Fondazione Pomodoro e Fendi insieme, per una grande mostra a Roma

di - 20 Gennaio 2023

Ancora arte e moda insieme, per un progetto dedicato a un Maestro dell’arte contemporanea italiana: Fendi e Fondazione Arnaldo Pomodoro hanno annunciato una nuova collaborazione, la cui prima tappa sarà una grande mostra incentrata sui lavori del grande scultore, conosciuto in tutto il mondo in particolare per le sue opere pubbliche monumentali in bronzo. Intitolata “Il Grande Teatro delle Civiltà”, la retrospettiva di Arnaldo Pomodoro sarà visitabile dal 12 maggio al primo ottobre 2023, negli spazi del Palazzo della Civiltà Italiana, quartier generale romano della Maison.

«La collaborazione tra la Fondazione e Fendi rappresenta un esempio di partnership strategica, in cui mission e vision di entrambe le parti trovano espressione condivisa nella celebrazione dell’arte come strumento capace di unire il rispetto per l’eredità storica, l’attenzione per la diffusione e la divulgazione dei linguaggi artistici, la ricerca di nuove forme di collaborazione nell’ottica della sostenibilità e dell’innovazione», spiegano dalla Fondazione Pomodoro, istituita nel 1995 dallo stesso Arnaldo, per garantire la conservazione e la valorizzazione della sua opera e diffondere la conoscenza della scultura.

Arnaldo Pomodoro, La profezia (Cassandra), 1983 (Foto Vaclav Sedy)

Curata da Lorenzo Respi e Andrea Viliani, l’esposizione è concepita appositamente per la sede del Palazzo della Civiltà Italiana di Roma e si articolerà, in dialogo con le iconiche architetture razionaliste, come un grande “teatro”, uno spazio al limite, dunque, tra reale, mentale e immaginifico. La mostra sarà scandita da una selezione di opere dalla fine degli anni Cinquanta a oggi e comprenderà anche materiali documentari, per lo più inediti, che approfondiranno, anche dal punto di vista biografico, la relazione tra le arti visive e quelle sceniche, sempre presente nella ricerca artistica di Arnaldo Pomodoro, nato nel 1926 e, da sempre, sperimentatore delle potenzialità espressive dei materiali in funzione di uno “spirito geometrico” tanto presente nell’oggetto quanto sfuggente nella sensazione.

Arnaldo Pomodoro, Le battaglie, 1995 (Foto Dario Tettamanzi)

«È qui infatti che emergono le tracce evanescenti di possibili “civiltà”, arcaiche, antiche, moderne, o anche solo fantastiche», spiegano gli organizzatori. «Nel loro intreccio esse ci restituiscono un’inesausta archeologia e una continua rifondazione delle nostre conoscenze, dei nostri immaginari, della nostra concezione del tempo e dello spazio, della storia e del mito, e della nostra relazione con le altre specie e la natura».

Non è la prima volta che la Fondazione Pomodoro e Fendi incrociato i loro percorsi. Nel 2013, la maison fondata a Roma nel 1925 e attualmente nel gruppo LVMH, trovò la propria sede milanese nello spazio di Via Solari 35, ex spazio espositivo della Fondazione. Lì è esposta anche l’opera ambientale “Ingresso nel labirinto”, una delle più significative e rappresentative dell’arte di Arnaldo Pomodoro. Nelle parole di Pomodoro: «Esiste un luogo – onirico, ineffabile – che tutti noi conosciamo, tutti sperimentiamo: è l’archetipo del labirinto, che ci rimanda all’eterna sfida del segreto della vita e che nei millenni si è manifestato nel mito e nelle arti. Il mio “Ingresso nel Labirinto” è un invito nei meandri di un percorso, dove il tempo è trasformato in spazio e lo spazio a sua volta diventa tempo».

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