Pulpito e altre figure: la nuova installazione di Flavio Favelli a Bologna

di - 9 Giugno 2023

Uno spostamento del punto di vista ma anche della propagazione della voce, per capovolgere le gerarchie, reinterpretare l’estensione degli spazi e le relazioni con le persone. In questi giorni, in piazza Roberto Raviola, a Bologna, a pochi passi dall’Accademia di Belle Arti, è comparso un inatteso speaker corner, l’angolo degli oratori, il luogo delimitato deputato al discorso pubblico: a realizzarlo è stato Flavio Favelli, artista che ha dedicato gran parte della sua ricerca alla riconfigurazione critica di oggetti – e concetti – tratti tanto dalla quotidianità che dalla classicità (come nel caso del suo recente intervento al Museo e Real Bosco di Capodimonte). A Bologna, Favelli ha presentato Pulpito e altre figure, opera che riprende la struttura della piattaforma sopraelevata destinata ai discorsi o alle prediche, trasformandola, ibridandola con altri elementi, camuffandola.

Flavio Favelli, Pulpito e altre figure, installazione site specific, Bologna, 2023. Ph. Martina Platone

La scultura site specific e liberamente usabile dalle persone, che vi possono salire per osservare la piazza ma anche per rivolgersi alle persone, è stata realizzata nell’ambito di “riparAzioni”, progetto culturale ideato dall’Accademia per il PON Metro 14-20, Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane, coordinato dal Comune di Bologna e finanziato dall’Unione Europea. L’installazione dell’opera è stata preceduta da un workshop condotto da Favelli e dall’architetto Flavio Gardini, con un gruppo di studentesse e studenti dei Dipartimenti di Arti Visive e di Progettazione e Arti Applicate dell’Accademia. Il coordinamento del progetto e del workshop è stato curato dalla Prof.ssa Marinella Paderni.

Flavio Favelli, Pulpito e altre figure, installazione site specific, Bologna, 2023. Ph. Martina Platone

Collocata davanti all’Accademia, l’opera «Diventa simbolo del progetto riparAzioni, che ha tra i suoi obiettivi proprio quello di animare un luogo, Piazza Roberto Raviola, spesso attraversato da situazioni di grande marginalità e degrado, restituendo alla città un rinnovato spazio inclusivo di socialità e cultura», ha commentato Cristina Francucci, Direttrice dell’Accademia. «L’opera dichiara, con la sua presenza, l’importanza di dare voce ai cittadini e alle cittadine per ricordare, come diceva Gianni Rodari il bel suono democratico del motto “Tutti gli usi della parola a tutti”, non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo».

Realizzata con componenti industriali e arredi urbani dismessi, come cisterne e balaustre in ferro battuto, l’opera reinventa il concetto pubblico di pulpito, articolandosi in una serie di “palchi” di altezze e dimensioni differenti. Gli elementi in lamiera di ferro si mostrano e si celano al pubblico grazie a un effetto ottico ottenuto con la tecnica pittorica chiamata “camuffamento Dazzle”, un particolare motivo geometrico di scacchi-bande bianche dipinte sull’opera, impiegato dalla marina britannica per mascherare le navi dall’avvistamento. «Il motivo pittorico sul traliccio della torre usato sulle navi della prima guerra mondiale, si riferisce al rapporto fra arte e guerra, due eterni ed irrinunciabili soggetti del genere umano», ha spiegato Favelli. «Questo motivo a scacco, al di là dei suoi significati, appare formalmente come una presenza in qualche modo astratta. Ed è questo un punto cruciale dell’opera: dare un segno altro, differente, che si sottrae al lato più ovvio e scontato della realtà, senza nessuna relazione col contesto, con il territorio», ha concluso l’artista, nato a Firenze nel 1967.

Flavio Favelli, Pulpito e altre figure, installazione site specific, Bologna, 2023. Ph. Martina Platone

«Pulpito e altre figure è una nuova opera di arte pubblica – ha dichiarato Elena Di Gioia, Delegata alla Cultura di Bologna e Città Metropolitana – che si incastona nel paesaggio urbano di Piazza Raviola e del contesto universitario di via Zamboni. Una zona dove la presa di parola pubblica ha agito storicamente se pensiamo ai movimenti studenteschi di allora e di oggi e dove l’opera di Flavio Favelli, tra gli artisti più importanti della nostra contemporaneità, propone uno spazio aperto, pubblico, disponibile e conturbante, per concentrare nello stesso istante d’arte due azioni culturali, politiche e pubbliche appunto, tra le più significative oggi: dare voce e allo stesso tempo mettere in ascolto la città di ciò che dal pulpito potrà emergere».

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