell’opera di una delle figure più radicali dell’arte concettuale italiana, attraverso l’esposizione di 15 celebri feltri. Il ritratto è realizzato attraverso la descrizione e narrazione del soggetto attraverso il linguaggio verbale scritto; la costruzione dell’identità si slega dunque dalla figurazione legando il soggetto alla percezione del tempo.

La seconda mostra si intitola Il tempo del paesaggio. Calchi, frammenti, fusioni e si presenta come un percorso lungo la trasformazione e la metamorfosi del paesaggio tra il XVII secolo e la contemporaneità. Quest’ultima è rappresentata dalla presenza di quattro artisti che inserendosi in questa secolare tradizione hanno elaborato linguaggi e concetti innovativi: Linda Carrara, Sophie Ko, Fabio Roncato e Vincenzo Schillaci.

Smooth Operator, Villiam Miklos Andersen, Transactions (The Green King), dettaglio, 2024. Ph. Agostino Osio – Alto Piano Studio – Courtesy Fondazione Elpis, Milano

Smooth Operator è il titolo della prima personale italiana dell’artista danese Villiam Miklos Andersen, in mostra presso gli spazi della Lavanderia di Fondazione Elpis. Attraverso l’impiego di materiali e tecniche che attivano dimensioni tattili, olfattive e percettive, Andersen sollecita un coinvolgimento diretto del corpo del visitatore con oggetti solitamente percepiti come neutri e funzionali.

In occasione della presentazione di Terraforma EXO e di Terraforma Radical School è stata realizzata, in via Eugenio Daina 2, una mostra, visitabile fino a domani, dell’artista Andrew Iacobucci, intitolata a proposito di una lite scoppiata a tavola su un argomento che non ricordo. Threes Productions ha invitato l’artista a raccontare entrambi i progetti attraverso due serie di opere, legate dal comune filo conduttore della ricerca su linguaggio e significato, con esplorazioni visive e sonore.

Il lavoro di Iacobucci indaga il linguaggio come sistema in trasformazione tra segno, materia e tipografia, in questa occasione prende forma in un intervento concepito per dialogare con lo sguardo e l’ascolto. Le opere, costruite a partire da un alfabeto condiviso e continuamente rielaborato, traducono i temi dell’udito e della trasformazione in un linguaggio visivo coerente e riconoscibile.

Andrew Iacobucci

Nella sede di via Seneca che condivide con la Galleria Martina Simeti, la Fondazione Archivio Turi Simeti presenta la mostra Se Turi Fosse, primo capitolo di un progetto pensato in avvicinamento al centenario dell’artista nel 2029. L’artista Matilde Cassani è stata chiamata a riflettere e interagire con l’arte di Simeti che, dal 1961 in poi, si è basata sull’astrazione, i monocromi e l’ovale. Cassani, la cui stessa pratica si muove libera tra le discipline, raccoglie la suggestione dei documenti d’archivio inoltrandosi nella strada del what if – da cui il titolo della mostra. Il risultato è un vivace dialogo in cui gli interventi di Cassani traducono sapientemente, e riattivano, la poetica di Simeti. Il visitatore è invitato ad attraversare lo spazio nella sua quotidiana domesticità.

Imi Knoebe, Ligatur 2025-003, 2025. Acciaio corten (15,3×65,4x2cm). Courtesy Dep Art, Milano

La galleria DepArt ospita Dorme un canto in ogni cosa, mostra dedicata a Imi Knoebel, uno dei protagonisti dell’astrazione europea del secondo Novecento. L’astrazione di Knoebel è accompagnata dal suo approccio multi-mediale, antigerarchico e anticonvenzionale che fin dalla fine degli anni Sessanta ha saputo oltrepassare i confini tra i generi artistici, facendo dialogare disegno, pittura, scultura, architettura, proiezione, fotografia e installazione.

Veduta della mostra Porous Kinship, Artopia, Milano, 2026.

Artopia presenta la collettiva Porous Kinship, a cura di Maddalena Iodice, che indaga le relazioni reciproche tra ambiente e corpo attraverso le opere degli artisti in mostra: Kesewa Aboah, Alberte Agerskov, Aléa Work, Dimitra Charamandas e Diana Policarpo. Porous Kinship invita gli spettatori a osservare il mondo attraverso uno sguardo “magico” e antropomorfo, in grado di portare alla luce affinità e risonanze tra il corpo umano e l’ambiente naturale.

