Una galleria blue chip aprirĂ una nuova sede e, strano a dirsi, non a Los Angeles. Mentre Lisson, Pace e David Zwirner hanno annunciato le loro strategie di ampliamento verso la West Coast degli Stati Uniti, Perrotin va dalla parte opposta e, come sede del nuovo avamposto, sceglie Dubai. Continuando peraltro la sua espansione a est, visto che, oltre che a Parigi e New York, le altre sue gallerie si trovano a Seoul, Tokyo e Shangai.
In effetti, nella mappa geopolitica l’unica che mancava era proprio Dubai, che «è a sei ore di aereo da due terzi della popolazione mondiale ed è una città dinamica, che sta attirando un nuovo pubblico», ha dichiarato Emmanuel Perrotin, che ha anche spiegato come la sua nuova galleria vivrà pienamente il contesto. «L’intera regione sta sviluppando progetti sull’arte e vogliamo che i nostri artisti possano parteciparvi», ha continuato Perrotin, che aprì la sua prima galleria nel 1990, a 21 anni, e adesso, può contare su circa 7500 metri quadrati di spazi espositivi diffusi tra le sue sedi sparse per il mondo.
Il nuovo spazio aggiungerà altri 100 metri quadrati e sarà situato all’interno de DIFC – Dubai International Finance Centre, non distante dalle sedi di Christie’s e Sotheby’s e da gallerie come Green Art Gallery e Lawrie Shabibi. L’attività sarà dedicata principalmente al mercato primario, proseguendo però anche l’attività del mercato secondario, avviata da Tom-David Bastok, Dylan Lessel ed Emmanuel Perrotin nel 2021. La nuova galleria rafforzerà i legami con il mondo arabo, già avviati attraverso la partecipazione a fiere d’arte a Dubai e Abu Dhabi, oltre che con progetti come quello di Murakami ad Al Riwaq, Doha, nel 2012, e di Jean-Michel Othoniel, al Museo Nazionale del Qatar, nel 2019. Perrotin Dubai aprirà le sue porte entro la fine dell’anno.
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