Monia Ben Hamouda vince il MAXXI Bulgari Prize con un’opera potente e suggestiva

di - 17 Gennaio 2025

Monia Ben Hamouda è la vincitrice della quarta edizione del MAXXI Bulgari Prize, il prestigioso riconoscimento promosso dal MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma in collaborazione con la maison Bulgari. Il premio, nato nel 2018, sostiene i giovani talenti della scena artistica contemporanea, promuovendo nuove ricerche e linguaggi sperimentali.

MAXXI BVLGARI PRIZE, Monia Ben Hamouda, Foto di Cosimo Trimboli

La giuria internazionale, composta da Andrea Lissoni, Diana Campbell, Francesco Stocchi, Nicolas Bourriaud e Ute Meta Bauer, ha scelto Ben Hamouda tra i tre finalisti, che includevano anche Riccardo Benassi (Cremona, 1982) e Binta Diaw (Milano, 1995), riconoscendo nella sua opera un potente dialogo tra memoria culturale e identità personale. Alla conferenza per l’annuncio del premio erano presenti Emanuela Bruni, consigliera reggente Fondazione MAXXI, Laura Burdese, Bvlgari Deputy CEO, Monia Trombetta, Direttore ad interim MAXXI Arte, Aliza S. Wong, Direttrice dell’American Academy in Rome, Giulia Ferracci, curatrice della mostra, Andrea Lissoni, Direttore artistico della Haus der Kunst di Monaco di Baviera che ha consegnato il premio alla vincitrice, i membri della giuria internazionale e i due finalisti Binta Diaw e Riccardo Benassi.

L’opera premiata, in mostra al MAXXI insieme a quelle degli altri finalisti, è intitolata Theology of Collapse (The Myth of Past) I – X ed è composta da dieci pannelli in ferro intagliati a laser, decorati con motivi ispirati alla calligrafia islamica e alle architetture delle moschee. Installati sulla parete di fondo della sala Gian Ferrari del MAXXI, i pannelli creano un suggestivo effetto di collasso, evocando la fragilità delle identità contemporanee. A rendere l’opera ancora più suggestiva è l’uso di spezie come paprika, ibisco e cannella, con cui l’artista ha dipinto i pannelli, conferendo allo spazio espositivo una dimensione rituale e sensoriale.

Monia Ben Hamouda, Theology of Collapse (The Myth of Past) I – X, Museo MAXXI, veduta dell’installazione, 2024-2025, ph. MUSA

Il Premio per l’Arte Digitale e la nuova Fellowship internazionale

Nato come Premio per la Giovane Arte, il MAXXI Bulgari Prize costituisce uno dei nuclei fondanti della collezione d’arte del museo romano e negli anni è stato un importante trampolino di lancio per molti artisti. Tra i finalisti delle precedenti edizioni, autori comee Yuri Ancarani, Giorgio Andreotta Calò, Massimo Bartolini, Vanessa Beecroft, Rossella Biscotti, Patrizio Di Massimo, Lara Favaretto, Marinella Senatore, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli.

Con l’edizione 2018 è diventato MAXXI Bulgari Prize e si è trasformato e rafforzato grazie al prezioso supporto della maison, proiettandosi ancora di più sulla scena artistica internazionale. Nel 2018, la prima edizione è stata vinta da Diego Marcon, finalista insieme a Talia Chetrit e Invernomuto. L’edizione 2020 ha visto la vittoria di Tomaso De Luca finalista insieme a Giulia Cenci e Renato Leotta. L’ultima edizione, nel 2022, è stata vinta da Alessandra Ferrini, finalista con Silvia Rosi e Namsal Siedlecki.

Novità di questa edizione è il MAXXI Bulgari Prize for Digital Art, che ha assegnato una menzione speciale a Roberto Fassone (Savigliano, 1986) per il progetto And we thought (2021 – ongoing), realizzato con la produzione di Sineglossa. L’opera, sviluppata in collaborazione con l’intelligenza artificiale Ai Lai, combina testi, video, poster e immagini psichedeliche in tre film surreali, esplorando nuove forme narrative.

MAXXI BVLGARI PRIZE, Roberto Fassone, And We Thought, Foto di Cosimo Trimboli

L’annuncio della vincitrice è stato anche l’occasione per presentare la nuova Bulgari American Academy in Rome Fellowship, realizzata in collaborazione con il MAXXI e il Whitney Museum di New York. Questo programma offrirà al vincitore del MAXXI Bulgari Prize la possibilità di collaborare con un artista selezionato dalla Biennale del Whitney Museum, vivendo un’esperienza condivisa presso l’American Academy di Roma.

Il profilo di Monia Ben Hamouda: la sua opera nella collezione del MAXXI

Nata a Milano nel 1991 e di origini tunisine, Monia Ben Hamouda vive e lavora tra al-Qayrawan e la città meneghina. Si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e ha esposto in mostre personali e collettive presso sedi istituzionali e private internazionali, come Kunsthalle Wien, Frac Bretagne di Rennes, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Casa Encendida di Madrid, ChertLüdde e Bungalow di Berlino, Pols space di Valencia e Centro Pecci di Prato. Tra gli altri premi vinti, il Torino Social Impact Art Award nell’ambito di Artissima, nel 2021, e il VG Award, promosso dalla Fondazione Vordemberge-Gildewart, nel 2024.

Monia Ben Hamouda, Theology of Collapse (The Myth of Past) I – X, Museo MAXXI, veduta dell’installazione, 2024-2025, ph. MUSA

Pur eleggendo la scultura come medium predominante, il lavoro di Ben Hamouda è orientato a una sintesi di diversi linguaggi espressivi, che si avvale di materiali differenti, in primo luogo le spezie, usate inizialmente come pigmenti e, quindi, integrate nell’opera per le loro qualità olfattive. Molti elementi del suo lavoro si legano alla storia personale e familiare, diventando veicolo di riflessione sulla relazione tra culture diverse, spesso generatrice di fraintendimenti e stereotipi. Il suo percorso dialoga con quello di altri artisti che attraversano storie di migrazione, esplorandone i risvolti socioculturali per le nuove generazioni.

Come vincitrice del MAXXI Bulgari Prize 2024, l’opera di Monia Ben Hamouda Theology of Collapse (The Myth of Past) I-X (2024) entrerà a far parte della Collezione permanente del museo.

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