André Butzer, Untitled, 2008. Pencil on paper, 157 x 202 cm, 166 x 211 x 6 cm (framed)
Un dialogo su carta, che sia limite dell’opera o margine della pagina, dal segno alla parola, attraverso le possibilità del bianco e del nero. Alla galleria Giò Marconi di Milano, va in scena “Xylon – Acquerelli, pitture, libri e poesie”, nuova mostra di André Butzer, che espone una serie inedita di opere su carta. E in occasione della personale, sarà presentato anche un volume, pubblicato da Taschen, che raccoglie una selezione di poesie scritte dall’artista tedesco tra il 1999 e il 2021.
Nato nel 1973 a Stoccarda, Butzer vive e lavora a Berlino-Wannsee. Colori psichedelici, rimandi di matrice Pop(olare) e alle radici delle Avanguardie artistiche, tra realtà e utopia, figurazione e astrazione, per una ricerca che entra nella profondità della pittura.
Tra le numerose istituzioni internazionali dove si sono tenute mostre personali: Friedrichs Foundation, Weidingen (2022); YUZ Museum, Shanghai (2020); Museum of the Light, Hokuto (2020); IKOB Musée d’Art Contemporain, Eupen (2018); Växjö Konsthall, Växjö (2017); Bayerisches Armeemuseum, Ingolstadt and Neue Galerie Gladbeck (2016); Kunstverein Reutlingen (2015); Künstlerhaus – Halle für Kunst und Medien, Graz (2014); Kestnergesellschaft, Hanover and Kunsthistorisches Museum / Theseustempel, Vienna (2011); Kunsthalle Nuremberg (2009); Kunstverein Ulm (2005) e Kunstverein Heilbronn (2004).
Le opere presentate in occasione della mostra da Giò Marconi, 11 disegni in bianco e nero su larga scala, sono stati realizzati dal 2008, parallelamente ai suoi dipinti. Questo corpus di lavori verrà esposto per la prima volta e sarà messo in dialogo con le più recenti opere figurative e astratte su carta.
Abbiamo raggiunto la galleria per farci dire di più.
Come si colloca questa mostra rispetto alle altre personali di Butzer che si sono svolte in galleria in passato? Da dove nasce la scelta di dedicare una mostra ai lavori su carta?
«Lavoriamo già da parecchi anni con Butzer, questa sarà la sesta personale dedicata all’artista (l’ultima nell’estate 2021), ma erano in nostro possesso una serie di lavori su carta di grandi dimensioni – 11 disegni in bianco e nero su larga scala realizzati a partire dal 2008 – che non avevamo mai avuto occasione di esporre. Parlandone con lui, ci è sembrato fosse arrivato il momento di mostrarli al pubblico, mettendoli in dialogo con le opere figurative e astratte su carta più recenti, e di dare al contempo la possibilità di far conoscere un lato più inedito dell’artista, quello legato alla sua produzione poetica, grazie alla presentazione della pubblicazione “André Butzer – Alcune poesie”, con una selezione di componimenti scritti tra il 1999 e il 2021».
Quali saranno i prossimi appuntamenti (espositivi e non) con la galleria Gió Marconi?
«Il prossimo appuntamento è molto vicino: il 7 ottobre inaugureremo “Time Machine”, la seconda personale in galleria dell’artista americana Trisha Baga, concentrata sulla sua pratica pittorica, meno conosciuta rispetto alle video installazioni immersive. In galleria sarà esposto un nuovo gruppo di dipinti ispirati agli screensaver dei computer, in dialogo con un nucleo di orologi in ceramica. Nel 2023 invece ci aspettano Simon Fujiwara a febbraio e Gianni Colombo in primavera».
Nazionale e internazionale sono
Micky e Donald, i due
polli-agnelli e amici veri, come
sempre
pieni di idee sagaci!
Cosa vogliono? Qui abbiamo già
dovuto portare
una palla
mondiale piena di acqua e carne.
(2008)
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