Emmanuel Perrotin non si ferma e, dopo l’apertura delle nuove sedi di Seoul e Dubai, il gallerista francese posiziona un’altra bandierina, questa volta a Las Vegas. Non si tratterà però di un vero e proprio spazio espositivo, almeno inteso in senso tradizionale, piuttosto una vetrina per i ricchi frequentatori della la Sin City del divertimento d’azzardo, delle insegne stravaganti e dell’architettura postmoderna.
Sulla falsariga di altre operazioni simili direttamente rivolte al mercato, come nel caso del progetto “Perrotin Secondary Market”, la galleria aprirà una sorta di shop di lusso per la vendita di stampe, edizioni limitate, pubblicazioni d’arte e oggetti di design, una vetrina nel Bellagio Resort Casino. Insomma, prezzi “abbordabili”, souvenir di un certo livello per ricordare l’esperienza e la visita all’iconica struttura ideata dal tycoon dei casinò Steve Wynn che, innamoratosi del Lago di Como, volle far costruire un casinò sulla Strip di Las Vegas ispirato al Grand Hotel Villa Serbelloni e al paesaggio ameno italiano. Quando aprì, nel 1998, il Bellagio era l’albergo più costoso della storia, per la sua costruzione furono spesi circa 1,6 miliardi di dollari americani. Attualmente, il Bellagio è gestito dalla MGM Resorts International, la seconda più grande compagnia di intrattenimento del mondo, che possiede circa 3.4 km² di terreno sulla Strip.
Il Bellagio compare anche nei famosi film “Ocean’s Eleven” e “Una notte da leoni” e, a questo punto, oltre ai tavoli da gioco e alle fontane, potrà vantare anche un’altra attrazione fatale: l’arte contemporanea. D’altra parte, Wynn conosce bene il mestiere, con una collezione che comprende opere di artisti del calibro di Robert Rauschenberg, Ghada Amer, Jacob Hashimoto, Tomás Esson, Noe Aoki e Kohei Nawa. Inoltre, nelle 3933 camere dell’Hotel si possono trovare anche dei pezzi di Takashi Murakami e Maurizio Cattelan. Tra il 2002 e il 2007, anche la onnipresente Pace Gallery aprì un suo spazio al Bellagio. Ma anche Perrotin conosce il contesto. Nel 2021, il gallerista francese chiamò l’italiana Paola Pivi e i suoi iconici orsi colorati per un intervento site specific per la hall dell’ARIA Resort and Casino.
Ma la domanda è una: il pubblico delle slot machine sarà interessato a spendere – o investire – le proprie fiches nell’arte contemporanea? Nel 2001, la Solomon R. Guggenheim Foundation, in collaborazione con l’Hermitage di San Pietroburgo, aprì il Guggenheim Hermitage Museum, progettato dall’archistar Rem Koolhaas e ospitato nel resort The Venetian. Dopo qualche mostra, però, il museo chiuse i battenti, nel 2008. Insomma, un precedente non proprio confortante ma in questo caso è evidente che le finalità sono diverse. E nel caso di un gallerista acuto, potrebbero anche non essere rivolte alla vendita immediata di un’opera d’arte, quanto alla possibilità di stringere nuove relazioni o approfondirle, in un’atmosfera decisamente unica. Perché, prima o poi, tutti passano per Las Vegas.
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