Concludiamo il nostro percorso a pochi passi dalla fermata della Metro Gialla di Lodi con le mostre aperte nella sede principale di Fondazione Prada e Fondazione ICA.

La Fondazione Prada ospita Dash, il nuovo progetto multimediale concepito dall’artista cinese Cao Fei per la sede di Milano che combina una pluralità di linguaggi artistici che spaziano dalla fotografia alla videoinstallazione, dalla realtà virtuale al documentario, fino ai materiali d’archivio, restituendo un’idea problematicizzata della rivoluzione tecnologica nel settore agricolo a livello globale e delle sue contraddizioni intrinseche.

Immagini della mostra “Dash” di Cao Fei. Ph. Marta Marinotti e Federico Floriani – Courtesy Fondazione Prada. Cao Fei, Land Cerimony, 2026. Installazione site specific. Riso, componenti di droni XAG. Courtesy dell’artista. Opera prodotta da Fondazione Prada in occasione della mostra “Dash”

In contemporanea, è possibile visitare il progetto site specific che Mona Hatoum ha pensato per gli spazi della Fondazione, intitolato Over, under and in between. Le tre installazioni che compongono la mostra esplorano alcuni elementi identitari del vocabolario artistico di Hatoum: la ragnatela, la mappa e la griglia; la loro presenza riattiva in questo modo lo spazio dell’edificio Cisterna. I tre lavori, indipendenti l’uno dall’altro, rappresentano i concetti di instabilità, pericolo e fragilità creando un dialogo con lo spazio e, in particolare, con l’esperienza fisica del visitatore.

Alla Fondazione ICA, in via Orobia, The Second Shadow. Dozie Kanu Mirroring Marc Camille Chaimowicz, with Shared Echoes and Kindred Spirits, cura di Rita Selvaggio con Giulia Civardi, mette in dialogo due installazioni ambientali concepite come stanze: Jean Cocteau (2003–2014) di Marc Camille Chaimowicz e un nuovo intervento site specific di Dozie Kanu, pensato come risposta e rifrazione dell’opera storica. Il progetto nasce come riflessione sul doppio, sull’eredità e sulla trasmissione affettiva delle forme, attivando una genealogia che attraversa Cocteau, Chaimowicz e Kanu.

La project room, a cura di Alberto Salvadori, accoglie per la prima volta tre opere tratte dalla serie 52 Ludlow realizzate da Giovanni Stefano Ghidini e parte di un ampio progetto sviluppato dall’artista nell’arco di 25 anni. Questo nucleo di lavori restituisce l’essenza di una ricerca che intreccia natura, scultura e fotografia, nata nel 1997 sul tetto di un edificio del Lower East Side di New York, dove Ghidini ha coltivato e trasformato girasoli in presenze monumentali e antropomorfe.

The Second Shadow. Dozie Kanu Mirroring Marc Camille Chaimowicz, with Shared Echoes and Kindred Spirits, Fondazione ICA Milano, curata da Rita Selvaggio con il supporto di Giulia Civardi, March – May 2026. Ph. Alessandro Zambianchi – Courtesy Fondazione ICA Milano, Nicoletta Fiorucci Foundation e gli artisti

Aperta da pochi giorni, in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro, Dancing at the Edge of the World, mostra collettiva che riunisce i cinque artisti finalisti dell’VIII edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura: Bronwyn Katz, Dan Lie, Yu Ji, Trương Công Tùng e Luana Vitra. La mostra segna un momento centrale del percorso del Premio e offre al pubblico uno sguardo sulle direzioni più attuali della ricerca scultorea internazionale.

Giovanni Sabatini, Teatro Continuo di Alberto Burri, Parco Sempione, Milano, 2015. Courtesy l’artista e nctm e l’arte

Segnaliamo, infine, alcuni eventi che si terranno oggi in città. Il primo, presso miart, negli spazi del Caffè letterario della Allianz MiCo South Wing, è una conversazione che si terrà dalle 17 alle 18 tra Ilaria Bernardi e Sergio Lombardo, con il titolo Aesthetic Engineering e curata da 1/9unosunove arte contemporanea. Il secondo è un’interessante confronto su Mariella Bettineschi: Lera successiva e altri racconti. A cura di Damiano Gullì, Daniela Ferrari, Paolo Ugolini, si terrà dalle 15 alle 17 presso la Triennale Milano.

