Virginia Zanetti, I Pilastri della Terra, opera permanente, per ITCS Salvemini, Casalecchio sul Reno, Bologna
Era il 6 dicembre del 1990 quando un velivolo militare in avaria precipitò sullâallora Istituto Tecnico Commerciale Gaetano Salvemini a Casalecchio di Reno (BO) causando 12 vittime e 80 feriti tra gli studenti.
Attraverso il ciclo di lavori I Pilastri della Terra (un video e due fotografie monumentali), Virginia Zanetti racconta una storia di resistenza e di rinascita che attraversa il tempo abbracciando piĂš generazioni. Una delle due grandi opere fotografiche sarĂ installata in via permanente allâinterno della scuola cosĂŹ da far incontrare in modo simbolico i giovani del 1944/1990/2020. Lâaltra verrĂ presentata in una mostra personale e donata al Museo della Resistenza di Bologna.
Ne I Pilastri della Terra â opera realizzata per il XXX anniversario della Strage del Salvemini â parli di resistenza e di rinascita: cosa significano per te questi termini e come vengono rappresentati nel tuo lavoro?
Il lavoro esplora questi concetti attraverso il cambiamento della prospettiva: le persone che si mettono insieme nella posizione della verticale â portando il peso del corpo sulle mani e alzando le gambe verso il cielo â sovvertono la forza di gravitĂ , superando le leggi di causalitĂ naturali, e ribaltano la postura naturale con un atto di volontĂ . Questo gesto assume cosĂŹ un importante valore simbolico, diviene un atto di sfida nei confronti della morte intesa anche in senso metaforico. Tutto il mio lavoro cerca di trasformare degli stati di crisi in visioni che ripensano il reale.
In quali altre parti del mondo hai realizzato questa performance collettiva e quali sono le differenze e/o le affinitĂ piĂš rilevanti che hai notato nella risposta del pubblico nei diversi luoghi?
Questo lavoro è iniziato in India e poi ha toccato moltissimi luoghi, spesso rurali e periferici, del mondo. Non è un caso che abbia iniziato il progetto in una nazione fortemente spirituale ma al contempo connotata da un veloce sviluppo capitalistico. Lâazione oltre a porre la domanda invita ad immaginare come la rivoluzione di un singolo individuo, insieme agli altri, potrebbe concorrere alla trasformazione dellâintero pianeta; potenzialmente contiene molteplici significati anche opposti ed assume un senso diverso rispetto al luogo ed alla comunitĂ coinvolta: talvolta prevale il senso di rivoluzione, altre volte di rinascita oppure di resistenza. Nel caso di Bologna, la performance fatta sui calanchi del Monte Sabbiuno, dove furono trucidati 100 partigiani dai nazifascisti, ha assunto unâaccezione di resistenza allâatteggiamento dominante di chiusura: resistenza degli ideali partigiani di rispetto della dignitĂ della vita e dei diritti umani fondamentali.
Il tuo lavoro rappresenta un modello di arte sociale, pubblica: cosa vuol dire per te lavorare a contatto e in collaborazione con le varie comunitĂ ? In che modo lâarte può avvicinarsi al territorio, esaltarne le peculiaritĂ e lasciarvi un segno?
I Pilastri della Terra nasce da una visione condivisa con la comunitĂ , visione che si esplica in unâazione collettiva per trovare poi compimento nella realizzazione di unâopera corale; è un progetto in divenire: le persone camminano verso un luogo significativo per la loro realtĂ Â e assumono la posizione della verticale. Tentano di trasformarsi in pilastri della terra, innescando assieme un processo di costruzione di nuovi punti di vista, nuovi pensieri da utilizzare per trasformare il presente e disegnare nuove vie.
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