Nel cuore di Parco Sempione, presso il Teatro Continuo di Alberto Burri, sempre a partire dalle 15, Corpi nel paRco. Corpi sul palco al Teatro Continuo, a cura di Gabi Scardi, Andrea Contin. Una rassegna di performance che si offre come innesco per l’attivazione temporanea del Teatro Continuo di Alberto Burri, una delle opere più radicali dello spazio pubblico milanese.

L’ultimo è dell’artista, performer e fotografo Jacopo Benassi, che, insieme alla dj producer Lady Maru, porta nel locale milanese Detune un live set con influenze ebm, industrial, synthpunk e noise sotto l’occhio vigile della macchina fotografica. Tre sessioni a cui poter partecipare, fino a notte fonda: una più lunga dalle 18 alle 21, una seconda fino alle 22 e poi la terza dalla mezzanotte fino alle 2.

Itinerario #6

BiM – Dove Bicocca incontra Milano
Viale dell’Innovazione, 3
bim-milano.com
@bim_milano
Paper/Northern Lights
Gianni Pettena site-specific installation curated by Davide Giannella
→ 30.05.2026

Marcorossi artecontemporanea
Corso Venezia, 29
marcorossiartecontemporanea.net
@marcorossiartecontemporanea
+39 347 2859608
Silenzi d’oro
Mirco Marchelli solo show
→ 18.04.2026

Fondazione Nicola Trussardi
fondazionenicolatrussardi.com
@fondazione_trussardi

Galerie Gregor Staiger
Via Gioacchino Rossini, 3
galerie.gregorstaiger.com
@galeriegregorstaiger
Monster Chetwynd, Sonia Kacem, Walter Pfeiffer
17.04 → 27.06.2026

Ciaccia Levi
Via Gioacchino Rossini, 3
ciaccialevi.com
@ciaccialeviparismilan

Consonni Radziszewski
Via Gustavo Modena, 6
consonniradziszewski.com
@ consonniradziszewski
uYana umhlaba
Buhlebezwe Siwani solo show
27.03 → 30.05.2026

Osart Gallery
Corso Plebisciti, 12
osartgallery.com
@osart_gallery
+39 02 5513826
Cancellare per Vedere
Mirella Bentivoglio, Betty Danon
double solo show
25.03 → 27.06.2026

BKV Fine Art
Via Fontana, 16
bkvfineart.com
@bkv_fine_art
+39 0289691288
Vincenzo Agnetti. Le regole del ritratto
Solo show
→ 30.04.2026
Il tempo del paesaggio. Calchi, frammenti, fusioni
Linda Carrara, Sophie Ko, Fabio Roncato, Vincenzo Schillaci
group show
→ 30.04.2026

Fondazione Elpis
Via Alfonso Lamarmora, 26
fondazioneelpis.org
@fondazioneelpis
+39 02 89745372
Smooth Operator
Villiam Miklos Andersen solo show
→ 14.06.2026

Threes Productions
Via Eugenio Daina, 2
threesproductions.com
@threesproductions
a proposito di una lite scoppiata a tavola su un argomento che non ricordo
Andrew Iacobucci
solo show
→ 19.04.2026

Martina Simeti
Via Seneca 4-6
martinasimeti.com
@martinasimeti
+39 335 8201632

Fondazione Archivio Turi Simeti
Via Seneca, 4-6
archivioturisimeti.it
@archivioturisimeti
Se Turi Fosse
Matilde Cassani, Turi Simeti
double solo show
10.04 → 30.05.2026

Dep Art
Via Comelico, 40
depart.it
@depart_gallery
+39 02 36535620
Dorme un canto in ogni cosa
Imi Knoebel
solo show
→ 30.05.2026

Artopia
Via Lazzaro Papi, 2
artopiagallery.net
@artopia__gallery
Porous Kinship
Group show
→ 08.05.2026

Fondazione Prada
Largo Isarco, 2
Milano Osservatorio – Galleria Vittorio Emanuele II
fondazioneprada.org
@fondazioneprada
+39 02 5666 2611
Over, under and in between
Mona Hatoum solo show
→ 09.11.2026
Dash
Cao Fei
solo show
09.04 → 28.09.2026
Atlas
Group show
→ ongoing
At Milano Osservatorio
The Island
Hito Steyerl
→ 30.10.2026

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Tag: artopia gallery BKV Fine Art Ciaccia Levi Consonni Radziszewski dep art Fondazione Archivio Turi Simeti Fondazione Elpis Fondazione ICA Fondazione Prada Galerie Gregor Staiger Galleria Martina Simeti MARCOROSSI artecontemporanea milano milano art to date milano art week Osart Gallery

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